domenica, 15 Febbraio 2026

ASP Catania. Povertà sanitaria, si conclude ad Adrano percorso formativo per rafforzamento reti socio-sanitarie

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Si avvia a conclusione l’iniziativa formativa dell’Asp di Catania dedicata al contrasto della povertà sanitaria, dopo il forte riscontro registrato nella tappa di Caltagirone. Elemento di particolare rilievo dell’intero percorso è la scelta innovativa di affidare la docenza agli Enti del Terzo Settore: un salto di paradigma che riconosce il valore del sapere esperienziale degli ETS e rafforza un modello di governance condivisa.


CATANIA – Si concluderà domani, 17 dicembre, ad Adrano, a partire dalle ore 8.30, nella Sala Loi di Palazzo Bianchi, il percorso formativo “La Salute come bene comune: implementazione delle reti socio-sanitarie e delle attività di outreach”, promosso dall’Asp di Catania nell’ambito del Programma Nazionale Equità nella Salute (PNES) 2021-2027 – Area 1 “Contrastare la povertà sanitaria”.

Il ciclo di incontri, avviato il 4 dicembre a Catania, è stato pensato per rafforzare l’integrazione tra servizi sanitari, sociali e di prossimità, dotando gli operatori di strumenti operativi e di una lettura condivisa dei fenomeni legati alla povertà sanitaria, condizione spesso sommersa che nasce dall’intreccio di fragilità economiche, sociali e psicologiche. Un investimento sulla qualità dei servizi territoriali e sulla capacità del sistema pubblico di intercettare i bisogni delle fasce più vulnerabili della popolazione.

La linea progettuale è coordinata da Loredana Sucato, dirigente responsabile della UOC Servizio Sociale Professionale e responsabile della co-progettazione con gli Enti del Terzo Settore e della Mediazione di Sistema PNES, e da Grazia Capuano, assistente sociale coordinatrice e contact person di back-up, entrambe responsabili scientifiche dell’evento formativo.

Il percorso si inserisce nell’ambito del PNES – Area 1 “Contrastare la povertà sanitaria”, di cui è responsabile Salvatrice Riillo, direttore della UOC Medicina Penitenziaria dell’Asp di Catania.

In attesa dell’ultimo appuntamento di Adrano, il percorso ha già registrato un riscontro estremamente positivo nella seconda tappa di Caltagirone, ospitata presso l’Ospedale “Gravina”, realizzata con il supporto organizzativo dell’assistente sociale Mariella Palazzo, del Servizio Sociale Ospedaliero, che ha visto una partecipazione numerosa e qualificata di operatori del Terzo Settore, del volontariato, del mondo sanitario e socio-sanitario, e degli assistenti sociali dei Comuni dei Distretti sanitari di Caltagirone e Palagonia.

Intervenuti anche l’assessore ai servizi sociali del Comune di Caltagirone, Patria Alario, e il direttore del Distretto sanitario di Caltagirone, Mara Rivoltato.

Elemento di particolare rilievo dell’intero percorso è la scelta innovativa di affidare la docenza agli Enti del Terzo Settore. Un salto di paradigma che riconosce il valore del sapere esperienziale degli ETS e rafforza un modello di governance condivisa, capace di valorizzare la collaborazione tra istituzioni pubbliche, società civile organizzata e comunità locali per contrastare in modo efficace la povertà sanitaria.

Il PNES, promosso dal Ministero della Salute, è coordinato a livello nazionale dall’Istituto Nazionale per la Promozione della Salute delle Popolazioni Migranti e per il contrasto delle Malattie della Povertà (INMP), che assicura supporto tecnico, linee di indirizzo e monitoraggio delle attività. In Sicilia, il Programma è realizzato dalla Regione Siciliana attraverso le Aziende sanitarie provinciali, con l’obiettivo di rafforzare la rete dei servizi territoriali e promuovere modelli di medicina di prossimità.

Il programma del percorso formativo

Il programma dei moduli formativi, articolato e multidisciplinare, si sviluppa nell’arco di un’intera giornata e affronta il tema della povertà sanitaria attraverso una lettura integrata che mette in relazione le dimensioni economiche, sociali, psicologiche e normative.

Le attività approfondiscono, tra l’altro, il legame tra povertà economica, indebitamento e rinuncia alle cure, l’evoluzione dei bisogni assistenziali, il ruolo della sussidiarietà e della co-produzione nelle politiche di welfare, le questioni legate alla residenza anagrafica e all’accesso ai diritti, nonché i fenomeni di tratta e sfruttamento e i percorsi di identificazione precoce.

Una parte dei moduli è, inoltre, dedicata alla riduzione delle disuguaglianze nell’accesso ai servizi sanitari e sociosanitari e prevede laboratori tematici su ambiti chiave quali l’accesso alle cure delle persone straniere, la mediazione di sistema e la prossimità digitale, l’emersione dei bisogni sommersi, la connessione tra crisi economica e comportamenti a rischio, il rapporto tra povertà sanitaria e salute mentale, fino ai percorsi “hard to reach” nei contesti clinico-assistenziali.

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