mercoledì, 13 Maggio 2026

Riforma Schillaci, FIMP proclama lo stato di agitazione della Pediatria di Famiglia

D’Avino: “Disponibili a entrare nelle Case della Comunità, ma va riconosciuta la specificità del Pediatra di Famiglia

Roma, 8 maggio 2026 — “La Federazione Italiana Medici Pediatri (FIMP) proclama lo stato di agitazione a fronte dell’impianto della bozza di decreto di riforma dell’assistenza territoriale, ritenuto non condivisibile perché, nella sua formulazione attuale, non ci mette nelle condizioni di poter rispondere ai bisogni di salute di bambini, adolescenti e famiglie. Il rischio è compromettere la specificità, l’autonomia professionale e il ruolo fiduciario della Pediatria di Famiglia”, dichiara Antonio D’Avino, Presidente nazionale FIMP.

La riforma dell’assistenza territoriale è necessaria, ma non può essere costruita marginalizzando la Pediatria di Famigliapilastro a sé delle Cure Primarie enon sovrapponibile al modello della Medicina Generale. Il nostro ruolo è centrato sulla prevenzione, sull’educazione alla salute, sulla promozione dello sviluppo e sulla presa in carico dell’età evolutivaFlessibilità organizzativa, programmazione regionale e valorizzazione delle specificità professionali, sono i capisaldi che dovrebbero guidare la Riforma. Non servono modelli rigidi né tetti indifferenziati. Non è accettabile un massimale nazionale fissato a 1.500 assistiti. Bensì, il carico massimo deve poter essere modulato sulla base delle effettive necessità dei territori e delle Regioni”, continua D’Avino.

Anche il coinvolgimento dei Pediatri di Famiglia nelle Case della Comunità, sottolinea la Federazione, deve essere definito secondo una logica di geometria variabile, sulla base dei bisogni assistenziali reali. “I Pediatri di Famiglia sono assolutamente disponibili a entrare nelle Case della Comunità e lo dimostra la specificazione all’interno del nostro ACN. Tuttavia, non può essere previsto un obbligo automatico di presenza, che va, al contrario, calibrata sulle effettive necessità. Inoltre, ogni eventuale attività nelle Case della Comunità deve essere contrattata e remunerata con una previsione specifica. La Presidenza nazionale FIMP è pronta a mettere in campo tutte le iniziative sindacali necessarie, fino allo sciopero generale della categoria, per tutelare la figura del Pediatra di Famiglia e garantire ai bambini e agli adolescenti un’assistenza pubblica, capillare, qualificata e realmente accessibile”, conclude D’Avino

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