Ogni anno le ICA incidono per circa il 10% del costo totale dei sinistri, con un costo medio superiore a 155.000 euro per pratica che raggiunge circa 236.000 euro nei casi di infezioni sistemiche. Appuntamento l’8 maggio alla Sala “Pippo Orrù” dell’Ordine dei Medici di Cagliari.
Le infezioni correlate all’assistenza – contratte da pazienti durante la degenza o le cure e non presenti al momento del ricovero – rappresentano oggi la complicanza più frequente e grave dell’assistenza sanitaria: in Italia circa 6,3 pazienti su 100 ricoverati ne sono colpiti e costituiscono, pertanto, una delle principali criticità sia sotto il profilo clinico sia in termini di responsabilità professionale e organizzativa delle strutture sanitarie. Se ne discuterà l’8 maggio 2026, dalle ore 14.30 alle 20.00, presso la Sala “Pippo Orrù” dell’Ordine dei Medici di Cagliari, nel corso dell’evento “Le infezioni correlate all’assistenza (ICA): la responsabilità della Struttura Sanitaria” promosso dall’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della Provincia di Cagliari, in collaborazione con il Collegio Sardo di Medicina Legale (COSMEL), con i prestigiosi patrocini gratuiti della Società Italiana di Medicina Legale e delle Assicurazioni (SIMLA) e della Federazione delle Associazioni Medico-Legali Italiane (FAMLI).
Il convegno si articolerà in sessioni tematiche con relazioni frontali e una tavola rotonda conclusiva che coinvolgerà i Risk Manager delle principali aziende sanitarie regionali, favorendo un confronto diretto tra esperti del settore. L’approccio sarà multidisciplinare e integrato, con l’obiettivo di approfondire l’impatto epidemiologico delle ICA, le strategie di prevenzione e gestione del rischio clinico, il quadro normativo nazionale, con particolare riferimento al Piano Nazionale di Contrasto all’Antimicrobico-Resistenza (PNCAR) e i profili di responsabilità civile delle strutture sanitarie alla luce della più recente giurisprudenza. L’iniziativa vedrà la partecipazione di autorevoli esponenti del mondo accademico, istituzionale, clinico e medico-legale, configurandosi come un’importante occasione di aggiornamento e confronto per i professionisti del settore sanitario.
Le infezioni correlate all’assistenza sono oggi considerate la complicanza più frequente e grave dell’assistenza sanitaria. Secondo stime riportate da organismi internazionali quali OMS e OCSE, a livello globale fino a 3,5 milioni di persone potrebbero morire ogni anno entro il 2050 a causa di tali infezioni. In Italia, le indagini nazionali evidenziano una prevalenza di circa 6,3 pazienti infetti ogni 100 ricoverati. Dal punto di vista medico-legale, i dati dell’ultimo report Medical Malpractice Marsh (32.989 sinistri analizzati dal 2006 al 2023) evidenziano come le ICA rappresentino il 6,7% delle denunce complessive, con un trend in costante crescita e un picco osservato nel periodo pandemico 2020–2021. L’area chirurgica risulta la più coinvolta (61,5% dei casi), con particolare incidenza nelle unità operative di Ortopedia e Traumatologia (27,8%), Chirurgia Generale (14%), seguite da Pronto Soccorso, Neurochirurgia e Ostetricia. Le infezioni post-chirurgiche costituiscono oltre la metà dei casi (50,4%). Sotto il profilo della gravità, il 32,4% delle richieste risarcitorie è correlato a decessi, mentre il restante 67,6% riguarda esiti invalidanti. Le forme sistemiche (sepsi e shock settico) si confermano le più severe, con un tasso di mortalità pari all’87,6% dei casi denunciati.
“Alla luce di tali evidenze – spiegano gli organizzatori –, le infezioni correlate all’assistenza meritano di essere attentamente presidiate attraverso l’adozione di protocolli di prevenzione adeguati e rigorosi, al fine di elevare la qualità delle cure, aumentare la sopravvivenza dei pazienti – in particolare dei soggetti fragili e nel periodo post-chirurgico – e, conseguentemente, ridurre i costi del contenzioso che inevitabilmente si ripercuotono sull’intera collettività.
L’impatto economico è particolarmente rilevante: le ICA incidono per circa il 10% del costo totale dei sinistri, con un costo medio superiore a 155.000 euro per pratica, che raggiunge circa 236.000 euro nei casi di infezioni sistemiche. Anche i tempi di gestione risultano più lunghi rispetto alla media, con una durata che può arrivare a circa tre anni.