L’Azienda USL di Imola presenta ufficialmente il progetto di prevenzione andrologica primaria e secondaria rivolto ai ragazzi tra i 14 e i 16 anni, avviato nei mesi scorsi e che nelle prossime settimane sarà reso operativo sul territorio grazie alla collaborazione volontaria di medici di medicina generale e pediatri di libera scelta, primi promotori dell’iniziativa.
In Italia, solo il 5% dei ragazzi sotto i 20 anni si sottopone a una visita andrologica.
Nella stessa fascia d’età, le ragazze effettuano controlli ginecologici con una frequenza fino a dieci volte superiore. Questo squilibrio rappresenta una diseguaglianza di genere nella prevenzione che può tradursi in un ritardo diagnostico e in un peggioramento della qualità della vita e della fase riproduttiva dei giovani maschi.
Con la scomparsa della visita di leva obbligatoria, infatti, è venuto meno l’unico screening sistematico della salute andrologica giovanile, lasciando un vuoto mai colmato, né sul piano clinico, né su quello educativo.
Varicocele, fimosi, criptorchidismo e infezioni sessualmente trasmesse sono tra le condizioni più frequenti nell’adolescenza maschile e rappresentano, se non intercettate in tempo, fattori di rischio rilevanti per la fertilità, la sessualità e il benessere psicoaffettivo dell’adulto.
L’Organizzazione Mondiale della Sanità, così come il Centers for Disease Control and Prevention, raccomandano da anni di integrare la salute sessuale e riproduttiva dei maschi adolescenti nelle politiche di sanità pubblica, attraverso azioni mirate, centrate sulla persona, culturalmente accessibili, capaci di superare stigma ed imbarazzo.
Da questa analisi nasce l’idea di questo progetto, poi recepito all’interno della cabina di regia locale del Piano della Prevenzione, che coinvolge medici di medicina generale, pediatri di libera scelta, operatori del Consultorio Familiare e specialisti dell’Urologia ospedaliera, con l’obiettivo di anticipare la diagnosi delle principali patologie andrologiche dell’adolescenza (varicocele, criptorchidismo, fimosi, infezioni sessualmente trasmesse), promuovere la cultura della prevenzione tra i giovani maschi, spesso meno intercettati rispetto alle coetanee nei controlli di salute sessuale e riproduttiva, ridurre le disuguaglianze di genere nell’accesso alla prevenzione, costruire una rete integrata tra territorio, scuola, associazioni giovanili e sanità, capace di accogliere i bisogni di salute dei ragazzi con un linguaggio adatto, professionisti formati e percorsi dedicati.
Il cuore operativo del progetto è rappresentato dal passaggio in carico del ragazzo dal Pediatra di Libera Scelta (PLS) al Medico di Medicina Generale (MMG), che avviene di norma entro il 14° anno di età.
Un momento che risente spesso di una certa difficoltà nel trasferimento delle informazioni cliniche tra il Pediatra che ha seguito il ragazzo o la ragazza fin dalla nascita e il Medico di Medicina Generale che ne assume la presa in carico in età preadolescenziale o adolescenziale.
Il progetto, pur nella sua specificità andrologica, si propone anche di favorire la continuità informativa tra queste due figure, introducendo una scheda sintetica che il Pediatra potrà compilare in occasione dell’ultima visita del/della proprio/a assistito/a (questa è infatti una fase informativa che prescinde dal genere) e consegnare alla famiglia, affinché venga poi portata al MMG in occasione del primo accesso.
In questa fase il PLS informa attivamente le famiglie e fornisce una scheda di sintesi sanitaria del/della giovane e il MMG, al primo incontro con il nuovo assistito, propone una visita clinica preventiva che comprende, per i maschi, anche l’esame dell’apparato genitale esterno, la raccolta anamnestica e un momento di ascolto e orientamento.
Si tratta di un’occasione fondamentale per intercettare eventuali criticità cliniche silenti e per attivare precocemente i percorsi di diagnosi e cura.
L’adesione a questo momento è volontaria, ma fortemente raccomandata: è una forma di attenzione concreta alla salute futura dei ragazzi.
Il progetto è costruito su una collaborazione tra figure sanitarie di primo contatto e specialisti, già formati per affrontare il tema in modo professionale, competente e rispettoso dell’età e della sensibilità dei ragazzi.
Qualora il medico di medicina generale rilevi un problema sanitario, inviterà il giovane a recarsi allo Spazio Giovani, attivo presso le Case della Comunità di Imola, Castel San Pietro Terme e Medicina, e punto di snodo del percorso che accoglie i ragazzi inviati dal MMG e, grazie a un’agenda dedicata e alla presenza periodica dell’andrologo, facilita l’accesso a esami, valutazioni specialistiche e presa in carico. Il tutto in un contesto pensato per essere vicino ai giovani, libero da giudizio e attento al benessere psicologico.
Oltre all’intervento clinico, parte integrante del progetto sarà anche l’azione educativa che si svolge nelle scuole secondarie di primo e secondo grado del Circondario imolese, grazie alla collaborazione pluriennale tra l’AUSL e gli istituti scolastici nell’ambito della promozione della salute, senza tralasciare il coinvolgimento che si potrà realizzare con le Associazioni giovanili sportive e non.
A tale scopo è stato realizzato un opuscolo molto semplice e diretto “Check & Chill – La salute maschile conta”, attraverso cui i ragazzi possono ricevere alcune prime semplici informazioni sui cambiamenti del corpo durante la pubertà, i segnali da non ignorare, la prevenzione delle infezioni sessualmente trasmesse e soprattutto il ruolo del pediatra e del medico di famiglia come figura di fiducia e non giudicante.
Attraverso interventi in classe, attività dello Spazio Giovani ma anche del Dipartimento di Sanità Pubblica con “Scuole che promuovono salute”, e distribuzione dell’opuscolo “Check & Chill – La salute maschile conta”, i ragazzi saranno informati in modo chiaro, diretto e rispettoso sui principali aspetti della salute andrologica: sviluppo corporeo, segnali da non sottovalutare, prevenzione delle infezioni sessualmente trasmesse, stili di vita sani.