Sono “Con il vento e la vela ri-sperimento la mia vita” nell’ambito del progetto Inclusione Sociale, e il “Percorso di Terapia Educazionala di Gruppo per paziente con Diabete Melillo” dell’UOC di Medicina Generale e Centro Diabetologico dell’Ospedale di San Bonifacio
L’ULSS 9 Scaligera raddoppia il successo a Torino. In occasione dell’evento nazionale “Premio Persona e Comunità”, giunto alla XII edizione e dedicato alle buone pratiche nella pubblica amministrazione e nella sanità, l’Azienda veronese ha ottenuto due importanti premi per i suoi progetti dedicati alla cura della persona e al rafforzamento dei legami di comunità. Un traguardo che premia il lavoro di squadra e la costante ricerca di soluzioni assistenziali centrate sull’individuo.
I progetti premiati
“Con il vento e la vela ri-sperimento la mia vita”. Il progetto, realizzato in collaborazione col Comune di Garda, Ordine di Malta – delegazione di Verona e Lega Navale Italiana sez. Garda, in collaborazione con C.I.S.O.M. – Gruppo di Verona, Fraglia Vela Malcesine, Università di Verona e Croce Europa, nasce nell’ambito delle iniziative di Inclusione sociale promosse dall’ULSS 9, con l’intento di utilizzare le uscite in barca a vela non solo come attività sportiva, ma come potente strumento terapeutico, riabilitativo e di integrazione per persone con disabilità intellettive e disturbi correlati.
In questo contesto, la vela diventa un mezzo per entrare in stretto contatto con la natura, misurarsi con se stessi e con gli altri e adottare uno stile di vita basato sulla solidarietà e sulla cooperazione. Allo stesso modo la barca, per le sue caratteristiche strutturali, diviene uno strumento che contiene e modella le dinamiche relazionali del gruppo. La vita di bordo è un microcosmo dove ogni partecipante può sperimentarsi, sviluppando potenzialità individuali legate all’indipendenza, alla cooperazione e alla responsabilizzazione.
Nel complesso, si tratta quindi di un’esperienza inclusiva che promuove l’autonomia, l’apprendimento e la socializzazione attraverso la navigazione, trasformando la barca in un setting riabilitativo unico e dinamico.
«Il progetto – spiega il referente Dott. Fabrizio Varalta, Responsabile della UOS Psicologia Clinica Ospedaliera ULSS 9 – è un laboratorio delle emozioni che agevola la consapevolezza di sé, il potenziamento cognitivo, la condivisione e collaborazione, e lo sviluppo di capacità di problem solving. L’esperienza ha modificato i rapporti sociali dei ragazzi che vi hanno partecipato, dando loro maggiore autostima. Come riporta la motivazione del premio, “la collaborazione tra istituzioni crea la rete per sviluppare la piena inclusione sociale delle persone fragili” e non posso che ringraziare i partner istituzionali e privati che hanno reso possibile l’iniziativa, che verrà certamente riproposta in futuro».
“Percorso di Terapia Educazionala di Gruppo per paziente con Diabete Melillo” dell’UOC di Medicina Generale e Centro Diabetologico dell’Ospedale di San Bonifacio, diretta dalla Dott.ssa Sara Lombardi. Con questo progetto, centrato sull’empowerment del paziente e sulla gestione attiva della patologia., i pazienti sono chiamati a essere i veri protagonisti della “autogestione” quotidiana della glicemia e del corretto stile di vita per prevenire, individuare precocemente e gestire le complicanze della malattia. Il percorso educazionale proposto trasforma il paziente da soggetto passivo a protagonista attivo della propria salute, fornendo gli strumenti necessari per gestire quotidianamente terapia, alimentazione e attività fisica in sicurezza.
Il programma, coordinato dalla Dott.ssa Lucia Minichini, specialista in Scienze dell’Alimentazione, prevede un ciclo di sette incontri, della durata di circa due ore, ed è rivolto ad un massimo di 20 persone. Gli incontri teorico-pratici sono condotti da un’équipe multidisciplinare composta da: infermieri del CAD di San Bonifacio (Esterina Molinaro, Laura Andreetto con il coordinatore Dott. Nicola Soliman), che insegnano ad interpretare correttamente i valori glicemici e ad utilizzare al meglio i nuovi dispositivi (sensori e microinfusori), da un diabetologo e da due infermiere esperte volontarie (Dott. Damiano Sandri, Maria Assunta Lunardi, Maria Cristina Pravato), che si occupano del riconoscimento precoce e della gestione delle complicanze della malattia, da una dietologa (Dott.ssa Lucia Minichini) che presenta il valore della dieta come strumento di cura, da dietisti del Servizio Dietetico (Dott. Fabio Medici, dr Marcella Piras, Dott.ssa Micaela Tebaldi) che si occupano di alimentazione consapevole nella quotidianità, da un medico dello Sport dell’UOSD Attività Motoria (Dott.ssa Chiara Posenato), che educa all’importanza dell’attività fisica nel diabete e da uno psicologo (Dott.Fabrizio Varalta) , responsabile dell’UOS Psicologia Clinica , che in due incontri dedica particolare attenzione alla gestione dello stress e degli aspetti motivazionali.
“Punto di forza del progetto- come sottolinea la Direttrice dell’UOC Medicina Generale del “Fracastoro”, Dott.ssa Sara Lombardi, è aver integrato Ospedale e Territorio, non solo facendo partecipare agli incontri le infermiere di Famiglia e Comunità, ma soprattutto aver previsto per tutto il percorso la collaborazione della Associazione Diabetici Verona (ADV) e, in particolar modo, dei volontari “Diabetici Guida” Aurora Borin e Antonio Borsetto. Proprio per coinvolgimento dell’Associazione Diabetici è offerta ai partecipanti la possibilità di proseguire ad incontrarsi in attività di gruppo sul territorio, una volta concluso il percorso educazionale ospedaliero”.