Nel mese della salute cardiovascolare la survey Doctolib.it su 2.700 cittadini tra i 18 e i 70 anni rivela un gap significativo tra consapevolezza e azione: la prevenzione si scontra con la vita quotidiana
La cardiologa Santagostino: “Le barriere principali, al di là della mancanza di informazione, sono le difficoltà pratiche e le differenze di genere sostanziali. Solo combinando informazione, check-up strutturati e percorsi preferenziali si può davvero ridurre il rischio di malattie cardiache in Italia”.
Milano, 6 febbraio 2026 – Un italiano su cinque (20%) non si sente a rischio di malattie cardiache, più del 40% si dichiara poco o per nulla informato e oltre un terzo (35%) dei nostri connazionali ammette difficoltà pratiche nell’adottare concretamente comportamenti salutari. Nonostante il 74% dei cittadini sia consapevole che le malattie cardiovascolari rappresentino la prima causa di morte nel nostro Paese, una parte consistente della popolazione continua a sottovalutarne i rischi e a rimandare i controlli restando su un livello di conoscenza parziale, che spesso non si traduce in azioni coerenti.
È quanto emerge dalla survey condotta da Doctolib.it, l’app gratuita che aiuta i cittadini nella gestione della propria salute, su oltre 2.700 persone tra 18 e 70 anni, in occasione di febbraio, mese dedicato alla sensibilizzazione sui rischi cardiovascolari, proprio per misurare il livello di consapevolezza degli italiani.
“Dall’indagine emerge chiaramente che le principali barriere alla prevenzione, al di là della mancanza di informazione, sono le difficoltà pratiche e le differenze di genere sostanziali” – afferma Andreina Benedetta Santagostino, cardiologa di Doctolib.it.
Tra i motivi che frenano dall’adottare comportamenti corretti di prevenzione cardiovascolare, le donne lamentano mancanza di tempo e carichi familiari mentre gli uomini citano più spesso costi e tempi di attesa delle visite, insieme alla mancanza di sintomi dalla quale deriva la percezione di non essere a rischio.
Eppure, la consapevolezza su cosa serva per proteggere il cuore c’è: alimentazione sana, attività fisica, controlli periodici, stop al fumo e riduzione dell’alcol sono riconosciuti come fattori chiave della prevenzione dalla maggioranza degli intervistati.
Il problema nasce nel momento in cui queste buone intenzioni si scontrano con la quotidianità.
Sul fronte dei controlli, la survey rileva che, negli ultimi 6 mesi, il 59% dei partecipanti ha effettuato esami del sangue per controllare colesterolo e glicemia mentre l’80% ha misurato la pressione arteriosa, un dato trainato soprattutto dalla fascia over 55 che soffre maggiormente di ipertensione.
“I dati mostrano un trend incoraggiante” – commenta Santagostino – “ma spesso legato soprattutto a uno stato di ansia per la propria salute. Per trasformare questa spinta emotiva in una corretta routine clinica, è raccomandabile che dopo i 30 anni venga effettuato almeno una volta un check-up ematico completo (comprensivo di emocromo, funzionalità renale ed epatica, profilo glicemico, lipidico e tiroideo) così da avere un quadro di screening completo e non frammentario. Per quanto riguarda poi la pressione arteriosa, per non limitarsi all’eventuale monitoraggio casalingo, l’ideale sarebbe promuovere campagne di misurazione gratuita presso farmacie e ambulatori, rendendo il controllo accessibile anche a chi non possiede strumenti propri o non ne ha l’abitudine consolidata”.
Il 78% degli interpellati afferma, poi, di aver eseguito almeno una volta, anche grazie alla pratica di attività sportive, l’elettrocardiogramma (ECG) a riposo, il 43% l’ecocardiogramma (o ecocolordoppler cardiaco) e il 34% il test da sforzo (o elettrocardiogramma sotto sforzo).
Tuttavia, il 9% non ha mai effettuato alcun esame cardiologico, percentuale che sale tra le donne (11%) e le persone con un livello di istruzione più basso (14%).
“Per colmare questo divario” – conclude la cardiologa di Doctolib.it – “è necessario un approccio su più livelli. Da un lato, serve risolvere la mancanza d’informazione, con campagne di sensibilizzazione più ampie, per avvisare dei rischi cardiovascolari ai quali si va incontro se non si segue uno stile di vita sano e per insegnare a riconoscere i campanelli d’allarme. Dall’altro, per rispondere alle difficoltà pratiche, è fondamentale istituire visite di screening cardiovascolare a basso costo, oppure offerte dallo Stato, con percorsi preferenziali. Inoltre, per sostenere l’universo femminile schiacciato tra lavoro e famiglia, la soluzione passa attraverso il welfare aziendale e l’introduzione di permessi lavorativi specifici per la salute, permettendo così anche alle donne lavoratrici di trovare il tempo per la prevenzione”.
***I DATI CHIAVE DELLA SURVEY DOCTOLIB***
Campione: oltre 2.700 persone, 18-70 anni, tutta Italia
Periodo di realizzazione della survey: gennaio 2026
Consapevolezza e percezione del rischio:
- 20% degli italiani non si percepisce a rischio di malattie cardiache
- 74% sa che le malattie cardiache sono la prima causa di morte in Italia
Informazione sulla prevenzione:
- Estremamente informato: 1%
- Molto: 9%
- Abbastanza: 47%
- Poco: 37%
- Per nulla: 6%
Comportamenti e ostacoli:
- 35% segnala difficoltà pratiche nell’adottare abitudini salutari
- 27% ritiene di non essere sufficientemente informato
Differenze di genere nelle difficoltà:
- Donne: mancanza di tempo, carichi familiari, pigrizia
- Uomini: costi, tempi di attesa, assenza di sintomi
Controlli sanitari:
- 59% ha effettuato colesterolo e glicemia negli ultimi 6 mesi
- 80% ha misurato la pressione negli ultimi 6 mesi (dato trainato dagli over 55)
Esami strumentali cardiologici:
- 78% ha effettuato elettrocardiogramma a riposo
- 43% si è sottoposto a ecocardiogramma
- 34% ha fatto test da sforzo
- 9% non ha mai effettuato alcun esame (11% donne, 14% con titolo di studio inferiore)
Stile di vita considerato importante per la prevenzione:
- Alimentazione sana ed equilibrata
- Attività fisica regolare
- Periodicità di controlli/visite/esami
- Eliminazione del fumo
- Riduzione del consumo di alcolici