martedì, 10 Febbraio 2026

IA, Lorenzin (Pd): bambini più esposti, serve governare ora la rivoluzione

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“L’Appello di Telefono Azzurro coglie un punto decisivo: l’intelligenza artificiale non è solo una rivoluzione tecnologica, ma una rivoluzione antropologica che sta già modificando comportamenti, relazioni, stili di vita e salute mentale. A pagarne il prezzo più alto rischiano di essere bambini e adolescenti”. Lo ha affermato la senatrice del Pd Beatrice Lorenzin intervenendo alla presentazione dell’Appello sulla dignità dei bambini nell’era dell’Intelligenza Artificiale.

“L’uso smodato dei social network ha già prodotto effetti ampiamente documentati – dipendenza, ansia, stress, difficoltà relazionali, disturbi del sonno, aggressività – e con l’IA questi effetti non diminuiscono ma si amplificano, per velocità, personalizzazione e capacità di influenza”, ha sottolineato Lorenzin.

“Non abbiamo governato Internet e i social network e oggi non stiamo governando l’impatto dell’IA, nonostante sia ancora una tecnologia ‘neonata’. Stiamo ripetendo errori già visti nella storia, ma nulla è paragonabile, per scala e profondità, all’impatto dell’IA sull’umano: non parliamo solo di contenuti, ma di processi cognitivi, sviluppo emotivo e costruzione dell’identità”.

La senatrice ha ricordato come i rischi per i minori siano ormai certificati: “dall’esposizione precoce a sistemi che generano dipendenza all’interazione con chatbot che simulano relazioni affettive, fino alla raccolta di dati sensibili e ai fenomeni di manipolazione e abuso online”.

“Eppure infanzia e adolescenza restano sostanzialmente indifese. In Parlamento ci sono proposte bipartisan sulla regolamentazione dell’accesso ai social e decine di disegni di legge sull’identità digitale, ma tutto è fermo, mentre altri Paesi hanno già introdotto limiti, verifiche dell’età e sanzioni efficaci”, ha aggiunto.

Lorenzin ha infine richiamato il ruolo delle famiglie e delle istituzioni: “Serve un grande lavoro di consapevolezza per genitori e adulti e un rafforzamento dei controlli. Non possiamo lasciare bambini e adolescenti ‘nudi’ davanti a questa rivoluzione. Le stesse regole di condotta devono valere nel reale e nel virtuale. Proteggere la dignità dei bambini nell’era dell’IA è una responsabilità politica, morale e civile che non possiamo più rinviare”.

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