mercoledì, 18 Febbraio 2026

Aulss Polesana. Case della Comunità: una sanità più vicina ai cittadini del Polesine

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Procede a passi spediti il completamento dei cinque presidi distribuiti in modo capillare su tutto il territorio

dell’Aulss 5 Polesana, dall’Alto al Basso Polesine: con l’attivazione delle Case della Comunità prende forma

una nuova visione della sanità territoriale, più vicina, più accessibile, più equa e più integrata.

Il piano di sviluppo delle Case della Comunità rientra negli investimenti del PNRR – Missione 6 Salute – e prevede per l’AULSS 5 Polesana un finanziamento complessivo pari a 12.625.000 euro destinato alla realizzazione e riqualificazione delle cinque strutture aziendali.

Nel dettaglio, gli investimenti sono così ripartiti:

– Casa della Comunità di Rovigo: 3.200.000 euro

– Casa della Comunità di Adria: 2.400.000 euro

– Casa della Comunità di Porto Viro: 2.300.000 euro

– Casa della Comunità di Porto Tolle: 2.325.000 euro

– Casa della Comunità di Castelmassa: 2.400.000 euro

Le risorse sono destinate a interventi strutturali e di adeguamento edilizio, miglioramento sismico, efficientamento energetico, aggiornamento impiantistico, acquisto di attrezzature sanitarie e implementazione delle infrastrutture digitali necessarie all’integrazione dei servizi secondo gli standard del DM77.

Un investimento strategico per oltre 170.000 cittadini

Le cinque Case della Comunità sono progettate per garantire copertura a un bacino di oltre 170.000 residenti, assicurando un’equa distribuzione dei servizi in un territorio ampio e geograficamente articolato come il Polesine. Le Casa della Comunità garantiranno un’apertura estesa e una presenza multiprofessionale strutturata, assicureranno ambulatori di medicina generale e specialistica, assistenza infermieristica territoriale, Punto Unico di Accesso e integrazione socio-sanitaria. 

Dalla frammentazione alla presa in carico

All’interno delle Case della Comunità operano in modo integrato medici di medicina generale, infermieri di famiglia e di comunità, specialisti ambulatoriali, assistenti sociali e personale amministrativo. Il modello organizzativo punta alla presa in carico continuativa dei pazienti cronici, con percorsi strutturati di monitoraggio e follow-up, riducendo accessi impropri al Pronto Soccorso e ricoveri evitabili. 

In un territorio caratterizzato da un’alta percentuale di popolazione anziana, da un incremento delle patologie croniche e, allo stesso tempo, da un crescente disagio giovanile, la sfida non è solo curare, ma prendersi cura. L’investimento di oltre 12,6 milioni di euro rappresenta una scelta strategica per rafforzare la sanità di prossimità, alleggerire la pressione sugli ospedali e garantire sostenibilità nel medio-lungo periodo. 

“Le Case della Comunità non sono soltanto nuove strutture, ma rappresentano un cambiamento culturale profondo nel modo di intendere la sanità – dichiara il Direttore Generale dell’AULSS 5 Polesana, Pietro Girardi – Spostiamo il baricentro dall’ospedale al territorio, dalla gestione dell’episodio acuto alla presa in carico continuativa della persona. Per il Polesine questo è un investimento strategico: rafforziamo la rete territoriale, favorendo l’integrazione tra servizi sanitari e sociali, alleggeriamo la pressione sugli ospedali e costruiamo una sanità più sostenibile, capace di rispondere ai cambiamenti demografici e sociali in atto. La scelta di distribuire le cinque Case della Comunità in modo omogeneo, includendo aree periferiche come Porto Tolle nel Basso Polesine e Castelmassa nell’Alto Polesine, non è solo organizzativa ma strategica. In un territorio geograficamente esteso e con collegamenti non sempre semplici, la prossimità diventa un elemento fondamentale di equità. Portare i servizi vicino alle persone significa ridurre le disuguaglianze e garantire pari opportunità di accesso alle cure, indipendentemente dal luogo di residenza. Vogliamo una sanità più umana, più coordinata e realmente vicina ai cittadini”.

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