Questa tecnologia, utilizzata per la prima volta in una struttura sanitaria italiana, è stata introdotta in via sperimentale nei reparti di Recupero e Riabilitazione Funzionale di Bassano e Asiago
Una novità assoluta tecnologicamente all’avanguardia: sono i tre esoscheletri da pochi giorni in dotazione ai reparti di Recupero e Riabilitazione Funzionale degli ospedali di Bassano e Asiago, dove saranno utilizzati nel percorso di riabilitazione di pazienti ortopedici e neurologici.
Progettati e costruiti da un’azienda della Corea del Sud all’avanguardia nella robotica, specializzata in tecnologie indossabili per la mobilità quotidiana e robot umanoidi avanzati, vengono utilizzati per la prima volta in una struttura sanitaria italiana nell’ambito di una sperimentazione che avrà una durata di tre mesi.
«Siamo onorati di essere stati scelti per questa sperimentazione – sottolinea il Direttore Generale dell’ULSS 7 Pedemontana Carlo Bramezza – che dimostra da una parte la reputazione dei reparti di Riabilitazione degli ospedali di Bassano e Asiago, dall’altra il nostro impegno costante ad adottare le tecnologie e metodiche più avanzate per migliorare sempre più i nostri standard di presa in carico».
Gli esoscheletri consentono di accompagnare e sostenere il movimento degli arti inferiori nei pazienti che presentano limitazioni e difficoltà di movimento a seguito di un trauma, di un intervento protesico o di un evento neurologico.
In questa prospettiva, possono operare con modalità differenti in base agli obiettivi degli esercizi di riabilitazione. La prima modalità è l’assistenza diretta alla camminata per pazienti altrimenti troppo deboli per esercitarsi nel cammino. La seconda simula la camminata in acqua, introducendo una resistenza utile al rinforzo dei gruppi muscolari coinvolti. La terza invece riguarda il recupero della capacità di salita e discesa, incluse le scale: il dispositivo facilita infatti il gesto e permette di controllarne l’esecuzione anche in presenza di deficit muscolari, grazie a sensori di movimento che analizzano in continuo l’andatura e adeguano la spinta in base alla richiesta implicita dell’utente. Il tutto con un dispositivo estremamente compatto e leggero, cosa che lo rende facile da trasportare per gli operatori e allo stesso tempo facile da indossare e confortevole da usare per i pazienti.
A spiegare i benefici di questa tecnologia rispetto alle metodiche riabilitative tradizionali è il dott. Mario Scapin, Direttore del Dipartimento Funzionale Transmurale di Riabilitazione Ospedale Territorio dell’ULSS 7 Pedemontana, oltre che del reparto di Riabilitazione dell’ospedale di Asiago: «Quella che andremo a condurre nei prossimi mesi è appunto una sperimentazione, pertanto è presto per trarre delle conclusioni, tuttavia è già evidente che l’utilizzo dell’esoscheletro consentirà di abbreviare i tempi di recupero, permettendoci di provare a far deambulare pazienti che altrimenti non sarebbero ancora nelle condizioni idonee. Inoltre il campo di applicazione è potenzialmente molto ampio: pazienti con deficit a uno o entrambi gli arti inferiori, anziani con difficoltà nel cammino, persone con danni neurologici o traumi ortopedici. Molto importante è anche la possibilità di calibrare l’assistenza sulla singola persona, modulando la forza erogata in base a ogni caso clinico, consentendo così un percorso di riabilitazione del tutto personalizzato».