Napoli, 24 feb.- <In alcune Aggregazioni Funzionali Territoriali (AFT) i proprietari degli immobili, hanno chiesto un euro ad assistito all’anno per utilizzare la sede composta da due stanze e ubicata nella sede di attività dei medici di medicina generale. Considerata la popolazione in assistenza per ogni AFT è di media di circa 20000 pazienti il costo di tale sede è di 20000 euro l’anno. Fatta la norma, ecco subito come qualcuno cerca di specularci sopra>. Questo è il testo di un messaggio girato in alcune chat di medici di famiglia campani, tenuto conto del nuovo Accordo Collettivo Nazionale (ACN) della medicina generale e della relativa integrazione regionale (AIR), nonostante quest’ultima sia sospesa per richiesta dal Sindacato Medici Italiani, così rende pubblica la notizia Giovanni Senese, Segretario Regionale SMI Campania, in vista del Comitato Regionale sulla medicina generale convocato domani.
<Il cosiddetto Ruolo Unico, previsto dal nuovo ACN della medicina generale, è la formula contrattuale che norma le attività dei medici di famiglia, che dal 2025 hanno l’obbligo di svolgere anche l’attività oraria notturna e diurna nei giorni prefestivi e festivi. Quest’ultimo compito era stato sempre a carico dei medici di Continuità Assistenziale (ex Guardia Medica). Ai medici di medicina generale, inoltre, sono state destinate ulteriori ore di attività in Case di Comunità, in altre sedi pubbliche, e anche in sedi private. In questo caso qualcuno ha pensato di lucrarci sopra, chiedendo ai medici una sorta di “pizzo” (un euro a paziente), solamente per mettervi piede.
Allo stato attuale, i medici a Ruolo Unico sono solo i giovani neo convenzionati dal 2025, ma ASL e anche qualche organizzazione sindacale di categoria incita i medici ad optare alla nuova formula contrattuale. A causa delle regole di ingaggio non chiare perché non sono state normate, il rischio è che qualcuno, con la continua interferenza, possa lucrarci.
Per evitare che, oltre al danno ci sia anche la beffa, sarebbe opportuno normare, con certezza, quali siano le regole di accesso agli studi privati e che dirigenti sanitari pubblici e dirigenti di organizzazioni sindacali (gli attori che concertano e firmano gli accordi) non siano proprietari e/o gestori (anche attraverso la gestione e dirigenze di cooperative) degli immobili che contengono gli studi professionali, così come non devono esserlo loro parenti diretti, proprio per evitare un possibile conflitto di interessi.
Se la Parte Pubblica non adotterà immediati provvedimenti potrà accadere che i pochi medici firmatari della convenzione di medicina generale in Campania, lo scorso dicembre e risultati meno di 350 su 704 posti disponibili, potrebbero scappare verso una carriera più certa. La professione medica dovrebbe essere orientata, sempre più, verso l’atto medico e non focalizzata su oneri burocratici che oramai hanno appesantito moltissimo e impropriamente l’attività dei medici di famiglia>.