Voglio condividere con voi due decisioni prese all’interno dell’ultima seduta di Giunta che ritengo siano un passo concreto per una sanità territoriale più vicina, più efficiente e più umana.
Innanzitutto, abbiamo destinato 6 milioni di euro per rafforzare l’assistenza primaria e la continuità assistenziale in tutto il nostro territorio.
Questo significa più medici, più infermieri, più supporto nelle zone più lontane, più attenzione alle realtà dove è più difficile arrivare. Una sanità che si muove con i cittadini, venendo incontro ai loro bisogni là dove occorre. Le risorse,provenienti dall’asestamento di bilancio, saranno suddivise tra le otto Asl sarde in base a criteri che tengono conto della popolazione residente, del numero delle sedi carenti di assistenza primaria e della spesa storica per progetti aziendali.
In secondo luogo, abbiamo dato vita al “Tavolo permanente per la deburocratizzazione e la semplificazione” nella medicina generale, in attuazione del recente Accordo Integrativo Regionale siglato con le rappresentanze di settore. Non semplicemente un atto dovuto, ma un passo nella direzione giusta, a favore della salute del cittadino.
Perché sappiamo bene che i medici e gli operatori sanitari dedicano ore preziose non solo a curare, ma anche a gestire carte, procedure, modulistica. Vogliamo liberare tempo e risorse affinché la loro attenzione vada davvero ai pazienti, non alla burocrazia.
Mi impegno personalmente affinché questi strumenti non restino sulla carta. I cittadini potranno sentirne l’effetto attraverso visite più rapide, assistenza più vicina, meno attese, più serenità.
E i nostri professionisti sanitari lavoreranno con meno ostacoli, più libertà di cura, più supporto.
La sanità non è solo un diritto: è la qualità della vita di ogni giorno, nelle nostre case, nei nostri paesi, nelle nostre comunità.