mercoledì, 13 Maggio 2026

GENOVA. LA CITTÀ CHE CURA: INCONTRO A PALAZZO DUCALE SULLA SALUTE MENTALE

GENOVA. Ampia partecipazione martedì 12 maggio nella Sala del Maggior Consiglio di Palazzo Ducale per “La città che cura – Patto per la Salute Mentale: Giovani in…comunicazione”, il convegno, il cui termine è previsto intorno alle ore 17.00, promosso dal Patto per la Salute Mentale dedicato quest’anno al tema del disagio giovanile e delle nuove forme di ascolto.

La giornata riunisce giovani, operatori, istituzioni, associazioni, famiglie e scuola in un momento di confronto sui bisogni emergenti delle nuove generazioni, con particolare attenzione al crescente malessere psichico tra adolescenti e giovani adulti e alla necessità di costruire relazioni e spazi capaci di ascoltare e accogliere.

Nato nel 2018 dalla sottoscrizione del Patto per la Salute Mentale da parte di circa 60 istituzioni e associazioni del territorio, “La città che cura” promuove una visione della salute mentale come responsabilità condivisa della comunità, rafforzando il dialogo tra servizi sanitari, sociale e territorio.

«Il malessere psichico tra i giovani è diventato sempre più visibile e interroga profondamente l’intera comunità. Molti ragazzi e ragazze attraversano oggi esperienze di fragilità, solitudine e disorientamento che spesso faticano a trovare parole, luoghi e interlocutori capaci di accoglierle. Per questo il convegno nasce dalla necessità di costruire nuove possibilità di ascolto e dialogo tra servizi, istituzioni e realtà associative, riflettendo insieme sui bisogni emergenti delle nuove generazioni», ha dichiarato il dott. Rocco Luigi Picci, Direttore del Dipartimento Salute Mentale e Dipendenze Patologiche e del Territorio Area 3 di ATS Liguria.

Nel corso dell’incontro vengono affrontati i temi della comunicazione del disagio giovanile e del ruolo della comunità educante, oltre alla presentazione di esperienze e buone pratiche sviluppate dal Dipartimento di Salute Mentale e Dipendenze Patologiche e del Territorio insieme alle realtà territoriali per favorire prevenzione, inclusione e percorsi di fiducia.

«Una politica efficace di salute mentale richiede certamente un forte impegno delle istituzioni, ma non può essere delegata ai soli servizi: ha bisogno della partecipazione attiva delle famiglie, delle associazioni e dei cittadini. Costruire una città che cura significa creare legami, integrazione e partecipazione, perché una comunità che cura è una comunità che non lascia indietro nessuno», ha concluso il dott. Picci.

L’evento è organizzato da ATS-ASL3, coordinata dal dott. Ivan Alessandro Mazzoleni, in collaborazione con il Coordinamento delle Associazioni di Familiari e Utenti Salute Mentale Quarto Pianeta.

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