Sul Ruolo Unico: una programmazione chiara spinge i giovani ad aderire. Esemplare il caso delle Marche
«Le Case di Comunità non possono essere un vestito a taglia unica: ciascun territorio ha esigenze e caratteristiche che richiedono interventi ad hoc». È uno dei passaggi sottolineati dal Segretario Generale Fimmg, Silvestro Scotti, nel corso dell’incontro di Arezzo sul “nuovo ruolo del medico di medicina generale per la riforma dell’assistenza nel territorio”, al quale hanno preso parte tutti i principali stakeholder coinvolti nel processo di evoluzione dell’assistenza di prossimità. Il leader Fimmg ha ribadito che, per realizzare davvero il cambiamento, è necessario accelerare i tempi e trovare rapidamente le intese che ancora mancano a livello locale per chiudere gli Accordi integrativi regionali (AIR). Unanime il consenso anche sulla necessità di procedere subito con il nuovo Atto di Indirizzo, affinché possa prendere corpo la trattativa che dovrà portare poi alla firma dell’ACN 2025–2027. Proprio sull’Atto di Indirizzo, vista l’importanza che avrà nel determinare la prossima intesa, la medicina generale ha registrato un’importante apertura al dialogo da parte della SISAC. E se oggi manca ancora «la chiusura del cerchio su due questioni centrali: Ruolo Unico e AFT», come ha evidenziato il segretario regionale della Toscana, Niccolò Biancalani, «le premesse per un cambio di passo ci sono tutte». Del resto, i cambiamenti che la medicina generale attende da tempo «non possono più essere rinviati, perché devono dare ai medici di famiglia strumenti concreti per realizzare un’assistenza di prossimità sempre più efficace e al passo con i tempi». Sull’esigenza di fare presto e di arrivare alla definizione del nuovo Atto di Indirizzo, per aprire rapidamente la trattativa che porterà al prossimo ACN, è intervenuto con forza anche il vicesegretario nazionale Fimmg, Alessandro Dabbene: «Questo consentirà di definire in modo strutturale anche l’attività diurna della medicina generale nelle Case e negli Ospedali di Comunità, così da delineare quanto prima il ruolo della medicina generale al loro interno». Dabbene richiama, in questo senso, l’esperienza delle Marche: «Aver dettagliato gli aspetti dell’attività oraria diurna all’interno delle AFT e delle future Case di Comunità ha permesso ai giovani medici di avere maggiore certezza sul proprio futuro professionale e quindi di aderire in percentuale ben più alta rispetto al resto d’Italia al Ruolo Unico». Anche per questo Fimmg accoglie con favore la volontà delle Regioni di rafforzare il confronto reciproco, creando una sorta di coordinamento interregionale che possa rendere più omogeneo il percorso verso la definizione di un Atto di Indirizzo condiviso, capace di risultare, proprio per questo, più forte ed efficace.