Taranto, 17 aprile 2026 – In riferimento alla notizia, riportata su varie testate, della paziente 50enne deceduta a seguito di un malore improvviso durante una trasfusione, ASL Taranto intende precisare quanto segue.
Per prima cosa si segnala che, al momento del malore, la paziente non era sottoposta a trasfusione di emocomponenti, bensì era in corso un’infusione di linfociti autologhi, quindi della paziente stessa, modificati per incrementarne l’azione anti-tumorale. Si tratta del trattamento CAR-T, una possibilità di cura per pazienti con patologie oncoematologiche (leucemia, linfoma, mieloma) che sono andati incontro a ricaduta dopo una o più terapie convenzionali.
Le CAR-T richiedono una complessa preparazione che ha inizio con il prelievo di linfociti del paziente, poi separati dal resto degli elementi del sangue attraverso una procedura chiamata aferesi. Anche in questo caso, questo procedimento è avvenuto, a fine gennaio, ovvero poche settimane prima del trattamento, presso l’Unità di Aferesi del Servizio Trasfusionale di Taranto.
I linfociti così raccolti sono stati ritirati e trasportati dall’azienda specializzata che ha effettuato una lunga serie di valutazioni qualitative e quantitative a seguito delle quali ha ritenuto il materiale idoneo al trattamento successivo. In laboratorio, seguendo rigidi protocolli, è stato effettuato un processo detto di “ingegnerizzazione” attraverso il quale è stato inserito nei linfociti il recettore CAR (Chimeric Antigenico Receptor) capace di riconoscere le cellule tumorali.
Secondo le normali e consolidate procedure, e con l’osservanza di tutte le regole previste, i linfociti CAR-T sono stati poi reinfusi nella paziente ricoverata, proprio per l’effettuazione della terapia, presso la struttura di Ematologia dell’Ospedale Moscati.
Dopo pochi minuti dall’avvio dell’infusione, la paziente ha presentato un lieve malore e il trattamento è stato immediatamente sospeso. È seguito un arresto cardiocircolatorio, le tempestive procedure rianimatorie hanno consentito la ripresa del ritmo cardiaco; la paziente, in coma, è stata ricoverata in Rianimazione, dove è deceduta il giorno successivo. Il decesso non è stato conseguenza di errata trasfusione, ma una imprevedibile complicanza di una procedura correttamente eseguita.
La struttura di Ematologia dell’Ospedale Moscati è autorizzata a eseguire queste complesse procedure sin dal 2022, quando fu la prima struttura in Puglia a ottenere tutte le certificazioni necessarie. Finora sono state sottoposte al trattamento circa 50 persone.
Il Commissario Straordinario Vito Gregorio Colacicco, addolorato, manifesta tutta la propria vicinanza ai familiari e agli amici della signora deceduta.