Padova, 12 gennaio 2026. In questo periodo dell’anno, come sta avvenendo in tutte le Aziende Sanitarie, l’aumento di casi stagionali legati alle infezioni respiratorie determina un incremento degli accessi e della domanda assistenziale, con conseguente pressione sui servizi ospedalieri e territoriali.
In tale contesto, l’Azienda Ulss 6 Euganea, con il suo sistema integrato tra Ospedali, Territorio e Prevenzione, sta rispondendo in modo pronto e appropriato all’elevato numero di accessi nei poli ospedalieri di Cittadella, Camposampiero, Piove di Sacco e Schiavonia, aumento prevalentemente correlato all’impennata di infezioni respiratorie acute, in crescita rispetto agli anni scorsi e necessitanti un allungamento dei tempi di degenza. Nel contempo, l’Azienda Ulss 6 garantisce il rispetto dei tempi di assistenza per le patologie tempo-dipendenti come infarti e ictus.
Il picco influenzale ha certamente costretto a importanti carichi di lavoro (stante l’alta concentrazione di persone malate si è stati costretti a ricorrere a supporti ventilatori aggiuntivi) con anche incremento di ricoveri di natura sociale dovuti alle basse temperature, ma l’organizzazione è solida e collaudata, con rimodulazioni tempestive della pianificazione operativa in rapporto all’andamento del picco epidemiologico monitorato costantemente dal Dipartimento di Prevenzione e nel rispetto dei minuti assistenziali previsti dalla normativa.
“Questo incremento dei carichi, per i quali ringrazio tutto il personale per la disponibilità che dimostra e che ha sempre dimostrato sin dai tempi della pandemia Covid, è intrinsecamente temporaneo e legato alla situazione contingente – dichiara il Direttore Generale della Ulss 6 Euganea, dr. Paolo Fortuna -. Oltre alla necessaria organizzazione emergenziale, con il coinvolgimento del personale anche in libera professione aziendale, continuano comunque le assunzioni di personale e la sostituzione dei turn-over, in base alle disponibilità di graduatoria e nei limiti di tetti di spesa prestabiliti”.
“Il sistema garantisce assistenza a tutti i pazienti secondo criteri di sicurezza”: è quanto la Direzione Strategica tiene a precisare, anche alla luce degli odierni articoli di stampa, al fine di tranquillizzare la popolazione. Per tener testa all’elevato numero di accessi, che in taluni poli di Pronto soccorso ha toccato un +30%, l’Azienda Ulss 6 è prontamente ricorsa all’acquisto di prestazioni, a misure non ordinarie per decongestionare le aree più affollate con letti in appoggio in reparto, all’incremento dei trasporti secondari e all’intensificazione dei servizi di pulizia.
“A fronte dell’alto impatto epidemiologico e del grande impegno dimostrato, ringraziamo tutto il nostro personale che si è reso disponibile a turni aggiuntivi, così come i medici di medicina generale, i pediatri di libera scelta, i medici di continuità assistenziale: una grande squadra che ha dimostrato e dimostra senso del dovere e consapevolezza di lavorare insieme per il bene comune. Un ringraziamento va anche alla rete territoriale: gli ospedali di comunità e le URT, Unità Riabilitativa Territoriale, che stanno svolgendo un ruolo di “cuscinetto”, contribuendo a garantire continuità assistenziale e a ridurre la pressione sulle strutture ospedaliere”.
I dati statistici più recenti indicano una leggera flessione del picco antinfluenzale in Italia, per cui si è ragionevolmente ma cautamente ottimisti che la domanda di salute rientri nel trend ordinario. Sul fronte della prevenzione nella prima decade di gennaio 2026 si sono raggiunte le 195.677 dosi di vaccino antinfluenzale complessivamente somministrate (nel 2025 furono 194.132, nel 2024, 185.329), con copertura del 50,2% degli over65. Ricordiamo infine che, in caso di vera emergenza, l’Azienda Ulss 6 dispone del PEIMAF, Piano di emergenza che finora non ha avuto ragione di attivare.