Piacenza 2 maggio 2026 – Più del doppio degli esami ogni settimana, fino a 2mila prestazioni l’anno e un accesso più semplice per i pazienti: è questo il cuore della nuova organizzazione della MOC che, da lunedì 4 maggio 2026, cambia sede e soprattutto capacità di risposta, segnando un passaggio concreto nella riduzione delle liste di attesa.
La MOC, Mineralometria ossea computerizzata è un esame diagnostico che misura la densità minerale dell’osso e consente di capire se le ossa sono in salute o se esiste un rischio aumentato di fratture spontanee. Si tratta di un’indagine semplice, priva di controindicazioni, che non richiede preparazione e comporta un’esposizione alle radiazioni estremamente bassa. Con l’attivazione della nuova strumentazione in un’area dedicata all’interno del reparto di Medicina nucleare, la MOC cambia sede (non più quindi al Centro salute donna) e, soprattutto, cambia passo con una riorganizzazione complessiva del servizio a vantaggio dell’utenza.
“Per i pazienti cambiano esclusivamente la location e la modalità di accettazione -– spiega Massimiliano Casali, direttore della struttura – che non avverrà più al Centro Salute Donna ma allo sportello Cup del primo piano del Polichirurgico. L’esame resta invariato, così come il personale che lo esegue”.
Il cambiamento più rilevante riguarda però l’offerta. Grazie alla riorganizzazione interna le sedute settimanali sono state più che raddoppiate: dalle 12–13 MOC concentrate in un’unica giornata si è passati alle attuali 31 distribuite su due giorni.
“In origine concentravamo tutti gli esami il venerdì. A questo abbiamo poi aggiunto il lunedì e, nelle ultime settimane, incrementato ulteriormente i posti disponibili. Oggi arriviamo a 31 MOC settimanali: un aumento significativo, pensato per ridurre in modo concreto le liste d’attesa”.
Nel 2025 le MOC eseguite sono state circa mille; per il 2026 l’obiettivo è ambizioso ma realistico: raggiungere tra 1.800 e 2.000 esami, raddoppiando di fatto l’attività e migliorando l’accessibilità al servizio.
Dal punto di vista tecnico, la nuova apparecchiatura rappresenta un aggiornamento della precedente: le prestazioni diagnostiche sono sovrapponibili, la durata dell’esame resta di circa quindici minuti e i tempi di refertazione sono confermati in una settimana. A fare la differenza è soprattutto l’organizzazione. “Per noi significa non dover più spostare il personale tra sedi diverse – conclude Casali – Questo rende la gestione degli appuntamenti più semplice, più efficiente e più sostenibile, con ricadute dirette sulla qualità del servizio per i pazienti”.