Celebrazioni eucaristiche nei Presidi ospedalieri di Cerignola, Manfredonia e San Severo. In occasione della Giornata Mondiale del Malato, che si celebra domani, 11 febbraio 2026, ASL Foggia promuove momenti di preghiera e raccoglimento nelle cappelle delle tre strutture sanitarie per testimoniare concreta vicinanza agli ammalati, alle loro famiglie e a tutto il personale sanitario impegnato quotidianamente nelle cure.
IL VALORE DELLE CURE
La ricorrenza, istituita nel 1992 da San Giovanni Paolo II in memoria della Madonna di Lourdes, patrona degli ammalati, rappresenta un’importante occasione per richiamare l’attenzione sul valore delle cure, del conforto e dell’ascolto di chi affronta la malattia.
Per la XXXIV Giornata Mondiale del Malato, Papa Leone XIV ha scelto il tema:
“La compassione del Samaritano: amare portando il dolore dell’altro”, messaggio che richiama la responsabilità di prendersi cura della persona nella sua interezza, riconoscendo il bisogno di relazioni e accompagnamento, soprattutto nei momenti di maggiore fragilità.
LE CELEBRAZIONI EUCARISTICHE
- Presidio Ospedaliero “Giuseppe Tatarella” di Cerignola:
La celebrazione eucaristica sarà presieduta dal Vescovo della Diocesi di Cerignola-Ascoli Satriano, Monsignor Fabio Ciollaro, alle ore 11.00;
- Presidio Ospedaliero “San Camillo de Lellis” di Manfredonia:
La Santa Messa sarà officiata dal cappellano dell’ospedale, Padre Michele Romano, alle ore 11.00;
- Presidio Ospedaliero “Teresa Masselli Mascia” di San Severo:
La celebrazione sarà presieduta dal cappellano dell’ospedale, Padre Nicola Squarcella, alle ore 17.30.
“La Giornata Mondiale del Malato offre l’occasione per riflettere sul senso più autentico della cura”, dichiara Leonardo Miscio, Direttore della Struttura Complessa Direzione Assistenza Ospedaliera di ASL Foggia”. “Garantire assistenza – prosegue – non vuol dire solo assicurare prestazioni sanitarie e appropriatezza delle cure: significa anche stare accanto a ogni paziente per alleviarne la sofferenza, ascoltarne le paure e costruire un rapporto di fiducia. In questo percorso – conclude – il paziente e la sua famiglia sono sempre al centro del nostro impegno quotidiano”.