Piacenza 17 febbraio 2026 – “Abbiamo sempre creduto nel potenziale dell’ospedale di Bobbio convinti che potesse diventare un modello di riferimento per la sanità di prossimità. Le scelte e gli interventi messi in campo, dall’apertura del Centro assistenza urgenza, alla nomina del direttore, fino all’attivazione della refertazione Tac – hanno confermato la bontà del percorso intrapreso. Oggi questa realtà rappresenta una buona pratica, tanto da essere considerato un caso di studio anche dai colleghi della Sardegna”.
Il direttore generale Paola Bardasi saluta così il prossimo arrivo dei partecipanti al corso manageriale Pnrr della Regione Sardegna, che per il terzo anno consecutivo sono ospiti dell’Azienda Usl di Piacenza per approfondire i temi chiave della formazione professionale nell’ottica del percorso di riforma introdotto dal Decreto ministeriale 77.
Dopo Bettola e Borgonovo, quest’anno ai discenti sarà illustrato il modello organizzativo di integrazione tra ospedale e territorio attuato a Bobbio con una giornata, programma per giovedì 19 febbraio, che si svolgerà in due momenti: un momento formativo in aula all’Auditorium Santa Chiara di Bobbio (piazzetta Santa Chiara 1) a partire dalle 10.30 e una successiva visita alla struttura ospedaliera, un momento di condivisione a cui l’Azienda tiene molto.
“È un grande riconoscimento a livello nazionale per le attività ospedaliere e territoriali che da anni sono state implementate e che rappresentano un esempio precursore di sviluppo dell’assistenza – sottolinea anche il direttore del distretto di Ponente, Stefano Nani – Il focus dell’incontro sarà il nostro progetto di integrazione tra ospedale e territorio, non uno slogan ma un vero modello, che unisce le ampie articolazioni delle cure primarie fino ad arrivare a servizi di risposta in emergenza e urgenza con particolare attenzione ai percorsi di ammissione protetta e dimissione protetta, in un’ottica di presa in carico che prosegue oltre l’episodio acuto. Bobbio, in questo senso, rappresenta un esempio “simbolo” di questa visione che l’Azienda di Piacenza porta avanti con convinzione”.
Soddisfazione anche da parte del sindaco di Bobbio, Roberto Pasquali: “Sono onorato di ospitare nella nostra vallata i discenti sardi. La nostra è una realtà che incarna alla perfezione la mission di punto di contatto e dialogo tra ospedale e territorio. Il recentissimo avvio dell’ambulatorio di cure palliative ne è l’ennesima conferma, ma è solo una delle tante iniziative messe in campo da questo punto di vista. Siamo un presidio sanitario e sociale fondamentale per la popolazione che fa i conti con un territorio di montagna con peculiarità tutte sue per la conformazione geografica dell’area e per la dislocazione dei comuni. Il nostro è un ospedale pienamente integrato con il territorio grazie al lavoro dell’Azienda, che continua a investire nella struttura e nel personale”.
Il programma della giornata, il cui responsabile scientifico è Antonio Manucra, direttore di Medicina e lungodegenza dell’ospedale di montagna, prevede – dopo i saluti istituzionali del primo cittadino Pasquali – gli interventi del direttore del dipartimento delle Medicine Lucio Luchetti e del direttore medico del nosocomio di Bobbio Valeria Trabacchi. Seguiranno la relazione di Andrea Magnacavallo, direttore sanitario dell’Ausl di Piacenza, sull’organizzazione sanitaria integrata, e la presentazione del distretto di Ponente a cura del direttore Stefano Nani.
Particolare rilievo sarà dedicato alla rete ospedale-territorio di Bobbio, articolata in tre ambiti strettamente interconnessi.
Per l’area dell’assistenza ospedaliera interverranno il dottor Manucra e Federica Delvago, coordinatrice di Medicina e lungodegenza dell’ospedale di montagna, che illustreranno il modello organizzativo adottato e i processi di integrazione territoriale a valenza provinciale sviluppati nel tempo: un sistema che integra gestione della fase acuta e continuità assistenziale strutturata.
Spazio quindi al Centro di assistenza urgenza (CAU) con gli interventi di Monica Muroni, responsabile dell’area dipartimentale delle Medicine, e Luisella Zanlunghi, coordinatrice del Centro di assistenza urgenza e del Centro di assistenza limitata, che presenteranno il ruolo strategico del Cau nella gestione appropriata della domanda urgente e nel raccordo con i servizi territoriali e 118, quale snodo essenziale tra ospedale e comunità.
Infine, il percorso “Dall’ospedale al territorio” approfondirà l’integrazione con le cure primarie, il day service ambulatoriale e i servizi sociali, grazie agli interventi di Gaetano Cosentino, direttore di Assistenza primaria, Lara Giovelli, coordinatrice della Casa di Comunità, Adonella Visconti, dirigente area Cure primarie, Andrea Albasi, assistente sociale Ausl Piacenza, e Lucia Mazzocchi, responsabile dell’assistenza sociale dell’Unione Comuni Alta Val Trebbia e Luretta.
Un confronto multidisciplinare che evidenzierà concretamente come i percorsi di ammissione e dimissione protetta siano il risultato di un’integrazione strutturata tra ambito sanitario e sociale, a conferma di un modello di presa in carico continuativa, prossima e orientata alla comunità.
“Questo è il terzo anno che ospitiamo la delegazione di professionisti della Sardegna – sottolinea Serena Caprioli, referente organizzativo della giornata con Isabella Tagliaferri – a dimostrazione che il sodalizio con le aziende sanitarie emiliane è consolidata e che il nostro modello territoriale di applicazione del DM 77/2022 è innovativo. Saranno circa 45 discenti i professionisti presenti, accompagnati da Daniela Bucci, direttore di Formazione e accreditamento ECM dell’Azienda regionale della salute della Sardegna, e da Valerio Vergadoro, responsabile scientifico del corso Agenas Pnrr della Sardegna. Dopo le visite alla Casa della Comunità di Bettola del 2024, in cui hanno potuto vedere il nostro modello di assistenza oncoematologica di prossimità, e la tappa a Borgonovo dove stiamo portando avanti un progetto innovativo e aggregante di CommunityLab, quest’anno i discenti avranno modo di conoscere un’altra peculiarità della nostra azienda: il modello di integrazione ospedale e territorio dell’ospedale di Bobbio”.