domenica, 15 Febbraio 2026

Milano, caos al San Raffaele: Nursing Up. “Sicurezza dei pazienti a rischio: non episodio isolato, ma sistema pericolosamente fragile”

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ROMA, 8 DICEMBRE 2025 – Emergono, nelle ultime ore, rilevanti criticità organizzative che avrebbero coinvolto il reparto di cure intensive del San Raffaele di Milano, con l’intervento, addirittura di un’unità di crisi. Si parla di personale di una cooperativa esterna in grave difficoltà su procedure, farmaci e addirittura comunicazione con i medici.

«Se i fatti fossero confermati – afferma il Presidente Nursing Up, Antonio De Palma – non saremmo davanti a un incidente temporaneo ma alla nefasta conseguenza di scelte fallimentari e scellerate che mortificano la professione infermieristica e mettono a rischio la sicurezza dei pazienti. La cura intensiva non si improvvisa.»

De Palma richiama il quadro normativo: la L. 187/2024 proroga fino al 31/12/2027 la deroga prevista dal D.L. 34/2023, nata in emergenza Covid. «Non si può trasformare l’eccezione in regola: una deroga temporanea non può diventare scorciatoia strutturale.»

Il riferimento a Milano è diretto: «Le notizie in nostro possesso fanno riferimento a difficoltà nella conoscenza di procedure e farmaci e addirittura a infermieri che non parlerebbero bene la lingua italiana. Non spetta a noi definirne l’origine, ma è doveroso capire se si tratti, in alcuni casi, di personale proveniente dall’estero inserito senza adeguata formazione. Non è colpa dei professionisti, è una responsabilità organizzativa.»

Nursing Up chiede chiarezza: «Le strutture devono verificare con rigore competenze, integrazione e supervisioni. Delegare senza garanzie espone a rischi inaccettabili. E tutto questo non accadrebbe se gli infermieri qualificati non fossero sistematicamente spinti via dai reparti.»

Per De Palma, la FNOPI non può restare in silenzio: «Ci aspettiamo che la Federazione Nazionale valuti ogni iniziativa utile a tutela della professione e della sicurezza delle cure.»

Chiesta indagine immediata: «Ministero della Salute e Regione Lombardia devono accertare i fatti, valutare procedure, requisiti del personale e condizioni organizzative.»

«Non crolla un reparto – conclude De Palma – crolla la fiducia dei cittadini.»

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