lunedì, 16 Febbraio 2026

ULSS Pedemontana. 3 ottobre in piazza a Bassano e Asiago per prevenzione del soffocamento da corpo estraneo

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Saranno illustrate le manovre salvavita essenziali, nell’ambito di un’iniziativa promossa a livello nazionale dalla Società Italiana di Medicina di Emergenza e Urgenza Pediatrica

Il soffocamento da corpo estraneo è una delle principali cause di morte nei bambini da 0 a 3 anni, e il rischio resta elevato fino all’adolescenza. Gli incidenti possono capitare ovunque, a casa, a scuola, al ristorante. L’importante è non farsi trovare impreparati. Bastano infatti semplici manovre da eseguire con le mani per riuscire a salvare un bambino in difficoltà.

Proprio con l’obiettivo di illustrare la procedura corretta da seguire in queste situazioni di emergenza, domenica 5 ottobre lo staff della Pediatria dell’ospedale San Bassiano terrà una serie di dimostrazioni pubbliche, al mattino (dalle 10.00 alle 13.00) presso il parco Santa Caterina, nell’ambito del festival della famiglia, e nel pomeriggio (dalle 14.00 alle 17.00) ad Asiago in piazza Carli.

In entrambe le postazioni, con l’ausilio di speciali manichini, sarà possibile prima assistere alla spiegazione delle principali manovre salvavita in caso di soffocamento e quindi provare direttamente a metterle in pratica. Inoltre sarà distribuito materiale informativo con una serie di consigli su come prevenire il soffocamento da corpo estraneo.

«Si tratta di manovre semplici ma molto efficaci, che nella maggior parte dei casi consentono di risolvere la situazione – spiega il dott. Davide Meneghesso, Direttore dell’U.O.C. Pediatria del San Bassiano – ma è fondamentale farle in modo corretto e tempestivo, perché in caso di soffocamento tutto accade in pochi minuti e quando arrivano i soccorsi potrebbe essere già troppo tardi. Sono procedure che tutti possono imparare facilmente ed è importante che siano conosciute non solo dai genitori, ma anche da nonni, babysitter, insegnati, ovvero da tutti quelli che hanno a che fare con bambini, soprattutto nella fascia di età più a rischio che è tra i 6 mesi e i 3 anni».

L’iniziativa rientra nell’ambito di una campagna nazionale di prevenzione sui rischi del soffocamento da corpo estraneo promossa in tutta Italia dalla Società Italiana di Medicina di Emergenza e Urgenza Pediatrica (SIMEUP) e denominata non a caso “Manovre per la vita”, giunta alla XV edizione, con l’obiettivo di insegnare a tutti le manovre da mettere in atto in caso di ostruzione delle vie aeree e le manovre da eseguire in caso di arresto cardiaco.

Quante più persone saranno informate sulle manovre tanto maggiore sarà la possibilità di trovare soccorso, per strada, al ristorante o durante una gita. Per imparare i fondamentali bastano poche ore. Ore che possono cambiare la vita di un bambino. E sono tanti i casi di cronaca che lo dimostrano.

In caso di soffocamento da corpo estraneo, se l’ostruzione riguarda un adulto o un bambino con più di un anno, bisogna eseguire la manovra di Heimlich. Il soccorritore dovrà cioè posizionarsi, in piedi o in ginocchio, dietro al bambino e circondargli i fianchi con le braccia. Con un pugno chiuso tra lo stomaco e l’ombelico e l’altra mano che lo afferra, dovrà effettuare delle compressioni decise sull’addome.

Se si tratta di un lattante (bimbo di meno di un anno di vita), il soccorritore dovrà posizionarlo sul proprio avambraccio o sulla propria coscia, disteso a testa in giù, e dargli 5 pacche sul dorso. Successivamente dovrà girare il piccolo a faccia in su e praticare 5 compressioni toraciche, profonde circa 4 cm, con due dita al centro della linea immaginaria tracciata tra i due capezzoli.

In caso di ostruzione parziale si consiglia invece di non eseguire alcuna manovra ma di chiamare i soccorsi nel caso in cui la difficoltà respiratoria persista.

Verranno insegnate anche le manovre per la rianimazione cardio-polmonare.

In caso di bambini con più di un anno o adulti incoscienti che non respirano, il soccorritore dovrà per prima cosa farli sdraiare a faccia in su ed eseguire 30 compressioni toraciche schiacciando al centro del torace per una profondità di circa 5 cm, con un ritmo di 100/120 al minuto. Successivamente eseguire 2 volte la respirazione bocca a bocca e alternarla alle compressioni toraciche.

Per i lattanti le compressioni toraciche dovranno essere effettuate con due dita e alternate a 2 ventilazioni bocca a bocca/naso. Basta un piccolo gesto per salvare una vita.

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