FOAD AODI: «Il digiuno può essere compatibile con molte condizioni cliniche, ma serve sempre una valutazione personalizzata. Nessuna improvvisazione su diabete, cuore e terapie salvavita. Abbiamo registrato che circa il 15% delle persone smette di fumare dopo il mese di Ramadan, il 22% riduce significativamente il consumo di caffè e quasi il 32% mantiene uno stile alimentare più sano anche nei mesi successivi, privilegiando proteine, fibre e attività fisica regolare»
OLTRE 1,8 MILIARDI DI PERSONE COINVOLTE NEL MONDO, IN ITALIA CENTINAIA DI MIGLIAIA DI PAZIENTI CRONICI CHIEDONO INDICAZIONI AI MEDICI
ROMA 25 FEB 2026 – Con l’avvio del Ramadan, che coinvolge oltre 1,8 miliardi di fedeli nel mondo, anche in Italia migliaia di pazienti affetti da patologie croniche si confrontano con il tema del digiuno dall’alba al tramonto.
Come conciliare il rispetto della tradizione con la sicurezza clinica, soprattutto in presenza di diabete, malattie cardiovascolari, insufficienza renale, disturbi metabolici o terapie continuative?
Le associazioni AMSI – Associazione Medici di Origine Straniera in Italia, UMEM – Unione Medica Euromediterranea, Co-mai – Comunità del Mondo Arabo in Italia e il Movimento Internazionale UNITI PER UNIRE riflettono e analizzano il delicato tema con un approccio medico-scientifico, richiamando l’importanza della prevenzione, della consulenza specialistica e della corretta informazione sanitaria.
Interviene il Prof. Foad Aodi, medico fisiatra, giornalista e divulgatore scientifico internazionale, esperto in salute globale, membro del Registro Esperti FNOMCeO ,già 4 volte consigliere Omceo Rm e docente dell’Università di Tor Vergata.
NUMERI IN ITALIA: COMUNITÀ MUSULMANE E POTENZIALI PAZIENTI COINVOLTI
In Italia la presenza di cittadini di fede musulmana è stimata in oltre 2,5 milioni di persone, tra cittadini italiani e stranieri regolarmente residenti. Un dato che rende evidente come il Ramadan non sia un tema marginale, ma un fenomeno con ricadute sanitarie concrete sul territorio nazionale.
Se si considera che una quota significativa della popolazione adulta convive con patologie croniche come diabete, ipertensione arteriosa, malattie cardiovascolari e insufficienza renale, il numero dei potenziali pazienti che durante il Ramadan potrebbero necessitare di una valutazione clinica preventiva diventa rilevante.
Le associazioni e i movimenti sottolineano come sia fondamentale programmare percorsi di informazione sanitaria mirata, coinvolgendo medici di medicina generale, specialisti e strutture territoriali, per garantire sicurezza clinica e prevenzione delle complicanze.
RAMADAN E DIABETE: VALUTAZIONE CLINICA OBBLIGATORIA
«Nel caso del diabete – spiega Aodi – il digiuno può comportare rischi di ipoglicemia, iperglicemia, disidratazione e squilibri elettrolitici. Non tutti i pazienti sono nelle stesse condizioni: chi ha un diabete ben compensato può, in alcuni casi, essere valutato per un adattamento terapeutico; chi presenta instabilità glicemica o complicanze deve invece essere attentamente seguito e, se necessario, sconsigliato dal digiuno».
Il punto centrale, sottolinea, è la stratificazione del rischio clinico: età, tipo di terapia (insulina o ipoglicemizzanti orali), presenza di complicanze cardiovascolari o renali.
PATOLOGIE CARDIOVASCOLARI: ATTENZIONE A PRESSIONE E DISIDRATAZIONE
«Nei pazienti cardiopatici – evidenzia Aodi – il digiuno prolungato, soprattutto nei mesi più caldi o con molte ore di luce, può incidere su pressione arteriosa, frequenza cardiaca e bilancio idrico. In presenza di scompenso, aritmie importanti o recente evento ischemico, la prudenza deve essere massima».
L’esperto ricorda che la gestione dei farmaci antipertensivi, anticoagulanti o antiaggreganti non può essere modificata autonomamente: ogni variazione terapeutica deve essere concordata con il medico curante o lo specialista.
INSUFFICIENZA RENALE, ANZIANI E FRAGILITÀ
Un capitolo delicato riguarda l’insufficienza renale e i pazienti anziani fragili. «La disidratazione – afferma Aodi – può aggravare la funzione renale. Nei soggetti con nefropatia cronica o in terapia diuretica il rischio aumenta. Anche negli anziani soli o con pluripatologie è necessaria una valutazione preventiva».
RAMADAN 2026: PREVENZIONE, ASCOLTO DEL CORPO E CONSULTAZIONE MEDICA PER I SOGGETTI A RISCHIO
Il mese di Ramadan 2026 è iniziato lo scorso 19 febbraio 2026 e terminerà la sera del 20 marzo 2026 (date soggette alla conferma ufficiale legata all’osservazione lunare).
Nel corso del mese sacro, l’AMSI, la Co-mai e la rete associativa promuovono un messaggio di prevenzione sanitaria rivolto in particolare ai soggetti fragili, ai pazienti cronici e alle donne in gravidanza.
«È fondamentale – sottolinea il Prof. Foad Aodi – che i pazienti a rischio, le donne in gravidanza e chi soffre di patologie croniche consultino il medico di fiducia o il ginecologo prima di affrontare il digiuno. Ramadan deve essere un mese di spiritualità ma anche di responsabilità verso la propria salute».
Secondo i dati raccolti tramite lo SPORTELLO AMSI ON LINE e la rete Co-mai, il Ramadan può rappresentare anche un’occasione di miglioramento dello stile di vita:
«Abbiamo registrato che circa il 15% delle persone smette di fumare dopo il mese di Ramadan, il 22% riduce significativamente il consumo di caffè e quasi il 32% mantiene uno stile alimentare più sano anche nei mesi successivi, privilegiando proteine, fibre e attività fisica regolare».
Aodi richiama inoltre l’importanza dell’idratazione e dell’alimentazione corretta nelle ore consentite:
«È essenziale bere almeno tre litri di acqua tra iftar e suhoor, consumare alimenti ricchi di acqua come frutta e verdura, evitare cibi troppo salati, limitare caffè e sigarette. Il digiuno non deve diventare un rischio per l’equilibrio metabolico».
Particolare attenzione deve essere prestata ai segnali di allarme durante la giornata di digiuno:
«In presenza di vertigini, debolezza marcata o sintomi anomali è necessario interrompere il digiuno e contattare il medico. Ramadan è anche il mese della conoscenza del proprio corpo e delle proprie fragilità».
In questi giorni, il Prof. Aodi sta partecipando a numerose trasmissioni televisive e radiofoniche nel mondo arabo e in Italia, anche tramite AISC News, per fornire consulenze e rispondere alle domande dei cittadini in materia di salute durante il Ramadan.
LE RACCOMANDAZIONI PRATICHE
Secondo le indicazioni medico-scientifiche condivise:
-effettuare una visita di controllo prima dell’inizio del Ramadan;
-pianificare eventuali adattamenti terapeutici con il medico;
-monitorare glicemia e pressione con maggiore frequenza;
-interrompere immediatamente il digiuno in presenza di sintomi importanti (vertigini, svenimenti, crisi ipoglicemiche);
-mantenere un’adeguata idratazione nelle ore consentite.
«Il nostro obiettivo – conclude Aodi – è promuovere una cultura della prevenzione e della responsabilità. La salute viene prima di tutto, e la buona medicina si fonda sull’ascolto, sul rispetto e sulla competenza scientifica».
Le associazioni AMSI – Associazione Medici di Origine Straniera in Italia, UMEM – Unione Medica Euromediterranea, Co-mai – Comunità del Mondo Arabo in Italia e il Movimento Internazionale UNITI PER UNIRE continueranno a promuovere campagne informative rivolte ai cittadini e ai professionisti sanitari, affinché il mese del Ramadan sia vissuto in serenità e sicurezza, nel pieno rispetto delle condizioni cliniche individuali.