mercoledì, 13 Maggio 2026

Intelligenza artificiale nella diagnosi medica: a Torino convegno sul futuro della diagnosi e tutela del paziente

L’8 maggio, all’Accademia delle Scienze di Torino, si terrà il convegno “L’Intelligenza artificiale nella diagnosi medica: potenzialità, responsabilità e diritti” promosso dall’Associazione Avvocati Vittime di Danno alla Salute da Responsabilità Medica (AVVIDASA) dedicato all’impatto dell’intelligenza artificiale in ambito ginecologico-ostetrico, con particolare attenzione ai profili di responsabilità professionale e alla gestione dei dati sanitari. Un appuntamento multidisciplinare, patrocinato dalla Società Italiana di Medicina Legale e delle Assicurazioni (SMILA), che mette a confronto giuristi, medici legali, clinici ed esperti di protezione dei dati su uno dei temi più urgenti della medicina contemporanea.

Il convegno rappresenta al meglio la direzione che Avvidasa vuole imprimere alla propria attività scientifica – dichiara Caterina Bressan, Presidente di AVVIDASA perché parliamo di nuove frontiere tecnologiche che possono aiutare nella diagnosi dei tumori delle ovaie e rendere gli esami ecografici non più, o non solo, operatore-dipendenti”. Per chi come Avvidasa “si occupa quotidianamente dello studio di presunti profili di responsabilità medica – prosegue la presidente – deve sapere quali sono le condotte esigibili in ciascuna branca della medicina. Oggi essere al passo con il progresso biomedico, sostenuto dall’intelligenza artificiale, significa poter fare delle valutazioni e formulare richieste più ponderate e realmente consapevoli”. In estrema sintesi, conclude il suo intervento la presidente, il convegno “guarda a questi progressi a 360 gradi, da ciascuna prospettiva possibile, compresa quella del monitoraggio e dell’accorta gestione dei dati generati, e dell’impatto di questi nuovi strumenti sulle valutazioni a valle del medico legale“.

L’intelligenza artificiale sta trasformando in profondità il paradigma della diagnosi medica. In ambito ginecologico-ostetrico, l’integrazione di sistemi algoritmici nell’analisi delle immagini ecografiche apre interrogativi inediti: se l’esame non è più esclusivamente operatore-dipendente, dove si colloca la responsabilità del sanitario? Come si distribuiscono gli obblighi tra medico, struttura, produttore del software e fornitore della tecnologia? A queste domande si aggiunge la questione della gestione dei dati sanitari: l’utilizzo di sistemi di AI comporta un trattamento massivo di informazioni particolarmente sensibili, il cui ciclo di vita – dalla raccolta all’addestramento degli algoritmi, fino alla conservazione e al riutilizzo – richiede una riflessione rigorosa alla luce del GDPR (Regolamento UE 2016/679), la normativa europea sulla privacy, e del nuovo quadro normativo europeo sull’intelligenza artificiale.

Un rapporto tra IA e medicina che comunque risulta ormai ineludibile. “L’intelligenza artificiale e le sue applicazioni in sanità devono essere considerate dai professionisti sanitari come un’opportunità finalizzata alla migliore garanzia di tutela della salute e certezza delle cure – sottolinea il professore Cristoforo Pomara, Ordinario di Medicina Legale presso l’Università di Catania -. Ove mai ci si lasciasse affascinare esclusivamente dai vantaggi che essa offre in termini di velocizzazione delle cure e delle diagnosi, si correrebbe il rischio di un affidamento inconsapevole a una tecnologia che in alcun modo può sostituire le valutazioni critiche o – nelle forme più progredite e avanzate di esse – le validazioni tipiche dell’intuito, dell’intelletto e della esperienza medica“. In tal senso anche le responsabilità “sono ben individuabili – prosegue il professoree, al netto di una ripartizione di esse, non esimeranno mai il medico e i professionisti sanitari dall’obbligo di risponderne al paziente, alla propria coscienza e al proprio ordine ma, come tali, andrebbero sempre propedeuticamente e responsabilmente valutate prima di promuovere qualsivoglia contenzioso. In tale senso ben venga il confronto tra medici, giudici e avvocati in sedi prestigiose di incontro quali quelle lodevolmente promosse dalla AVVIDASA in questi anni“.

Il convegno si propone un doppio obiettivo: analizzare le opportunità offerte dall’AI nel miglioramento dell’accuratezza diagnostica e nella riduzione del rischio clinico, e al tempo stesso definire criteri chiari di imputazione della responsabilità civile e di governo del dato sanitario. In un sistema sanitario chiamato a coniugare innovazione, sicurezza delle cure e protezione dei diritti fondamentali, il dialogo tra competenze diverse è uno strumento indispensabile per orientare l’evoluzione normativa e fornire agli operatori sanitari e agli avvocati parametri interpretativi solidi e aggiornati.

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