sabato, 28 Marzo 2026

SANITÀ LAZIO, POLICLINICO GEMELLI: COINA DIFFIDA DIREZIONE, “CONDOTTA ANTISINDACALE”

Rimossi bandiere e striscioni durante lo stato di agitazione. Il Segretario Nazionale Ceccarelli: “Atto grave, colpita la libertà sindacale. Senza risposte, ricorso immediato al giudice”

ROMA, 28 MARZO 2026 – Il COINA, Sindacato delle Professioni Sanitarie) porta lo scontro con la Fondazione Policlinico Gemelli su un piano formale e giuridico e notifica una diffida per condotta antisindacale ex art. 28 dello Statuto dei Lavoratori, contestando la rimozione di bandiere e striscioni sindacali esposti durante la mobilitazione.

Alla base della contestazione una sequenza precisa: il 17 marzo è stato proclamato lo stato di agitazione, con l’esposizione di bandiere e striscioni lungo il perimetro aziendale come strumento di comunicazione verso lavoratori e opinione pubblica. Il 25 marzo, però, la Fondazione ha disposto la rimozione totale dei materiali senza alcuna preventiva comunicazione o giustificazione, facendo scattare la diffida (Prot. 23/2026).

Per il sindacato si tratta di una condotta oggettivamente lesiva della libertà e dell’attività sindacale, perché riduce la capacità di comunicazioneabbassa la visibilità della mobilitazione e indebolisce la forza negoziale in una fase già aperta di vertenza.

“Non è un dettaglio né un episodio isolato – dichiara Marco Ceccarelli, segretario nazionale COINA –. Rimuovere bandiere e striscioni significa oscurare una mobilitazione e limitare un diritto garantito dalla legge. È un segnale chiaro che non possiamo accettare”.

Nella diffida il COINA richiama esplicitamente il quadro normativo: la giurisprudenza della Cassazione (n. 2770/2003) stabilisce che è sufficiente una lesione oggettiva degli interessi collettivi per configurare la condotta antisindacale, anche senza intento specifico. Inoltre, la comunicazione sindacale è tutelata dagli artt. 14, 25 e 26 dello Statuto dei Lavoratori, come ribadito anche dalla Cassazione n. 34619/2024.

“Le nostre bandiere non sono simboli neutri – aggiunge Ceccarelli –. Sono strumenti di informazione e partecipazione. Impedirne l’esposizione significa comprimere direttamente la libertà sindacale”.

Con l’atto formale, il sindacato intima alla Fondazione di cessare immediatamente la condotta antisindacaleconsentire il ripristino delle bandiere e degli striscioni nelle stesse posizioni precedenti e astenersi da ulteriori comportamenti analoghi.

Il COINA fissa anche un termine stringente: 48 ore per un riscontro positivo. In caso contrario, è già pronta l’azione giudiziaria. “Siamo pronti ad andare fino in fondo – conclude Ceccarelli –. In assenza di risposte, presenteremo ricorso d’urgenza al Tribunale del Lavoro per ottenere un provvedimento immediatamente esecutivo”.

La vertenza entra così in una fase decisiva, con il rischio concreto di un intervento del giudice per ordinare la cessazione del comportamento contestato e il pieno ripristino dei diritti sindacali.

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