Un documento tecnico e operativo dedicato alle cantine vinicole del territorio dell’Etna DOC, frutto della collaborazione tra Asp di Catania e Consorzio di Tutela Vini Etna DOC, per rafforzare la cultura della sicurezza, della prevenzione, la tutela della salute dei lavoratori e la qualità complessiva del sistema produttivo vitivinicolo, in un contesto di crescente rilevanza nazionale e internazionale.
CATANIA – Sono state presentate questa mattina, presso la Direzione Generale dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Catania, le Linee guida per la salute e la sicurezza sul lavoro nelle cantine vinicole presenti nel territorio dell’Etna DOC, elaborate dal Dipartimento di Prevenzione – Area Tutela della Salute e Sicurezza nei Luoghi di Lavoro dell’ASP di Catania, in collaborazione con gli organismi di gestione del Consorzio di Tutela Vini Etna DOC.
All’incontro hanno preso parte il direttore generale dell’Asp di Catania, Giuseppe Laganga Senzio; il direttore sanitario, Giovanni Francesco Di Fede; il direttore del Dipartimento di Prevenzione, Antonio Leonardi, responsabile scientifico del progetto; il presidente e il direttore del Consorzio di Tutela Vini Etna DOC, Francesco Cambria e Maurizio Lunetta, oltre a cinque produttori e al gruppo di lavoro che ha curato la redazione del documento.
Il testo si propone come uno strumento operativo di riferimento per le imprese del comparto vitivinicolo, per i datori di lavoro, i professionisti della prevenzione e tutti gli operatori del settore, con l’obiettivo di rafforzare la tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro e diffondere una cultura della prevenzione sempre più consapevole e strutturata.
«Assicurare la sicurezza e la salute nei luoghi di lavoro non rappresenta soltanto un obbligo normativo, ma costituisce un valore strategico e culturale di primaria importanza – ha dichiarato Laganga Senzio – in quanto elemento fondante per la salvaguardia della dignità della persona, la valorizzazione del capitale umano e la promozione di una crescita economica equilibrata e responsabile. Con la pubblicazione di queste Linee guida, l’Azienda sanitaria rinnova e consolida il proprio impegno nella promozione della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro, ponendosi come punto di riferimento per la diffusione di buone pratiche e per una collaborazione efficace tra istituzioni, imprese e lavoratori».
L’attenzione è rivolta alle specificità del settore vitivinicolo, divenuto uno dei comparti di punta dell’economia del territorio e, in particolare, dell’area pedemontana etnea, oggi caratterizzata da una crescente proiezione nazionale e internazionale. Si tratta di un settore complesso, contraddistinto da una pluralità di fasi produttive, mansioni e condizioni ambientali che rendono le cantine luoghi di lavoro articolati e peculiari.
«Il sistema Etna non è soltanto un distretto produttivo: è un modello socio-economico e culturale complesso, costruito nel tempo su un patrimonio identitario forte, che si è trasformato in sapere tecnico, competenza agronomica ed eccellenza enologica – ha dichiarato Cambria -. Questo patrimonio oggi si esprime in una viticoltura di qualità sostenibile, capace di mantenere un equilibrio concreto tra uomo e natura in un contesto ambientale unico e talvolta estremo. In questo scenario, la sicurezza sul lavoro diventa parte integrante della nostra visione: non è un elemento accessorio né un mero adempimento normativo, ma un presupposto della qualità stessa. La crescita internazionale dell’Etna DOC, la sua credibilità sui mercati e la sua capacità innovativa devono poggiare su parametri di sicurezza programmati, condivisi e strutturali, sia nei vigneti che in cantina. Proteggere chi lavora significa proteggere il territorio e la sua reputazione».
I contenuti tecnici sono stati elaborati da un gruppo di lavoro composto da Santo De Luca (direttore UOC Prevenzione e Sicurezza negli Ambienti di Lavoro – SPreSAL), Filippo Amato, Daniele A. Famoso e Renato G. Marzullo, ingegneri dell’Area Tutela della Salute e Sicurezza nei Luoghi di Lavoro, che hanno messo a sistema competenze specialistiche, conoscenza del territorio ed esperienza operativa maturata nell’attività di vigilanza e assistenza alle imprese del settore vitivinicolo.
«Le cantine vinicole sono ambienti di lavoro complessi, nei quali si intrecciano processi produttivi articolati, spazi confinati, sostanze chimiche e attrezzature specializzate – ha spiegato Leonardi -. Il documento nasce dall’esigenza di fornire un quadro tecnico e metodologico organico, fondato sull’analisi delle criticità più frequenti e pienamente coerente con il Decreto legislativo 81/2008 e con il Piano Regionale della Prevenzione. La sicurezza non deve essere vissuta come un mero adempimento, ma come parte integrante della qualità del sistema produttivo e della sua sostenibilità nel tempo».
L’analisi contenuta nel testo affronta in modo sistematico i principali rischi presenti nelle cantine vinicole, dai rischi chimici a quelli fisici, meccanici, ergonomici e biologici, con un focus sugli ambienti confinati e sulle fasi più critiche del ciclo produttivo. L’iniziativa nasce dall’esigenza di fornire al comparto uno strumento operativo capace di rispondere alle principali criticità del settore, in linea con gli obiettivi del Piano Regionale della Prevenzione 2020–2025.
L’obiettivo è duplice: da un lato supportare le imprese e i datori di lavoro nell’identificazione, valutazione e gestione dei rischi professionali; dall’altro promuovere comportamenti sicuri, consapevoli e responsabili.
«L’Etna rappresenta un ecosistema produttivo unico, dove la viticoltura di montagna – tra terrazzamenti in pietra lavica, forti pendenze e micro-parcelle – richiede competenze tecniche elevate e un’organizzazione del lavoro particolarmente attenta – ha aggiunto il direttore del Consorzio, Maurizio Lunetta –. La sicurezza deve essere affrontata con un approccio programmatorio, integrato nella pianificazione aziendale e nella governance della denominazione. Innovazione tecnologica, formazione continua, organizzazione dei processi e gestione consapevole degli ambienti di lavoro, sia nei vigneti sia in cantina, sono elementi essenziali per consolidare un modello di sviluppo sostenibile e competitivo. Il sistema Etna ha dimostrato di saper innovare sul piano agronomico, enologico e commerciale: oggi questa capacità si rafforza anche attraverso l’adozione di standard di sicurezza coerenti con la complessità del territorio e con la dimensione internazionale della denominazione».
Le Linee guida non sostituiscono gli obblighi normativi previsti per le singole aziende, ma intendono costituire un supporto pratico e operativo, offrendo indicazioni utili per affrontare in modo consapevole le principali criticità del settore e favorire l’adozione di soluzioni preventive efficaci e sostenibili. In coerenza con il Decreto Legislativo 81/2008 e con le direttive comunitarie, forniscono indicazioni operative e metodologie di valutazione del rischio, configurandosi come un valido supporto per la redazione e l’aggiornamento dei Documenti di Valutazione dei Rischi aziendali. Centrale è il ruolo attribuito alla formazione, alla sorveglianza sanitaria e all’organizzazione della sicurezza.