In merito alla nota diffusa dai consiglieri regionali Chiara Luisetto, Marta Bigon e Monica Sambo, l’ULSS 7 Pedemontana precisa che contrariamente a quanto affermato la Casa della Comunità di Arsiero è pienamente attiva e vede al suo interno la presenza di servizi aggiuntivi rispetto a quelli già presenti in precedenza.
In particolare, con la Casa della Comunità sono stati attivati il Punto Unico di Accesso, riferimento fondamentale per la presa in carico di tutti i bisogni socio-sanitari dei cittadini, e il servizio di Infermiere di Famiglia o di Comunità (IFOC) che vede la presenza ad Arsiero di 2 infermieri (ai quali presto se ne aggiungerà un terzo) per la presa in carico dei pazienti cronici o con problematiche complesse a bassa intensità assistenziale, che vengono visti sia presso la Casa della Comunità sia a domicilio, d’intesa con i Medici di Medicina Generale e\o i reparti ospedalieri al momento delle dimissioni.
Sempre grazie all’attivazione della Casa della Comunità è stato inoltre possibile ampliare l’offerta di prestazioni specialistiche territoriali, con la presenza a rotazione di specialisti della Pneumologia Territoriale e della Reumatologia (in passato non presenti ad Arsiero), oltre che di Cardiologia e Oculistica, e la possibilità per il futuro di attivare ulteriori specialità in base alle necessità della popolazione.
«Non è mio interesse rispondere alla polemica politica – commenta il Direttore Generale dell’ULSS 7 Pedemontana Carlo Bramezza – ma quanto affermato non risponde a verità, come sarebbe stato facile verificare anche di persona. I cittadini devono essere informati correttamente sui servizi presenti vicino a casa, perché le Case della Comunità sono un modello innovativo che deve essere innanzitutto compreso dalla popolazione: ecco perché è importante che non vengano diffuse informazioni scorrette».