venerdì, 27 Febbraio 2026

Mobilità sanitaria in Lombardia: istituzioni e A Casa Lontani Da Casa firmano due accordi a sostegno delle famiglie in cura e delle Case di Accoglienza

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Firmati due accordi: Protocollo d’intesa tra A Casa Lontani Da Casa e ANCI
Mozione siglata da Regione Lombardia e A Casa Lontani Da Casa sull’accreditamento delle Case di Accoglienza.

Milano, 27 febbraio 2026 – Un’alleanza concreta per integrare l’accoglienza delle famiglie in mobilità sanitaria e riconoscerne il valore nei percorsi di cura.

Questo il risultato dell’incontro “Accogliere insieme”, promosso da A Casa Lontani Da Casa, Associazione che ha messo in rete ad oggi 115 alloggi solidali sul territorio nazionale dedicati ai pazienti in mobilità sanitaria, e ospitato ieri a Palazzo Isimbardi. 

Nel corso dell’evento sono stati presentati e firmati due importanti atti istituzionali: il Protocollo d’Intesa tra A Casa Lontani Da Casa e ANCI – Associazione Nazionale dei Comuni Italiani, e la mozione con Regione Lombardia che avvia formalmente il riconoscimento delle Case di Accoglienza e un percorso verso il loro accreditamento. 

L’incontro ha riunito rappresentanti di Regione Lombardia, Città Metropolitana di Milano e Comune di Milano, ponendo al centro del confronto il fenomeno della mobilità sanitaria,le fragilità che ne derivano per le famiglie e la necessità di risposte strutturate, costruite attraverso una collaborazione stabile tra istituzioni pubbliche e Terzo Settore. 

Ad aprire l’evento sono stati i saluti istituzionali di Alberto Di Cataldo,Direttore del Dipartimento Risorse Umane e Organizzazione di Città Metropolitana di Milano, e di Laura Gangeri, Presidente di A Casa Lontani Da Casa, che ha richiamato il valore della coesione sociale come elemento imprescindibile per sostenere le famiglie e trasformare l’accoglienza in una risposta strutturata e continuativa. 

“Questo incontro rappresenta un momento fondamentale per tutte le associazioni che sono impegnate nell’accoglienza solidale e per tutte le famiglie che sono costrette a spostarsi per le cure. Oggi parliamo di accoglienza ma soprattutto di coesione sociale. La mobilità sanitaria non è soltanto un fenomeno amministrativo o organizzativo, è un’esperienza umana complessa. Significa lasciare la propria casa in un momento di vulnerabilità, affrontare la malattia in un luogo sconosciuto, ridefinire i propri punti di riferimento.

 Quando una persona si ammala, non è solo la sua storia a cambiare: si attiva un intero sistema di relazioni familiari, sociali, lavorative. Una comunità coesa è quella che riconosce che la vulnerabilità di uno riguarda tutti”, ha dichiarato Laura Gangeri, Presidente di A Casa Lontani Da Casa. 

Nel corso dell’incontro è emersa con chiarezza una visione condivisa: la mobilità sanitaria è una dimensione che incide profondamente sulla vita delle famiglie e sull’equità di accesso alle cure. In questo quadro si inseriscono i due accordi siglati

Il Protocollo d’Intesa tra A Casa Lontani Da Casa e ANCI, illustrato da Lamberto Bertolè, Assessore al Welfare e Salute del Comune di Milano, punta a rafforzare il coordinamento tra Comuni, ospedali, strutture sanitarie e realtà di accoglienza, promuovendo una gestione più integrata dei bisogni dei pazienti in trasferta sanitaria. Il Protocollo intende, inoltre, promuovere una maggiore conoscenza dei servizi di accoglienza, sostenere la diffusione del modello elaborato da A Casa Lontani Da Casa presso i Comuni italiani, incentivare la mappatura delle risorse territoriali e valorizzare le buone pratiche già attive nelle città, favorendo il confronto e la collaborazione tra enti pubblici e Terzo Settore. 

“La cura incentrata sulla famiglia è ormai riconosciuta come un modello nell’ambito del sistema sanitario. Da qui parte l’esigenza di una collaborazione sempre più stretta e proficua tra tutte le istituzioni e il tessuto sociale della città al fine di garantire anche ai pazienti che vengono da fuori un percorso di terapia sereno, sostenuto anche dalla vicinanza dei propri cari. A Casa Lontani da Casa è in questo un punto di riferimento importante e il Protocollo d’intesa sancisce un impegno da parte dei comuni a valorizzare e replicare queste buone pratiche”, ha spiegato Lamberto Bertolé, assessore al Welfare e Salute del Comune di Milano.

Un ulteriore passo in avanti arriva da Regione Lombardia: Emanuele Monti, Presidente della IX Commissione permanente – Sostenibilità sociale, casa e famiglia, e Paola Pizzighini, Consigliera della IX Commissione, hanno firmato con A Casa Lontani Da Casa la mozione che avvia formalmente il riconoscimento delle Case di Accoglienza. L’atto mira a valorizzare il ruolo di queste strutture all’interno del welfare regionale, rafforzando l’integrazione tra politiche sanitarie e sociali e riconoscendo l’accoglienza come parte strutturale del percorso di cura.

“La mobilità sanitaria è una realtà che coinvolge ogni anno migliaia di persone e famiglie e che comporta bisogni complessi, non solo di natura clinica ma anche sociale e organizzativa. Con la firma di questa mozione Regione Lombardia avvia un percorso di riconoscimento delle Case di Accoglienza, valorizzando il lavoro svolto da realtà come A Casa Lontani Da Casa, che da anni affiancano i pazienti costretti a curarsi lontano dal proprio territorio. È essenziale costruire risposte integrate e coordinate tra servizi sociali, sanitari e territoriali, per accompagnare i pazienti e i loro familiari lungo l’intero percorso di cura e ridurre le disuguaglianze di accesso alle prestazioni”, ha commentato Emanuele Monti, Presidente della IX Commissione permanente – Sostenibilità sociale, casa e famiglia.

“Un prezioso momento di confronto tra istituzioni e terzo settore sul tema della mobilità sanitaria e sul ruolo fondamentale dell’accoglienza solidale per chi arriva in Lombardia da altre regioni o dall’estero, spesso per affrontare percorsi di cura lunghi e complessi. Il Movimento 5 Stelle ha già avviato un percorso di ascolto e confronto con le associazioni della rete A Casa Lontani da Casa già dal gennaio 2025 con un evento sul tema e con una serie di audizioni in Commissione Sostenibilità sociale, casa e famiglia di Regione Lombardia con l’obiettivo di un percorso normativo che riconosca e accrediti i servizi di accoglienza solidale come parte integrante della continuità terapeutica.  Oggi vogliamo portare avanti il percorso con un impegno concreto”, ha dichiaratoPaola Pizzighini, consigliera regionale M5S Lombardia e componente della IX Commissione permanente – Sostenibilità sociale, casa e famiglia.

Ogni anno migliaia di famiglie sono costrette a spostarsi per curare malattie complesse in centri specializzati e di eccellenza, affrontando costi economici rilevanti e un forte impatto emotivo. A Casa Lontani Da Casa risponde a questa emergenza attraverso una rete solidale nazionale e servizi di orientamento e sostegno economico, anche tramite voucher per alloggi, trasporti e spese quotidiane destinati alle famiglie più fragili. I dati dell’Osservatorio dell’associazione restituiscono la portata del fenomeno: la rete coordina oggi 61 associazioni affiliate in Italia, di cui 49 in Lombardia, con 115 Case di Accoglienza complessive (81 in Lombardia) e 1.670 posti letto a livello nazionaleTra il 2022 e il 2025 sono stati oltre 8.000 i beneficiari supportati tra pazienti e caregiver, con una domanda concentrata per oltre il 90% su Milano e la Città Metropolitana. Sono 7 gli ospedali di eccellenza che coprono l’80% delle richieste: Istituto Nazionale dei Tumori di Milano, Istituto Neurologico Besta, IEO, Ospedale S. Raffaele, Ospedale Niguarda, Ospedale Humanitas, Poli-MI. Più del 50% della mobilità sanitaria è legata a patologie oncologiche e circa il 65% dei pazienti proviene dalle regioni meridionali e dalle isole, a conferma del forte impatto economico degli spostamenti per cure che richiedono spesso lunghi periodi di degenza.

Nel 70% dei casi il soggiorno dura fino a 7 giorni, nel 15% dei casi si estende oltre i 15 giorni.

La serata è stata anche l’occasione per rendere omaggio a Guido Arrigoni, Presidente onorario di A Casa Lontani Da Casa, con la consegna di una targa in sua memoria per la lungimiranza, l’impegno e la passione che hanno segnato la storia dell’associazione. A ritirarla, i figli Matteo e Paolo. 

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