Per la prima volta in Abruzzo, una donna con un tumore della mammella a basso rischio potrà essere trattata senza intervento chirurgico. È già operativa presso la UOC di Radiologia dell’Ospedale Santo Spirito di Pescara la crioablazione percutanea, tecnica mini-invasiva che consente di distruggere selezionate lesioni tumorali attraverso il freddo estremo, in anestesia locale e senza asportazione della mammella.
L’introduzione della metodica è avvenuta il 24 febbraio su iniziativa del Dr. Vincenzo Di Egidio, Direttore della UOC di Radiologia della ASL di Pescara, che ha invitato a Pescara il Prof. Franco Orsi, Direttore della Divisione di Radiologia Interventistica dello Istituto Europeo di Oncologia (IEO) di Milano, tra i principali riferimenti nazionali per questa procedura.
La giornata ha rappresentato un momento di formazione e confronto clinico che ha coinvolto l’intera équipe della Radiologia ed il Dr. Marino Nardi, Responsabile UOSD Chirurgia Mammaria, con l’obiettivo di avviare la metodica secondo criteri rigorosi e pienamente integrati nel percorso senologico aziendale.
La crioablazione è indicata per tumori della mammella a basso rischio biologico. “Oggi siamo in grado di classificare con precisione l’aggressività dei tumori – ha spiegato il Prof. Orsi – sulla base delle loro caratteristiche biologiche: presenza dei recettori ormonali, indice di proliferazione Ki67 ed espressione del recettore HER2. Questo ci consente di individuare quei tumori che definiamo a basso rischio, in particolare i cosiddetti luminali A, che esprimono i recettori ormonali, non presentano iperespressione di HER2 e hanno un basso indice proliferativo”.
Nei casi selezionati, con lesioni di piccole dimensioni – generalmente entro i 15 millimetri, fino a un massimo di circa 20 millimetri – gli studi internazionali riportano percentuali di controllo locale della malattia sovrapponibili alla chirurgia, a condizione di un’accurata selezione clinica e multidisciplinare.
“Si tratta di una terapia con intento radicale per tumori a basso rischio – ha aggiunto Orsi –. Se correttamente selezionate, le pazienti hanno una probabilità di recidiva a cinque anni sovrapponibile a quella di un trattamento chirurgico. La differenza sta nell’impatto: non c’è anestesia generale, non c’è asportazione di parte della mammella, non c’è cicatrice. La paziente entra la mattina ed esce il pomeriggio, il giorno dopo può riprendere le sue attività quotidiane. L’impatto fisico ed emotivo è significativamente ridotto”.
La metodica si rivolge prevalentemente a donne in menopausa, generalmente sopra i 50 anni, con tumori a basso rischio e assenza di segni di interessamento linfonodale agli esami strumentali. In queste condizioni, come dimostrato da studi clinici recenti, può essere evitata anche la biopsia del linfonodo sentinella, senza differenze in termini di sopravvivenza.
Per il Prof. Orsi il valore della diffusione della crioablazione è anche organizzativo e sociale. “Non è accettabile che nel 2026 una donna debba spostarsi a centinaia di chilometri per un trattamento che può essere eseguito in sicurezza sul territorio. Questa è una tecnologia che non richiede infrastrutture complesse: un centro con esperienza in radiologia interventistica e un team senologico strutturato può adottarla con rigore scientifico. Diffonderla significa garantire equità di accesso alle cure e ridurre anche i costi legati a ricoveri e sale operatorie”.
Il Dr. Vincenzo Di Egidio ha sottolineato il significato dell’avvio della metodica a Pescara: “Abbiamo voluto introdurre questa tecnologia con il supporto di uno dei maggiori esperti nazionali, coinvolgendo tutta l’équipe della Radiologia. L’obiettivo è offrire alle nostre pazienti un’opzione terapeutica innovativa, integrata nel percorso multidisciplinare aziendale, mantenendo standard clinici elevati e piena appropriatezza”.
A conclusione delle procedure, hanno portato il loro saluto il Direttore Generale della ASL di Pescara, Vero Michitelli, e il Direttore Sanitario, Rossano Di Luzio, che hanno evidenziato l’importanza strategica di rendere disponibili nell’Ospedale di Pescara tecnologie innovative capaci di migliorare la qualità delle cure e ridurre l’impatto fisico e psicologico della malattia.
Con l’avvio della crioablazione percutanea, la ASL di Pescara diventa il primo centro in Abruzzo ad adottare questa metodica, rafforzando l’offerta oncologica e garantendo alle donne la possibilità di accedere a trattamenti avanzati senza doversi spostare fuori regione.
Le pazienti potranno essere valutate nell’ambito dei percorsi senologici aziendali, attraverso una presa in carico multidisciplinare.
In allegato:
- alcuni momenti della formazione
- Il Prof. Franco Orsi con il Direttore Generale Vero Michitelli, il Direttore Sanitario Rossano Di Luzio ed il Dr. Di Egidio
- Il Prof. Franco Orsi con il Dr. Vincenzo di Egidio, il Dr. Marino Nardi e l’equipe di radiologia dell’Ospedale di Pescara