Un intervento cardiochirurgico ad altissima complessità è stato eseguito con successo, nell’Azienda Ospedaliera di Caserta, su un paziente affetto da grave patologia valvolare combinata, caratterizzata da severa valvulopatia mitralica in presenza di estesa calcificazione dell’anello mitralico (MAC) e concomitante stenosi aortica severa. Una condizione clinica che richiede competenze avanzate e pianificazione altamente specialistica.
Il caso è stato gestito all’interno del Dipartimento Cardiovascolare, diretto dal prof. Paolo Calabrò, riferimento aziendale per la gestione delle patologie cardiovascolari complesse, attraverso un percorso integrato di Heart Team. Il modello multidisciplinare ha visto la collaborazione sinergica tra cardiochirurgia, cardiologia clinica e interventistica, imaging cardiovascolare, anestesia cardiochirurgica e terapia intensiva, consentendo una valutazione globale del paziente e la definizione di una strategia terapeutica personalizzata.
La procedura è stata eseguita dal dott. Andrea Montalto, direttore dell’Unità operativa complessa di Cardiochirurgia, e ha previsto l’impianto di una protesi mitralica, normalmente impiantata per via transcatetere, all’interno dell’anello mitralico calcificato (valve -in-MAC) e, contestualmente, l’utilizzo di una protesi aortica sutureless. Questa tecnologia consente una significativa riduzione dei tempi di clampaggio aortico e di circolazione extracorporea, elemento determinante in pazienti ad alto rischio e con anatomia sfavorevole, migliorando il profilo di sicurezza dell’intervento.
I controlli ecocardiografici intraoperatori e postoperatori hanno confermato il corretto funzionamento di entrambe le protesi, con buoni risultati emodinamici e assenza di complicanze maggiori.
Il paziente ha avuto un decorso postoperatorio regolare ed è stato dimesso dopo pochi giorni con un netto miglioramento dei sintomi e della qualità di vita.“Un caso di sanità di eccellenza -commenta soddisfatto il direttore generale dell’AORN di Caserta, Gennaro Volpe– che conferma il ruolo della nostra Azienda come punto di riferimento per la cardiologia e la cardiochirurgia di elevata complessità. Un caso -prosegue il manager- che testimonia la validità di un modello organizzativo e assistenziale che valorizza integrazione delle competenze specialistiche, esperienza, impiego di tecnologie avanzate, capacità di gestione delle situazioni più difficili e impegnative, presa in carico multidisciplinare, lavoro sinergico di squadra, per garantire al paziente una risposta di cura calibrata sulle sue esigenze, la migliore possibile, ricorrendo a procedure innovative e avanguardistiche”.