La cerimonia si è svolta nell’ambito del progetto promosso dalla Regione Veneto per migliorare la qualità, la sicurezza sanitaria e la promozione della salute nei rifugi montani
Tutti promossi a pieni voti. Si potrebbe sintetizzare così lo storico risultato dei territori montani dell’ULSS 7 Pedemontana, dove ben 16 strutture hanno ottenuto dalla Regione del Veneto la qualifica di “Rifugio sano e sicuro”.
Infatti dopo i primi 5 rifugi che avevano conseguito già in primavera il titolo (Val Maron e Marcesina a Enego, Achille Papa a Valli del Pasubio, Scarpon a Valbrenta e Campolongo a Rotzo), ora un analogo risultato è stato raggiunto da altre 11 strutture: Granezza, Larici e Val Formica ad Asiago; Bar Alpino a Caltrano; Campomuletto e Malga Campomulo a Gallio, Passo Xomo a Posina, Verena e Verenetta a Roana, Alpe Madre a Solagna e Da Marzia a Valbrenta.
A sancire il risultato è stata una breve cerimonia svoltasi presso il rifugio Val Formica, alla presenza del Direttore Generale Carlo Bramezza, dei rappresentanti del territorio, della Regione del Veneto, dei servizi di soccorso e dell’Associazione dei Rifugi Alpini del Veneto (Agrav).
«Non era affatto scontato che tutte le strutture aderenti all’iniziativa ottenessero la qualifica nel giro di pochi mesi – sottolinea il Direttore Generale dell’ULSS 7 Pedemontana Carlo Bramezza – e per questo mi congratulo con tutti i gestori delle strutture premiate. Questo dimostra la grande sensibilità degli operatori del settore, ma anche l’impegno del nostro Dipartimento di Prevenzione nel promuovere il progetto, fornire informazioni e assistenza alle strutture e quindi verificare la presenza dei requisiti richiesti. Questo risultato non può che renderci orgogliosi, perché da oggi nel nostro territorio il legame tra turismo montano, salute e sicurezza è ancora più forte».
Tra i requisiti per ottenere la certificazione, la presenza di un defibrillatore semiautomatico, la formazione dei dipendenti per l’esecuzione di manovre di primo soccorso, la disponibilità di un misuratore della pressione arteriosa, l’offerta di pasti privi di glutine e la presenza in vendita di creme solari ad alto fattore protettivo e di cappelli con visiera o bandana per ripararsi dal sole.