domenica, 15 Febbraio 2026

De Palma (Nursing Up): “Offerte poco dignitose anche per infermieri stranieri. Italia diventerà la cenerentola d’Europa”

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Il caso di un’agenzia internazionale che recluta solo professionisti stranieri per l’Abruzzo è emblematico e pericoloso

ROMA, 17 SETT 2025 – «Formazione linguistica ridotta a 120 ore e stipendi da 1.500 euro al mese? In Germania si richiede un livello B certificato di lingua e minimo 9 mesi di formazione, nel Regno Unito o in Olanda si parte da 2.500 euro netti, nei Paesi scandinavi e in Svizzera si superano i 3.500/4.000 euro con alloggio incluso. Come può l’Italia pensare di attrarre e valorizzare professionisti sanitari dall’estero con queste condizioni?». Esordisce così nella sua disamina Antonio De Palma, presidente del sindacato degli infermieri Nursing Up.

A innescare la denuncia è l’annuncio di un’agenzia internazionale per il reclutamento di infermieri stranieri: incarichi di assistenza domiciliare a L’Aquila con 1.500 euro mensili per 11 mesi, più 21 giorni di ferie e qualche benefit (uniforme, tre mesi di alloggio, volo iniziale). «Una cifra del tutto insufficiente per un infermiere italiano con famiglia – osserva De Palma – ed è per questo che si punta a personale estero, spesso extracomunitario, con percorsi di integrazione linguistica di appena 120 ore. Ma l’assistenza quotidiana, soprattutto a pazienti anziani e fragili, richiede ben altre competenze.»

Il Nursing Up denuncia così il rischio di un mercato parallelo del lavoro infermieristico: mentre i professionisti italiani emigrano per salari e tutele migliori, in Italia si cercano sostituti stranieri offrendo condizioni miserevoli. «È una spirale pericolosa – conclude De Palma –. Prima costringiamo i nostri infermieri a partire, poi proviamo a rimpiazzarli con colleghi stranieri, inventandoci persino figure ibride come l’“assistente infermiere”. 

Così l’Italia si impoverisce di competenze e riduce la qualità dell’assistenza ai cittadini. E gradualmente anche i professionisti stranieri sceglieranno legittimamente i paesi europei, lasciandoci con un pugno di mosche nelle mani»

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