domenica, 15 Febbraio 2026

INDAGINE NURSING UP: “INFERMIERI DI FAMIGLIA, IL GAP CHE BLOCCA SANITÀ TERRITORIALE. EUROPA A 30-50MILA UNITÀ, ITALIA FERMA A 3MILA”

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ROMA, 28 GENNAIO 2026 – La riforma della sanità territoriale rischia di restare pericolosamente incompiuta. In Italia gli infermieri di famiglia effettivamente operativi sono circa 3.000, poco più del 30% delle 9.600 unità previste dalla legge del 2020, secondo i dati Nursing Up.
Gli standard Agenas, recepiti dal DM 77 per la Missione Salute del PNRR, fissano il parametro di un infermiere di famiglia ogni 3.000 abitanti, che tradotto significa un fabbisogno di circa 20.000 professionisti

Dove e come reperirli alla luce della carenza di 175mila infermieri nel nostro sistema sanitario? 

Il divario emerge mentre, sempre secondo Agenas, proseguono i gravi ritardi sulle Case della Comunità: su 1.723 strutture programmate, solo 46 risultano pienamente operative, a fronte di circa 2 miliardi di euro di risorse PNRR, con scadenza al 31 dicembre 2026

Mancano all’appello i professionisti sanitari, non c’è altra spiegazione! Il deficit è enorme e resta irrisolto da troppo tempo!

Secondo uno studio del Nursing Up il confronto europeo è impietoso. Nel Regno Unito, il sistema sanitario territoriale si fonda su una rete stimata tra 30.000 e 50.000 community e district nurse. Nei Paesi Bassi, il modello Buurtzorg impiega circa 15.000 infermieri di comunità in oltre 900 team territoriali. In Spagna, l’infermiere di famiglia è una specializzazione strutturata delle cure primarie, con migliaia di professionisti dedicati.

«Il problema non sono le strutture, ma il personale – afferma Antonio De Palma, presidente nazionale Nursing Up –. Senza infermieri di famiglia, medici e professionisti valorizzati, la sanità territoriale rischia di restare solo sulla carta. Gli ingenti fondi del PNRR non possono essere sprecati: servono pertanto decisioni immediate basate su numeri reali e confrontabili con l’Europa».

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