mercoledì, 18 Febbraio 2026

Ematologia IRST Amadori. Rete di solidarietà tra Romagna, Umbria e Tanzania cura paziente ematologico

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Una straordinaria operazione di cooperazione medico-scientifica e diplomatica ha permesso ad un paziente di origine tanzanese di ricevere un trapianto di cellule dal fratello arrivato dall’Africa

Meldola (FC), 18 febbraio 2026 – È una storia che unisce due continenti, fatta di umanità e impegno, quella di un cinquantunenne tanzanese da tempo residente in Italia, in cura presso l’Ematologia dell’IRST “Dino Amadori” IRCCS per una grave forma di linfoma non Hodgkin T.

Grazie, infatti, all’arrivo dal paese africano dell’unico donatore compatibile, nei giorni scorsi il paziente è stato sottoposto ad un trapianto di midollo. L’intervento che potrebbe segnare una svolta nella cura della malattia, è stato eseguito dalla SC Ematologia e TMO diretta dal dott. Antonio Pierini, all’Ospedale Santa Maria della Misericordia di Perugia, struttura dov’era già stato eseguito un primo trapianto.

A rendere possibile l’operazione, un vero coro di solidarietà: il progetto “Amadori-Tison for Africa” dello IOR – Istituto Oncologico Romagnolo ha garantito il supporto organizzativo, mentre l’equipe di ematologi IRST diretta dal dott. Gerardo Musuraca e il Bugando Medical Center di Mwanza hanno coordinato il percorso clinico insieme ai colleghi di Perugia. Fondamentale, infine, l’intervento diplomatico dell’Ambasciata italiana in Tanzania che, nonostante le fortissime turbolenze politiche attraversate dal paese subsahariano, si è adoperata per permettere al donatore di raggiungere il nostro Paese.

Il percorso di cura del paziente parte alcuni anni fa all’Ematologia dell’IRST di Meldola. Dopo aver affrontato cinque linee di terapia con remissioni e recidive, tra cui un trapianto autologo, l’uomo ha eseguito un primo trapianto allogenico da familiare, in accordo e presso l’Ematologia di Perugia, ottenendo una ulteriore remissione della malattia. Il paziente tuttavia ha avuto, alcuni mesi fa, una nuova recidiva pluridistrettuale, che il gruppo di Ematologia e Trapianti dell’IRST di Meldola, con un nuovo ciclo di terapie, ha riportato nuovamente ad una risposta completa. Il pieno recupero delle condizioni e l’ottima risposta, ha quindi permesso ai medici dell’IRST, di concerto sempre con i colleghi di Perugia, di progettare un secondo trapianto allogenico da donatore.

Primo passo è stato trovare un nuovo donatore di midollo compatibile, cercando tra i famigliari più stretti, tutti residenti in Tanzania. Un ostacolo insormontabile se non fosse intervenuta l’opera di volontariato sanitario di “IOR for Africa”, l’iniziativa che, tramite il progetto “Amadori-Tison”, sta portando avanti i progetti realizzati fin dagli anni ‘90 dall’Associazione “Vittorio Tison” in Tanzania. Creata dal prof. Dino Amadori per un intervento globale di controllo del cancro nella regione di Mwanza, l’Associazione ha contribuito alla realizzazione dell’U.O. di Oncologia Medica, della Radioterapia e, nel 2022, del Bugando Cancer Center, un edificio di quattro piani dedicato alle cure oncologiche.

Grazie al rapporto di lunga data con il dott. Nestory Masalu, direttore dell’U.O. di Oncologia, è stato possibile pianificare la raccolta e l’invio dei campioni biologici di tre familiari del paziente, per verificare la compatibilità per il trapianto. Tre fratelli dell’uomo si sono recati dalla capitale, Dar Es Salaam, a Mwanza per effettuare i prelievi di sangue. I campioni sono stati successivamente spediti al Laboratorio Analisi dell’Ospedale di Perugia dove gli studi hanno confermato la compatibilità di uno dei tre fratelli.

Individuato il donatore idoneo, la sfida è diventata logistica e burocratica. Il contesto non era semplice. Alle ovvie difficoltà date da un percorso sanitario tra nazioni così lontane e con sistemi sanitari così diversi, si sono sommate le tensioni politiche e i disordini seguiti alle elezioni presidenziali tanzaniane dello scorso fine ottobre che hanno di fatto bloccato gli spostamenti fuori e dentro il paese. La dott.ssa Patrizia Serra, referente del progetto “Amadori-Tison” è riuscita a coordinare tutti gli attori in campo, soprattutto a contattare l’Ambasciata italiana in Tanzania che ha attivato l’iter per il rilascio del visto al fratello per urgenti motivi sanitari.

Oggi il paziente, grazie al dono del fratello e al trapianto allogenico avvenuto a Perugia, sta affrontando questo difficile percorso con la speranza di riuscire a superare la malattia.

Non è soltanto una storia di successo clinico, rappresenta il risultato concreto di un impegno e di collaborazioni multispecialistiche costruite nel tempo e la dimostrazione che una rete scientifica e solidale, può abbattere barriere geografiche, politiche e organizzative, dando speranza anche quando tutto sembra ostacolarlo.

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