venerdì, 20 Febbraio 2026

ULSS SCALIGERA. ALL’OSPEDALE ‘FRACASTORO’ DI SAN BONIFACIO LA MOSTRA ‘I LAZZARETTI VENEZIANI’

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Il sistema sanitario della Serenissima contro le epidemie. L’invenzione della “quarantena” dalla Laguna ai giorni nostri. Salute, Informazione, Prevenzione

La mostra è visitabile nella hall dell’ospedale dal 21 febbraio al 30 aprile 2026 

Un viaggio unico nella storia della medicina e della prevenzione: dai lazzaretti della Serenissima alle strategie sanitarie contemporanee. Passando per il Lazzaretto di Verona. 

E’ la mostra “Lazzaretti veneziani. L’invenzione della quarantena dalla Laguna ai giorni nostri”, da oggi allestita nel grande atrio dell’ospedale ‘Fracastoro di San Bonifacio’ che per l’occasione si trasforma in spazio espositivo e di socialità. 

 I venti grandi pannelli in esposizione raccontano come  Venezia abbia saputo affrontare epidemie, creare un sistema sanitario d’avanguardia e gettare le basi di protocolli che oggi chiamiamo “quarantena” e “green pass”.

Un’esposizione itinerante che dopo le tappe nei mesi scorsi negli Ospedali di Bergamo, Venezia, Mestre, Treviso, Belluno, fa ora sosta all’Ospedale San Bonifacio di Verona, quando il tema della Prevenzione, in questo periodo post-Covid, è ancora particolarmente di attualità e, di fronte a rischi globali, richiede difese internazionali.

Non è un caso che la mostra sia arrivata nel territorio veronese: nel quartiere cittadino di Porto San Pancrazio c’è infatti il noto Lazzaretto di Verona, inserito tra i beni del Fondo Italiano per l’Ambiente. Tanti lo visitano per il contesto naturalistico in cui si inserisce e per le iniziative ambientalistiche che vi si svolgono, ma in pochi ne conoscono la storia. 

La costruzione del Lazzaretto veronese risale al gennaio 1549. La località in cui fu eretto, Porto San Pancrazio, vicina all’Adige, fu scelta perché sufficientemente isolata e agevolmente raggiungibile attraverso il fiume. Fu progettato, secondo il Vasari, da Michele Sanmicheli. Il lazzaretto venne completato solamente nel 1628 in tempo per la peste del 1630. Nel tentativo di arginare l’epidemia, le autorità sanitarie e cittadine cercarono di confinare i malati al lazzaretto: al culmine della pestilenza all’interno si concentrarono più di 5.000 appestati. Quella del 1630 fu l’ultima peste che colpì la città, ciò segnò la sua decadenza e alla fine del XVIII secolo venne adibito a deposito di esplosivi, fino alla Seconda Guerra Mondiale. Sul finire della guerra una deflagrazione distrusse la parte orientale dell’edificio causando oltre 30 morti. Ad oggi si presenta come una magnifica rovina, all’interno del parco dell’Adige. 

La mostra. Organizzata in collaborazione con la Fondazione Museo Scuola Grande di San Marco e

della Sanità dell’Ulss3 Serenissima, con i contributi di esperti di varie Università ed

Istituzioni, la mostra riassume parte dei materiali elaborati nel corso degli ultimi anni

nell’ambito delle attività di recupero e di valorizzazione di un’isola della Laguna di Venezia:

il Lazzaretto Nuovo.

Viene presentata la vicenda storica della lotta di Venezia contro la peste, dal primo lazzaretto

(S.Maria di Nazareth, il Lazzaretto Vecchio, 1423) al sistema generale di prevenzione sanitaria

d’avanguardia istituito dalla Repubblica per mare (in Dalmazia e in Grecia) e per terra (nella

Pianura Padana fino a Bergamo): un sistema di controllo, integrato con quello commerciale,

che prevedeva contumacie (‘quarantene’), fedi di sanità (green pass) e costituiva un vero e

proprio sistema di intelligence, poi esteso successivamente a livello mondiale.

Oggi i lazzaretti sono strutture superstiti, spesso utilizzate per altri scopi o abbandonate, ma

alcuni sono stati recentemente recuperati o sono in via di recupero: rimangono come luoghi

della memoria, monumenti e testimoni di importanza storica, patrimonio dell’Umanità.

Le tappe. La mostra ha avuto due allestimenti in anteprima nell’autunno 2023 a Bergamo, prima nel lazzaretto cinquecentesco e poi all’Ospedale 
Papa Giovanni XXIII. Quindi dalla primavera 2024 è stata a Venezia all’Ospedale SS.Giovanni e Paolo fino a febbraio 2025; a Mestre (Ospedale all’Angelo, aprile- giugno 2025), a Treviso (Ospedale Ca’ Foncello, giugno
2025 – novembre 2025), a Belluno (novembre 2025 – febbraio 2026).

INDICE ARGOMENTI

1 – Venezia e l’Oriente – Commerci e contagi

2 – Il Lazzaretto Vecchio – Anno Domini 1423.

3 – Il Lazzaretto Vecchio – Da Hospitale a contumacia marittima

4 – Il Lazzaretto Vecchio – Le pitture parietali e le scritture epigrafiche (F. Malagnini)

5 – Il Lazzaretto Vecchio – Uso militare e abbandono

6 – Il Lazzaretto Nuovo – L’isola della quarantena

7 – Il Lazzaretto Nuovo – Costumi e personaggi

8 – Il Lazzaretto Nuovo – Disinfezione delle lettere – Fedi di sanità

9 – Il Lazzaretto Nuovo – Le scritture parietali (F. Malagnini)

10 – Il Lazzaretto Nuovo – Scavi e reperti dell’isola

11 – Il Lazzaretto Nuovo – Testimonianze dal Levante Mediterraneo (L. Meneghini)

12 – Il Lazzaretto Nuovo – I caselli da polvere

13 – Il Lazzaretto Nuovo – Per la rinascita di un’isola Storia e natura (Giorgia Fazzini)

14 – Il Lazzaretto Nuovissimo – Poveglia

15 – Il Magistrato alla Sanità

16 – I Lazzaretti veneziani dello “Stato da Mar”

17 – I Lazzaretti veneziani dello “Stato da Tera”

18 – Il caso di Bergamo (A. Berta)

19 – Il mare era come un bosco (D. Andreozzi)

20 – OMS. La peste ieri e oggi (E. Bertherat)

Per consentire approfondimenti e riferimenti bibliografici l’esposizione è accompagnata da un

libro, I Lazzaretti Veneziani, edito da Marcianum Press (Venezia, 2024).

Argomenti e testi (dove non altrimenti specificato) sono a cura di Gerolamo Fazzini,

Presidente Archeoclub d’Italia Sede di Venezia.

Collaborazione grafica: Michela Scibilia. Collaborazione all’allestimento Stefano Nardini

(Presidente “Amici delle Mura” di Bergamo).

Stampa: Apice (VE)

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