Ceccarelli: «La prevenzione passa dalle persone. Senza professionisti valorizzati, formati e presenti, anche le migliori strategie rischiano di restare sulla carta»
ROMA, 4 FEBBRAIO 2026 – In occasione della Giornata mondiale contro il cancro, il quadro delineato dalle più recenti analisi internazionali conferma che una quota significativa dei tumori potrebbe essere evitata intervenendo sui principali fattori di rischio prevenibili. Secondo i dati diffusi dall’Organizzazione Mondiale della Sanità e dall’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro, una parte rilevante del carico oncologico globale è legata a determinanti modificabili come stili di vita, fattori ambientali, infezioni e condizioni socioeconomiche.
Su questo scenario interviene Il Coina – Sindacato delle Professioni Sanitarie, che richiama l’attenzione sul ruolo centrale delle professioni sanitarie nei percorsi di prevenzione, diagnosi, cura e accompagnamento delle persone colpite da patologie oncologiche, a partire dagli infermieri, che rappresentano la presenza numericamente più rilevante all’interno del Servizio sanitario nazionale.
Prevenzione e cure: il valore della presenza quotidiana
La prevenzione oncologica non è solo una questione di politiche sanitarie o di linee guida, ma passa concretamente dal lavoro quotidiano dei professionisti sanitari, dalla loro presenza costante accanto ai pazienti, dalla capacità di intercettare precocemente i segnali di malattia e di accompagnare le persone lungo percorsi spesso lunghi e complessi.
In questo contesto, gli infermieri svolgono un ruolo insostituibile, perché sono i professionisti che trascorrono più tempo a contatto diretto con il paziente oncologico, ne seguono l’evoluzione clinica, ne intercettano bisogni, fragilità e difficoltà, e rappresentano spesso il primo riferimento umano per il malato e per la famiglia.
«Il cancro non è solo una patologia da trattare, ma una esperienza che coinvolge la persona nella sua totalità», afferma Marco Ceccarelli, segretario nazionale del Coina. «Nei percorsi oncologici, l’empatia, l’ascolto, la relazione e la continuità assistenziale sono parte integrante della cura, e in questo gli infermieri e le altre professioni sanitarie svolgono un ruolo fondamentale».
Professioni sanitarie tra carichi crescenti e bisogno di rafforzamento
Secondo il Coina, l’aumento dei casi oncologici e la crescente complessità delle cure stanno mettendo sotto pressione le professioni sanitarie, in particolare gli infermieri, che rappresentano l’asse portante dell’assistenza quotidiana ma che operano spesso in condizioni di carenza di organico, turni gravosi e forte carico emotivo.
«Serve un investimento strutturale sulle persone che lavorano nella sanità», sottolinea Ceccarelli. «Rafforzare gli organici, migliorare l’organizzazione dei servizi e puntare sulla formazione continua non è una rivendicazione corporativa, ma una scelta strategica per garantire cure oncologiche efficaci, sicure e realmente umane».
Donne, infermieristica e sanità: una realtà da tutelare
Il Coina evidenzia inoltre come la maggioranza delle professioni sanitarie, e in particolare della professione infermieristica, sia composta da donne, spesso impegnate in prima linea nei percorsi oncologici, a stretto contatto con la sofferenza, la cronicità e le fasi più delicate della malattia.
«Parlare di centralità della persona significa includere anche chi cura», aggiunge Ceccarelli. «Tutela delle condizioni di lavoro, valorizzazione professionale e attenzione alla dimensione umana sono indispensabili, soprattutto per una categoria come quella infermieristica che vive quotidianamente il percorso del paziente oncologico».
Prevenzione come investimento sul futuro
Il sindacato ribadisce infine l’importanza di rafforzare le politiche di prevenzione, dalla promozione di stili di vita sani all’accesso equo agli screening, passando per una rete di professionisti sanitari preparati, presenti e riconosciuti.
«Investire oggi in prevenzione, formazione e valorizzazione delle professioni sanitarie – conclude Ceccarelli – significa ridurre domani il peso umano, sociale ed economico del cancro. La lotta alla malattia passa dalle terapie, ma soprattutto dalle persone che ogni giorno sono accanto ai pazienti».