martedì, 27 Gennaio 2026

ULSS Berica e Pedemontana firmano protocollo con Tribunale di Vicenza e Procura della Repubblica di Vicenza

L’intesa è stata sottoscritta questa mattina da Tribunale di Vicenza, Procura della Repubblica di Vicenza, ULSS 8 Berica e ULSS 7 Pedemontana

È stato siglato questa mattina presso il Tribunale di Vicenza un innovativo protocollo a valenza provinciale – il primo nel suo genere a livello regionale – per una appropriata e sicura gestione dei soggetti con sospette patologie psichiatriche e dipendenze, in particolare nelle fasi di custodia cautelari e nella gestione delle misure di sicurezza.

L’accordo è stato sottoscritto dal Tribunale di Vicenza, nella persona del presidente f.f. dottor Giuseppe Limitone, dal Procuratore Capo dott. Lino Giorgio Bruno per la Procura della Repubblica, dalla dott.ssa Patrizia Simionato, Direttore Generale dell’ULSS 8 Berica, e dal dott. Carlo Bramezza, Direttore Generale dell’ULSS 7 Pedemontana, oltre che dai Tecnici delle aree competenti.

Il protocollo nasce dalla volontà di armonizzare le esigenze di diagnosi e trattamento con quelle di protezione sociale e di corretto svolgimento delle procedure giudiziarie. L’obiettivo principale è dunque garantire un intervento tempestivo, coordinato e appropriato per le persone affette da malattie psichiatriche o dipendenze coinvolte in procedimenti penali, assicurando una circolarità delle informazioni tra operatori giudiziari e sanitari.

I contenuti del protocollo

I contenuti de protocollo sono il frutto di un gruppo di lavoro tecnico coordinato per la parte sanitaria dai Direttori dei Dipartimenti di Salute Mentale, il dott. Leonardo Meneghetti per l’ULSS 8 Berica e il dott. Tommaso Maniscalco per l’ULSS 7 Pedemontana. Più in dettaglio, l’intesa disciplina diversi ambiti di collaborazione: 

  • Interventi d’urgenza e misure precautelari: in caso di arresto in flagranza, se si sospettano gravi problemi psichiatrici, la Polizia Giudiziaria accompagnerà il soggetto in Pronto Soccorso per una valutazione immediata. Il protocollo stabilisce percorsi chiari per l’eventuale ricovero (TSO o volontario) in coordinamento con l’Autorità Giudiziaria.
  • Compatibilità con la detenzione: viene valorizzato il ruolo dell’Unità Operativa Salute in Carcere per valutare se le condizioni psicopatologiche siano compatibili con la permanenza in struttura carceraria, promuovendo progetti alternativi in caso di incompatibilità oggettiva.
  • Percorsi terapeutici e misure di sicurezza: si promuove l’applicazione della libertà vigilata come alternativa alla detenzione in REMS (Residenze per l’Esecuzione delle Misure di Sicurezza), basata su progetti riabilitativi personalizzati formulati dai Dipartimenti di Salute Mentale o dai Ser.D.
  • Integrazione nelle perizie: per rendere le valutazioni dei periti più esaustive ed armoniche con le esigenze trattamentali e riabilitative, in stretto raccordo con i DSM di riferimento, è stato adottato un quesito standard che include la valutazione del nesso causale tra stato psicopatologico e condotta criminosa, oltre alla pericolosità sociale e alle esigenze terapeutiche.
  • Canali di comunicazione diretti: per garantire la massima celerità, le parti hanno istituito canali di comunicazione immediati (anche telefonici) e condiviso organigrammi dettagliati con i referenti per le urgenze.

Il protocollo pone particolare attenzione anche alla sicurezza dei luoghi di cura, definendo le modalità di controllo da parte della Polizia Giudiziaria all’interno dei reparti psichiatrici per salvaguardare operatori e pazienti. 

Infine, le parti si impegnano a promuovere un’attività di formazione congiunta per condividere linguaggi e saperi tra il mondo giuridico e quello clinico-sanitario

I commenti

«Il Protocollo – commenta il presidente f.f. del Tribunale di Vicenza, dottor Giuseppe Limitone – è il risultato di un intenso e proficuo confronto con le ULSS del territorio vicentino, grazie al quale sono state affrontate e avviate a soluzione molte questioni elative all’intervento del giudice nei confronti di imputati che presentano profili di interesse psichiatrico. Gli obiettivi dichiarati sono assicurare celerità nello scambio delle informazioni con le strutture sanitarie, individuare le misure più corrette in relazione alla specificità del singolo caso, calibrando la limitazione della libertà personale anche in fusione delle esigenze terapeutiche e, non ultimo, perseguire la tutela della collettività unitamente alla prospettiva di cura, riabilitazione e reinserimento sociale di chi ha commesso reati».

«Questo Protocollo – commenta il Procuratore Capo dott. Lino Giorgio Bruno – renderà più rapidi i rapporti tra gli Uffici giudiziari e i Servizi psichiatrici e per le dipendenze, nell’interesse sia delle persone affette da malattie psichiatriche, anche legate a forme di dipendenza, sia dell’intera collettività.  Sarà possibile occuparsi delle persone indagate in modo più efficace, garantendo i necessari accertamenti giudiziari e assicurando, fin dalla fase delle indagini preliminari, corretti percorsi di cura e riabilitazione per coloro che sono affetti da disturbi psichiatrici e da dipendenze; garantendo contemporaneamente la possibilità di affrontare le situazioni di pericolosità sociale degli indagati e le esigenze di prevenzione che costituiscono uno dei presupposti per l’applicazione delle misure cautelari e delle misure di sicurezza provvisorie.

«La collaborazione con il Tribunale e la Procura – commenta il Direttore Generale dell’ULSS 8 Berica Patrizia Simionato – ci permette di armonizzare i linguaggi clinico e giuridico, facilitando le valutazioni dei soggetti sottoposti ad azioni dell’autorità giudiziaria in stato di alterazione. È una sfida importante che richiede celerità e una costante circolarità delle informazioni, obiettivi che oggi diventano operativi per promuovere percorsi riabilitativi concreti ed efficaci. Con questo atto formale diamo vita a una rete di protezione e coordinamento che mette al centro la persona e la dignità della cura, anche all’interno del sistema carcerario».

«La firma di questo protocollo – commenta il Direttore Generale dell’ULSS 7 Pedemontana Carlo Bramezza – rappresenta un passo fondamentale per integrare la tutela della salute con le necessità della giustizia nel nostro territorio. Grazie a questo accordo, i nostri Dipartimenti di Salute Mentale e i Ser.D dispongono ora di canali di comunicazione diretti e procedure operative chiare con l’Autorità Giudiziaria, evitando zone d’ombra nella gestione dei soggetti fragili. Il nostro impegno è garantire che la risposta sanitaria sia sempre tempestiva e appropriata, assicurando al contempo la massima sicurezza per i nostri operatori e la continuità dei percorsi di cura anche durante il procedimento penale».

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