ORISTANO, 26 GENNAIO 2026 – Parola d’ordine: “Collaborazione”. Un patto istituzionale fra amministratori del distretto di Ales-Terralba e direzione generale della Asl 5 di Oristano senza bisogno di firme o documenti sottoscritti. In una clima di confronto franco per cercare di dare risposte e trovare soluzioni alle emergenze, in particolare della medicina territoriale, si è svolta stamane la riunione del Comitato del Distretto socio-sanitario di Ales-Terralba nella sala conferenze del poliambulatorio di Ales alla presenza della direttrice generale della Asl 5, la dottoressa Grazia Cattina, del dottor Peppinetto Figus Direttore del Dipartimento dei Servizi Territoriali, della dottoressa Marilena Muggianu, direttrice della Struttura Semplice Dipartimentale “Integrazione Ospedale-Territorio”, dell’ingegner Daniele Saba, direttore del Servizio Tecnico Logistico e Patrimonio, del dottor Michele Meloni, direttore del Distretto di Ales-Terralba e dei sindaci della zona assieme al loro collega, il primo cittadino di Ales, Francesco Mereu, presidente dello stesso Comitato di Distretto.
LE RICHIESTE E’ toccato proprio a Mereu, all’inizio dell’incontro, elencare le emergenze sanitarie di Marmilla e Terralbese: “Mancano i medici di base ed andiamo incontro a nuovi pensionamenti. Occorre potenziare il progetto degli ambulatori straordinari di comunità territoriale (ASCoT), E ancora la necessità della formalizzazione della convenzione fra Unione dei Comuni ed Asl 5 per l’attuazione dei progetti finanziati dalla Strategia Nazionale per le Aree Interne (SNAI)”. Richieste rimbalzate anche negli interventi di tanti sindaci e amministratori locali. Le fasce tricolori hanno ribadito il bisogno di nuovi ASCoT, ma anche sottolineato i turni ballerini delle guardie mediche, talvolta scoperti.
GLI ASCOT Ovviamente è stato il tema più dibattuto. Gli ambulatori straordinari di comunità territoriale, progetto pilota avviato in Sardegna proprio dalla Asl di Oristano per rispondere alla carenza dei medici di base anche nei territori più periferici, rappresenta una soluzione tampone, diventata però molto importante per i pazienti rimasti senza medico di famiglia. “Confidiamo che con l’arrivo di cinque nuovi medici in pensione e con un prossimo bando, che, ci auguriamo, ne recluterà di nuovi, di poter potenziare il progetto con l’apertura di nuovi ambulatori”, ha annunciato la dottoressa Cattina, “ma stiamo anche lavorando ad un nuovo modello di organizzazione della sanità territoriale come previsto dal programma regionale di sviluppo ai sensi del Decreto Ministeriale 77 del 2022 e grazie ai fondi del PNRR. Con l’apertura delle case di comunità anche nel territorio dell’oristanese potranno concretizzarsi le azioni di presa in carico dei cittadini con patologie croniche secondo il Percorso Diagnostico Terapeutico Assistenziale (PDTA) e il Piano Assistenziale Individualizzato (PAI)”. Il progetto degli ASCoT va avanti. “Abbiamo rilevato nuovi fabbisogni di ambulatori straordinari ad Ales, Laconi e Mogoro e avviato le procedure per l’attivazione di nuovi ASCoT, qualora arrivino anche nuove disponibilità di medici”, ha detto la dottoressa Muggianu. “in attesa dell’apertura di questi ASCoT i cittadini, rimasti privi di medico di famiglia, si potranno rivolgere per casi urgenti agli ambulatori vicini”. La direttrice generale ha aggiunto: “Stiamo studiando anche una soluzione per consentire le visite domiciliari ai medici ASCoT senza che i cittadini in attesa negli ambulatori vengano penalizzati. Certo le disponibilità di nuovi medici, anche in pensione, per il progetto ci aiuterebbe”.
GUARDIE MEDICHE. Il sistema delle guardie mediche si basa soprattutto su turni volanti e sulla disponibilità di medici, che potrebbe saltare anche poche ore prima dell’arrivo nell’ambulatorio di continuità assistenziale. “Informate i vostri cittadini sull’importanza dell’utilizzo del Numero Unico
Europeo 116117, attivo 24 ore su 24. Un servizio che garantisce in ogni momento della giornata l’assistenza telefonica al paziente, fa una prima valutazione della sua richiesta e poi lo indirizza, qualora se ne ravveda la necessità, all’ambulatorio di guardia medica più vicina, nel caso fosse chiusa quella di riferimento o al pronto soccorso, attivando anche il sistema 118”, ha esortato la dottoressa Cattina PROGETTO SNAI Sui due progetti dell’ospedale di comunità e del centro per i disturbi sui comportamenti alimentari previsti ad Ales dai fondi della SNAI, ricordati anche da Maria Anna Camedda, presidente dell’Unione dei Comuni “Alta Marmilla”, la direttrice generale ha già fissato un incontro nei prossimi giorni per fare il punto della situazione e perfezionare anche la convenzione fra i due enti relativa al secondo progetto.
IL SOPRALUOGO A fine mattinata la dottoressa Cattina ha effettuato un sopraluogo nelle strutture sanitarie di Terralba e ha visto l’area, nella quale sorgerà la nuova casa di comunità, dove l’amministrazione comunale sta completando le opere di urbanizzazione. L’intervento di oltre sei milioni di euro, finanziato grazie al Fondo di Sviluppo e Coesione 2021-2027, è in fase avanzata di progettazione.
L’OSPEDALE La direttrice generale ha anche annunciato che nelle giornate di mercoledì, giovedì e lunedì visiterà i reparti dell’ospedale San Martino di Oristano al fine di riorganizzare e potenziare i servizi clinici e sanitari offerti dal presidio ospedaliero oristanese.
IL BILANCIO Un confronto accolto con favore sia dai sindaci che dalla direzione generale della Asl 5. “Apprezziamo la disponibilità della nuova direttrice e di tutto il suo staff”, ha detto il presidente Mereu, “la dottoressa Cattina sta prendendo in mano tutte le sue situazioni. Non sarà un lavoro semplice, ma confidiamo che ci darà una grossa mano per risolvere i nostri problemi”. “Il rapporto umano e lo scambio sono fondamentali anche per velocizzare i tempi della burocrazia”, ha aggiunto il dottor Meloni. La direttrice Cattina ha chiuso: “Ringrazio voi sindaci per questo confronto corretto, schietto e leale. Ho avuto modo di confrontarmi con amministratori di altri territori e sono molto contenta di poter lavorare con voi anche per la modalità, con la quale mi avete presentato i vostri problemi. Una modalità mai sterile, ma sempre propositiva in un’ottica di lavoro di squadra”.