domenica, 15 Febbraio 2026

“La Salute come bene comune”. Al via corso dell’Asp di Catania per rete socio-sanitaria più solida e capace di intercettare le fragilità

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Tre edizioni, a Catania, Caltagirone e Adrano, per potenziare le competenze degli operatori e sviluppare nuovi strumenti di prossimità e presa in carico nell’ambito del Programma Nazionale Equità nella Salute 2021–2027.

CATANIA – Ha preso il via oggi, giovedì 4 dicembre, il percorso formativo “La Salute come bene comune: implementazione delle reti socio-sanitarie e delle attività di outreach”, primo appuntamento di un ciclo di tre edizioni che l’Asp di Catania dedica al rafforzamento della rete socio-sanitaria e alla costruzione di nuovi strumenti per intercettare, prevenire e contrastare la povertà sanitaria, condizione, spesso sommersa, alimentata da fragilità economiche, sociali e psicologiche.

L’iniziativa prevista nell’ambito del Programma Nazionale Equità nella Salute (PNES) 2021-2027 – Area 1 “Contrastare la povertà sanitaria”, cofinanziato dall’Unione Europea attraverso Coesione Italia 21-27 – FSE+, è rivolta agli operatori dei servizi sanitari, sociali e di prossimità, chiamati a rafforzare le proprie competenze per rispondere con maggiore efficacia ai bisogni delle fasce più vulnerabili della popolazione.

«Con questo percorso formativo – ha detto il direttore generale dell’Asp di Catania, Giuseppe Laganga Senzio – puntiamo a rafforzare la capacità del nostro sistema territoriale di avvicinare la sanità a chi è più lontano. È un investimento sulla qualità dei servizi, sulla responsabilità pubblica e sulla coesione sociale del nostro territorio. La collaborazione tra Asp, Terzo Settore e comunità locali è la chiave per sviluppare politiche e scelte operative realmente inclusive. Contrastare la povertà sanitaria significa riaffermare il diritto universale alla salute e riportare al centro la persona».

La prima edizione si è aperta oggi, a Catania, presso Palazzo ESA; seguiranno le sessioni del 12 dicembre a Caltagirone, presso l’Ospedale “Gravina”, e del 17 dicembre ad Adrano, nella Sala Loi di Palazzo Bianchi.

Dopo i saluti istituzionali di Salvatrice Riillo, direttore della UOC Medicina Penitenziaria, responsabile del progetto-PNEA Area 1, e di Melissa Gullotta, responsabile della Casa della Comunità San Luigi e degli ambulatori di prossimità-PNES, l’introduzione dei lavori è stata affidata a Loredana Sucato, dirigente della UOC Servizio Sociale Professionale, responsabile della co-progettazione Enti del Terzo Settore e della Mediazione di Sistema PNES, e a Grazia Capuano, assistente sociale coordinatrice, contact person di back-up, entrambe responsabili scientifiche del percorso formativo.

Le attività di formazione, per ciascuna edizione, saranno condotte dagli Enti del Terzo Settore, in un’ottica di collaborazione che mette in relazione competenze diverse per scrutare il territorio e intercettare quei bisogni invisibili, ma inviolabili che spesso restano sommersi. È una scelta che riflette una visione strategica e assistenziale orientata a un modello di governance realmente condivisa e capace di valorizzare il contributo della società civile organizzata, del volontariato e del Terzo Settore.

Si tratta di un passo culturale importante, che arricchisce la rete socio-sanitaria e contribuisce a rendere le politiche territoriali più inclusive ed efficaci.

Il programma del percorso formativo

Il programma dei moduli formativi, intenso e multidisciplinare, affronta nell’arco di un’intera giornata – dalle 8.00 alle 17.30 – il tema della povertà sanitaria attraverso una lettura integrata che tiene insieme le dimensioni economiche, sociali, psicologiche e normative.
Tra i relatori: il magistrato Marisa Acagnino (I diritti del Debitore) sulla relazione tra povertà economica, crisi da debito e rinuncia alle cure; Francesco Luca (ACLI) sull’evoluzione della domanda di assistenza; Pieremilio Vasta (Rete Civica della Salute) sul ruolo della sussidiarietà e della co-produzione; Alessandra Politino (Croce Rossa Italiana) sulla normativa della residenza anagrafica e sul riconoscimento della residenza fittizia; Giuseppe Bucalo (Associazione Penelope) sugli indicatori di tratta e i percorsi di identificazione precoce delle vittime. Nel modulo pomeridiano dedicato alla riduzione delle disuguaglianze nell’accesso ai servizi sanitari e sociosanitari interverranno Alessandro Manzoni (Consorzio Umana Solidarietà). A seguire, i laboratori tematici coinvolgeranno: per l’accesso alle cure delle persone straniere, Alessandro Schinco (Croce Rossa Italiana); per la mediazione di sistema e la prossimità digitale, Maria Grazia Romano (Rete Civica della Salute); per l’emersione dei fenomeni di tratta, Oriana Cannavò (Associazione Penelope); per la connessione tra crisi economica, indebitamento e gioco d’azzardo, Salvatore Alessandro (Alia Optima Sunt); per il rapporto tra povertà sanitaria e salute mentale, Nunzia Aiello (ACLI); per il laboratorio “hard to reach”, dedicato ai bisogni sommersi nei percorsi clinico-assistenziali, Alessandro Manzoni (Consorzio Umana Solidarietà).

Il PNES, promosso dal Ministero della Salute, è coordinato a livello nazionale dall’Istituto Nazionale per la Promozione della Salute delle Popolazioni Migranti e per il contrasto delle Malattie della Povertà (INMP), che assicura supporto tecnico, linee di indirizzo e monitoraggio delle attività. In Sicilia, il PNES è realizzato dalla Regione Siciliana attraverso le Aziende sanitarie provinciali, con l’obiettivo di rafforzare la rete dei servizi territoriali e promuovere modelli di medicina di prossimità.

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