mercoledì, 13 Maggio 2026

Telemedicina all’Elba: visite specialistiche a distanza per ridurre il pendolarismo sanitario

Portoferraio, 12 maggio 2026 – Superare le barriere geografiche e ridurre il fenomeno del “pendolarismo sanitario” per le visite specialistiche: è questo l’obiettivo del nuovo servizio di telemedicina attivo all’Isola d’Elba.

Grazie alle nuove tecnologie e a una rinnovata collaborazione tra medici specialisti, medici di medicina generale e personale infermieristico, oggi è possibile effettuare televisite attraverso una rete di ambulatori distribuiti nelle Case della comunità elbane, direttamente collegati con l’ospedale di Portoferraio.

I pazienti con sospetta patologia cardiologica o respiratoria – e, in una fase successiva, anche con altre condizioni croniche – possono già accedere a diagnosi più rapide, superando le difficoltà legate agli spostamenti sul territorio.

L’Azienda USL Toscana nord ovest ha presentato ufficialmente il servizio oggi, martedì 12 maggio, all’ospedale di Portoferraio, con una dimostrazione pratica: una televisita in collegamento tra il medico specialista a Portoferraio e una paziente presente presso l’ambulatorio della Casa della Comunità di Marciana Marina, a 17 chilometri di distanza.

Durante la televisita, l’infermiere presente in ambulatorio ha eseguito gli esami strumentali necessari – tra cui spirometria, elettrocardiogramma e auscultazione cardiaca – i cui risultati sono stati trasmessi in tempo reale allo specialista. Il medico ha potuto così formulare subito la diagnosi e redigere il referto, stamparlo e consegnarlo direttamente alla paziente.

Questo modello elimina la necessità di spostamenti, con un impatto significativo sia per le persone in età lavorativa, spesso costrette a sottrarre intere giornate all’attività professionale, sia per anziani e persone con disabilità, per i quali ogni trasferimento rappresenta un impegno organizzativo ed economico rilevante.

Gli ambulatori di telemedicina sono gestiti dai medici di medicina generale e dal personale infermieristico locale, in particolare dagli infermieri di famiglia e comunità (IFeC), appositamente formati.

Ogni postazione è dotata di una workstation avanzata per televisite, equipaggiata con dispositivi medicali ad alta tecnologia che consentono una valutazione clinica completa a distanza. Tra le principali dotazioni: telecamere ad alta definizione, moduli multiparametrici per il monitoraggio dei parametri vitali, stetoscopi elettronici, elettrocardiografi a 12 derivazioni, strumenti per l’analisi della funzionalità respiratoria, ecografi portatili e sistemi point-of-care per analisi rapide del sangue.

Il servizio coinvolge attualmente tre medici internisti dell’ospedale di Portoferraio, 17 medici di medicina generale e 13 infermieri di comunità. Sono tre gli ambulatori che fanno parte della rete dell’isola: presso le Case della Comunità di Marciana Marina e Rio Marina (già attivi), e presso il Distretto sanitario di Capoliveri (che sarà attivato a breve).

Il progetto rappresenta un’evoluzione concreta della sanità di prossimità, rendendola più accessibile e garantendo, anche nei contesti geograficamente più complessi, pari opportunità di cura, elevata qualità assistenziale e sostenibilità del sistema sanitario.

“Siamo orgogliosi che questo progetto abbia preso corpo all’Isola d’Elba – ha detto Fabio Chetoni, direttore della Zona distretto dell’Elba – frutto di una progettualità che ha visto protagonisti tanti soggetti del sistema”.

“Si tratta di un progetto che ha una grande valenza innovativa per il nostro ospedale – ha detto Paolo Marzorati, direttore medico del presidio elbano – che ci consente di portare gli specialisti ospedalieri a diretto contatto con i pazienti”.

“Il progetto è stato supportato moltissimo dal progetto Tuscany Health Ecosystem, finanziato dal Pnrr e che ha coinvolto Scuola superiore Sant’ Anna di Pisa e Fondazione Monasterio – ha detto Guido Vagheggini, direttore facente funzioni della Medicina interna di Portoferraio, che durante la presentazione ha illustrato le modalità organizzative del sistema.

“Fondamentale è rendere il paziente sempre più consapevole della valenza della telemedicina – ha affermato tra l’altro Alberto Giannoni, professore associato di cardiologia alla Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa – e la presenza di un sanitario in un ambulatorio aiuta tantissimo a far superare al paziente le barriere tecnologiche che spesso scoraggiano alla televisita”.

“Grazie a questo progetto sarà possibile sviluppare questa modalità anche verso altri territori dell’Asl, portando avanti la riforma dell’assistenza territoriale” ha detto Giacomo Corsini, direttore sanitario Asl.

Lara Frediani, direttrice della Unità operativa Cardiologia di Cecina, Piombino e Elba ha elencato tutti i vantaggi che la telemedicina può avere nella gestione dei pazienti della cardiologia, sottolineando che “la telemedicina è strumento di integrazione e miglioramento, non di sostituzione ed è strumento di sinergia tra ospedale e territorio”.

Lucia Giardelli, del coordinamento infermieristico dell’Elba, ha evidenziato come il ruolo dell’infermiere sia fondamentale in questo modello, perché agli infermieri sono richieste competenza tecniche per utilizzare gli strumenti della telemedicina e competenze relazionali per rapportarsi con i pazienti.

Riccardo Orsini, ha poi condotto la dimostrazione pratica di una televisita tra l’ospedale di Portoferraio e la casa della comunità di Marciana Marina, da dove è stato possibile visionare un ECG, una spirometria e un esame dei toni cardiaci (vale a dire il suono del cuore) di una paziente.

“È importante precisare – ha sottolineato Orsini – che l’intero servizio è gestito attraverso due piattaforme: la piattaforma  aziendale per le diagnostiche e la piattaforma regionale di telemedicina (Irt).

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