Siracusa 25.2.2026 – Il percorso verso la piena attuazione della sanità territoriale in provincia di Siracusa segna una tappa fondamentale in vista della prossima apertura delle Case di Comunità in provincia di Siracusa. Nel corso della Conferenza dei Sindaci, convocata stamane a Palazzo Vermexio su proposta dell’Asp di Siracusa per definire le nuove strategie di assistenza previste dal DM 77 e per illustrare lo stato dell’arte, è stata sancita la volontà comune di procedere spediti verso l’integrazione sociosanitaria, attraverso un protocollo d’intesa che sarà siglato ufficialmente nella seconda settimana di marzo.
I lavori sono stati aperti dal sindaco di Siracusa, Francesco Italia, che ha espresso apprezzamento per la disponibilità dell’Azienda Sanitaria e per il metodo del confronto costante con le amministrazioni locali. In apertura, sono stati portati i saluti del commissario straordinario dell’Asp di Siracusa, Chiara Serpieri, che non ha potuto partecipare per improrogabili impegni personali fuori sede e che ha voluto comunque far pervenire il proprio ringraziamento ai primi cittadini per il supporto in questa delicata fase di transizione verso il traguardo del 2026.
All’incontro, caratterizzato da un clima di fattiva collaborazione, hanno partecipato il direttore sanitario Salvatore Madonia, il direttore amministrativo Ornella Monasteri e il direttore del Dipartimento ADISS Anselmo Madeddu, insieme ai dirigenti aziendali che hanno curato la stesura tecnica del protocollo. Al centro della discussione, la necessità di rendere operative le Case di Comunità non solo come presidi medici, ma come luoghi di accoglienza globale attraverso il Punto Unico di Accesso (PUA) integrato. L’obiettivo è far sì che personale sanitario dell’Asp e servizi sociali dei Comuni operino insieme, anche attraverso piattaforme informatiche comuni, offrendo una risposta unitaria e semplificata ai bisogni dei cittadini, in particolare per le fasce più fragili come anziani e disabili.
Parallelamente, l’Asp ha confermato l’avanzamento tecnico per l’apertura delle strutture. Il modello pilota di Noto resta il punto di riferimento per l’organizzazione che sarà estesa a tutta la provincia.
Forte dei risultati, l’Asp sta ora lavorando per rispettare la scadenza europea per tutte le Case di Comunità e gli Ospedali di Comunità previsti. Mentre le Centrali Operative Territoriali (COT) sono già a regime da tempo, i lavori per le Case di Comunità e gli Ospedali di Comunità vedono la quasi totalità in fase avanzata di ultimazione. Per un primo gruppo di interventi l’ultimazione potrebbe avvenire tra metà e fine marzo compatibilmente con il rispetto dei cronoprogrammi aggiornati dalle imprese. Oltre alle mura, l’Asp sta investendo sul capitale umano, sulla tecnologia e sulle apparecchiature sanitarie: sono in corso le procedure per il reclutamento di infermieri di comunità, figure centrali per l’assistenza sanitaria, personale amministrativo, gli accordi con i medici di famiglia e gli specialisti e si sta implementando la telemedicina per garantire consulti specialistici e refertazioni a distanza, superando i limiti geografici nell’ottica di servizi di prossimità per la popolazione.