lunedì, 30 Marzo 2026

AISI: SPESA SANITA’ PRIVATA SALITA A 46,4 MILIARDI (+7,7%), OLTRE 47% SU SPECIALISTICA E DIAGNOSTICA. “SIAMO PILASTRO DI TENUTA DEL SISTEMA”

INTEGRAZIONE STRATEGICA, EFFICIENZA OPERATIVA E SOSTENIBILITÀ: LE PROPOSTE DI AISI ALLA POLITICA PER GARANTIRE QUALITÀ E ACCESSO ALLE CURE

ROMA, 28 MARZO 2026 – L’analisi dei dati sulla spesa sanitaria in Italia evidenzia una realtà consolidata: il comparto del privato non rappresenta un costo aggiunto, ma una risorsa strutturale che garantisce sempre di più la continuità dei servizi ai cittadini. 

Secondo le recenti elaborazioni basate sui dati del Sistema dei Conti della Sanità (ISTAT/MEF) e monitorate dalla Fondazione GIMBE (con report autorevole del portale specializzato Money.it), la spesa sanitaria sostenuta direttamente dalle famiglie (out-of-pocket) ha toccato nel 2024 la cifra record di 46,4 miliardi di euro, con un incremento stimato del 7,7% rispetto all’anno precedente.

AISI (Associazione Imprese Sanitarie Indipendenti) sottolinea come questi numeri non vadano letti come una contrapposizione al pubblico, ma come la testimonianza di una scelta di qualità e tempestività che merita un riconoscimento istituzionale e un sostegno politico strutturale.

Domanda crescente e centralità della specialistica territoriale
L’incremento della spesa privata, che porta la media pro-capite italiana a circa 1.115 euro (un valore superiore alla media OCSE di 906 euro, come rilevato dai rapporti Cergas Bocconi – OASI 2024), riflette una domanda crescente di servizi specialistici. Oltre il 47% della spesa privata è infatti concentrato su visite specialistiche e diagnostica ambulatoriale: aree dove le strutture della sanità privata, in Italia, accreditata e pura, garantiscono standard d’eccellenza, contribuendo in modo decisivo a contenere i tempi d’attesa e a decongestionare le strutture del Servizio Sanitario Nazionale (SSN).

“La sanità privata agisce oggi come uno scudo di stabilità per l’intero sistema salute,” afferma Karin Saccomanno, Presidente di AISI. “I dati ci dicono che i cittadini si rivolgono a noi non per una logica di esclusione del pubblico, ma per una necessità di efficacia e personalizzazione delle cure. È essenziale che la politica superi i pregiudizi ideologici e consideri la sanità privata come un partner strategico. Il nostro obiettivo è un’integrazione reale nelle politiche di programmazione sanitaria, per far sì che la qualità che offriamo sia sempre più accessibile e sostenuta da una visione d’insieme.”

Capacità produttiva, investimenti e innovazione organizzativa
Sul fronte della capacità produttiva del settore, interviene il Direttore Generale, Giovanni Onesti: “Le imprese sanitarie sostengono autonomamente costi tecnologici e organizzativi di alto livello, rispondendo a una domanda che la spesa pubblica, cresciuta a ritmi inferiori nel 2024, fatica a soddisfare interamente. Siamo un motore di innovazione che opera al servizio del territorio. Chiediamo che questa capacità operativa venga valorizzata attraverso politiche che facilitino l’attività d’impresa in ambito sanitario, eliminando gli ostacoli burocratici che frenano lo sviluppo di servizi essenziali per la comunità.”

Equilibrio del sistema e strumenti per la sostenibilità
Il Segretario Generale di AISI, Fabio Vivaldi, evidenzia la necessità di un dialogo costruttivo: “Condividiamo le preoccupazioni sull’equilibrio del sistema sanitario nazionale: se l’apporto della sanità privata venisse meno, la sostenibilità complessiva della salute pubblica sarebbe a rischio. 

La nostra posizione è propositiva: la politica deve guardare al comparto privato come a una componente essenziale di un’unica offerta di salute. Occorre lavorare su strumenti che alleggeriscano l’onere diretto sui cittadini, ad esempio attraverso una revisione dei modelli di defiscalizzazione e il superamento dei vincoli alla capacità erogativa, per garantire che l’eccellenza rimanga un diritto tutelato per tutti.”

Conclusioni: verso una sanità integrata e di qualità
In conclusione, AISI ribadisce che la crescita della spesa privata dimostra come siamo di fronte ad una realtà da non demonizzare. I dati rappresentano un segnale di fiducia dei cittadini verso un modello di cura efficiente. L’Associazione auspica finalmente un patto di collaborazione con le istituzioni che riconosca alle imprese indipendenti il ruolo di “sostegno vitale” del sistema, promuovendo un modello dove pubblico e privato collaborino armoniosamente per l’unico obiettivo comune: il benessere e la salute dell’individuo.

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