L’assessora Monni: “Uno strumento potente, ma occorre che i cittadini diano il consenso alla consultazione dei propri dati”.
Tutto la nostra storia clinica on line, accessibile con un clic e a portata di telefonino con la app Toscana Salute. E’ evidente come il fascicolo sanitario elettronico sia uno strumento potente in grado di permettere cure migliori, diagnosi più rapide e inutili ripetizioni di test, oltre a semplificare la vita ai pazienti evitando di spostarsi per una visita o un consulto con faldoni di carta sotto braccio.
Lo strumento va però conosciuto ed usato. “Per questo occorre che medici ed operatori sanitari siano formati – spiega l’assessora regionale alla sanità, Monia Monni – ed è altrettanto importante che i cittadini ne conoscano le potenzialità e che diano il consenso alla consultazione dei dati da parte di terzi, in modo che i medici che prendono in cura un qualsiasi paziente (anche fuori regione) vi possano accedere, compresi i medici di famiglia”. Altrimenti si rischia di vanificare molti dei vantaggi, per la salute dei cittadini e l’organizzazione del servizio sanitario.
Per centrare l’obiettivo di un uso migliore e più diffuso da giugno del 2025 la Regione ha avviato un massiccio programma di formazione di tutti i propri operatori – oltre 60 mila figure coinvolte, tra medici (compresi pediatri di libera scelta), infermieri, farmacisti, personale amministrativo e tecnico – parallelamente ad una attività di comunicazione – anche social e sul web ma non solo – per far diventare davvero il fascicolo sanitario elettronico uno strumento quotidiano e condiviso.
Ogni trimestre il fascicolo sanitario elettronico conta più di 501 mila visitatori e oltre un milione e 140 mila accessi. Ad oggi però solo poco più di un milione e 98 mila persone ha attivato la condivisione dei dati, ovvero un terzo (e nemmeno) dell’intera popolazione toscana. “Un dato – commenta ancora l’assessora – che dobbiamo assolutamente migliorare”.
La formazione si concluderà a giugno e stamani, venerdì 17 aprile, a Siena si è svolto presso
il complesso museale Santa Maria della Scala uno degli eventi intermedi di questo percorso.
Nel nuovo fascicolo sanitario elettronico a breve confluiranno anche i referti delle strutture private accreditate e non solo le prestazioni svolte nel pubblico, negli ambulatori delle Asl o nei quarantatré ospedali e quattro aziende ospedaliero universitarie toscane.
Nel fascicolo sanitario sono consultabili i farmaci prescritti ed erogati, le vaccinazioni fatte, le lettere di dimissione ospedaliera. Sono segnalate eventuali allergie e ci sarà spazio, in futuro, anche per una scheda riassuntiva redatta dal medico di medicina generale che contiene le informazioni essenziali sullo stato di salute del paziente, come patologie e terapie in corso, pensato per essere immediatamente consultabile: magari in situazioni di emergenza.
Per far sì che anche le strutture sanitarie private accreditate – in Toscana sono circa 420 – alimentino il fascicolo sanitario elettronico, la Regione ha previsto un finanziamento a fondo perduto attraverso un bando da 8 milioni di euro finanziato con fondi Pnrr, il programma nazionale di ripresa e resilienza. Il contributo servirà ad adeguare standard e sistemi informatici.