giovedì, 26 Febbraio 2026

Bolzano. Con evento richiamata attenzione sul ruolo di padre e sull’imminente “Equal Care Day”

Condividi:

Una campagna di sensibilizzazione richiama l’attenzione sullo squilibrio esistente nel lavoro di cura e assistenza: uomini e padri desiderano essere maggiormente coinvolti e supportati.

BOLZANO (USP). Anche nella società odierna, il lavoro di cura e assistenza è ancora distribuito in modo iniquo: anche se gli uomini e i padri sono ormai sempre più coinvolti (o vorrebbero esserlo), incontrano riserve sociali e professionali che devono essere prese sul serio. Con una conferenza stampa dal titolo “Essere papà, tra lavoro, fasciatoio ed estratto conto?” tenutasi a Palazzo Widmann, il 26 febbraio il Forum Prevenzione, l’Alleanza per le Famiglie, la Provincia autonoma di Bolzano e la Commissione provinciale per le pari opportunità per le donne hanno richiamato l’attenzione sul ruolo di padre e sull’imminente “Equal Care Day” (1° marzo).“Vogliamo incoraggiare e dimostrare che sempre più padri vogliono assumersi delle responsabilità. E questi padri stanno cambiando la nostra società”, ha sottolineato Christa Ladurner, portavoce dell’Alleanza per le Famiglie. Gli ostacoli ancora esistenti devono essere presi sul serio.”Equal Care significa condividere le responsabilità nella famiglia, nel lavoro e nella nostra società. Se i padri hanno tempo da dedicare ai propri figli fin dall’inizio, ciò rafforza non solo le famiglie, ma anche il nostro mondo del lavoro. La parità di genere si raggiunge quando la cura dei figli è vista come un compito comune”, ha sottolineato l’assessora provinciale alla Coesione sociale e alla Famiglia Rosmarie Pamer, che nel suo discorso di benvenuto ha anche accennato all’assegno provinciale al nucleo familiare+, disponibile anche per i padri.Per Ulrike Oberhammer, presidente della Commissione provinciale per le pari opportunità per le donne, è chiaro: “Finché una buona assistenza all’infanzia è una questione di fortuna, le madri sono costrette a lavorare a tempo parziale, le disparità pensionistiche non solo sono normali, ma anche femminili, il sistema è basato su doppio reddito e lavoro materno gratuito e i genitori single rimangono poveri, allora la parità di diritti è un mito”. Senza il lavoro di cura svolto gratuitamente dalle donne, il sistema crollerebbe. “Il problema non sono le madri, ma la società che privatizza il lavoro di cura”, ammonisce Oberhammer.La vicepresidente della Commissione pari opportunità Nadia Mazzardis ha spiegato come questo si traduca in cifre: “Le donne dedicano in media 5 ore e 5 minuti al giorno al lavoro di cura non retribuito. Per gli uomini la media è di un’ora e 48 minuti. La soluzione per eliminare questo squilibrio è una ripartizione responsabile dei compiti. E non ci stancheremo mai di ripeterlo”. Ingrid Kapeller del Forum Prevenzione ha confermato questa valutazione e, insieme a Denis Iardino (La Strada – der Weg), ha sottolineato l’importanza di coinvolgere il partner, marito o padre nel lavoro di cura. “La vera parità di genere può essere raggiunta solo se i padri si assumono (o si possono assumere) naturalmente la responsabilità della loro parte nel lavoro di cura. Ciò rafforza la loro salute mentale, crea reali opportunità di lavoro per le donne e migliora in modo dimostrabile le opportunità di sviluppo e di istruzione dei bambini“. La sociologa Heidi Flarer ha concluso illustrando il sondaggio ”Essere padre in Alto Adige tra desiderio e realtà”. L’Equal Care Day sarà accompagnato da una campagna dal titolo “Padre presente, figlio/a vincente”, dalla pubblicazione del questionario per i padri “Essere padre in Alto Adige: desiderio e realtà” e da diversi eventi sul tema

Notiziario

Archivio Notizie