“La decisione del Canada di rimuovere il bando sui formaggi stagionati a latte crudo italiani è il risultato di alcuni studi scientifici rigorosi condotto dalla Rete degli Istituti Zooprofilattici Sperimentali, coordinati dal Ministero della Salute, in stretta collaborazione con le Regioni Lombardia ed Emilia-Romagna. Poiché molti Paesi, di fronte a malattie emergenti come la LumpySkin Disease, bloccano l’importazione di prodotti a base di latte non pastorizzato, era necessario produrre evidenze scientifiche solide che ne attestassero l’assenza di rischi. È importante ribadire che la LSD, trasmessa da vettori, provoca lesioni cutanee nei bovini ma non rappresenta un rischio né per la salute umana né per la sicurezza alimentare. Le ricadute sono soprattutto di tipo commerciale”.
È quanto dichiara Giorgio Varisco, Direttore dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale Lombardia ed Emilia-Romagna (IZSLER), in rappresentanza della Rete degli Istituti Zooprofilattici Sperimentali Italiani.
“L’attività – aggiunge Giuseppe Merialdi, Direttore del Dipartimento Area Territoriale Emilia-Romagna dell’IZSLER – è stata avviata dall’Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Lombardia e dell’Emilia-Romagna (IZSLER) in collaborazione il Centro di Referenza Nazionale per le malattie esotiche degli animali (CESME) dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale di Teramo e il Centro di referenza per l’influenza aviaria dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale di Padova che ha garantito la validità scientifica della sopravvivenza del virus influenzale nel latte e nei prodotti derivati.
L’Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Lombardia e dell’Emilia-Romagna (IZSLER) ha condotto studi mirati per dimostrare la sicurezza di due prodotti DOP fondamentali, il Parmigiano Reggiano e il Grana Padano. Il punto critico riguardava l’uso di latte crudo, elemento tradizionale e distintivo del processo produttivo, privo di trattamento termico. Ma è stato dimostrato che anche tale processo riduce in modo efficace i pericoli microbiologici, batterici e virali, con un’efficacia sovrapponibile alla pastorizzazione. Il nostro Istituto ha confermato tali risultati su un ampio numero di agenti microbici, verificando che l’intero ciclo produttivo, dalla lavorazione alla lunga stagionatura, garantisce standard di sicurezza equivalenti”.
“Il lavoro condotto rappresenta un precedente molto importante: infatti sarà a breve pubblicato il risultato della meta-analisi, che fornirà tutte le evidenze disponibili, confermando in modo generale l’equivalenza tra l’efficacia del processo produttivo dei due formaggi e la pastorizzazione del latte. Si tratta di un punto di partenza fondamentale: ogni volta che emergerà un nuovo agente patogeno prevenibile tramite trattamento termico, potremo affermare, sulla base di dati consolidati, che il processo produttivo di Parmigiano Reggiano e Grana Padano garantisce un livello di sicurezza altrettanto elevato”, conclude il Direttore Varisco