Presentato il progetto di mentoring “Un lavoro per rinascere”. Trenta imprese sottoscrivono il “Manifesto della rete di imprese Cna contro la violenza”
Si chiama “Un lavoro per rinascere – Il ponte verso l’indipendenza: dalla violenza all’emancipazione”.
È il progetto che Cna Toscana Centro, Cna Impresa Donna e Cna Sociale – in collaborazione con Società della salute Pistoiese, Centro Antiviolenza “Aiutodonna” di Pistoia e associazione “365giornialfemminile” – lanciano sul territorio pistoiese con l’obiettivo di reinserire nel mondo del lavoro di donne vittime di violenza e abusi grazie all’attivazione di percorsi di mentoring con tutor professionali.
Il progetto, già avviato sul territorio di Prato, è stato presentato questa mattina nella Sala Maggiore del Comune di Pistoia. È sostenuto anche con le risorse messe a disposizione dalla Regione Toscana attraverso Arti, l’Agenzia regionale toscana per l’impiego, e dal programma Coesione Italia 21-27. Vede la partecipazione anche del Comune di Pistoia e del Gruppo Incontro.
In occasione della presentazione del progetto, 30 imprese associate hanno sottoscritto il “Manifesto della rete di imprese Cna contro la violenza”: chi aderisce a questa iniziativa esprime la propria disponibilità ad essere parte della battaglia contro la violenza sulle donne, offrendo tirocini, lavoro e ambienti sicuri, promuovendo il rispetto, la parità e linguaggi non stereotipati. A sua volta, CNA Toscana Centro mette i propri uffici a disposizione di tutte le imprese che sceglieranno di aderire a questo percorso e vorranno sottoscrivere il “Manifesto”.
All’appuntamento di presentazione ha partecipato tra gli altri l’assessore alla formazione e al lavoro Alberto Lenzi.
“L’autonomia economica – ha commentato Lenzi – è un elemento chiave per il processo di emancipazione di una donna vittima di violenza. E, per questo, il lavoro è cruciale per consentire alle donne di uscire dal dramma che vivono e ricostruirsi un futuro”. “Come dimostra quanto avvenuto a Prato, l’esperienza pistoiese darà un contributo importante per rendere ancora più efficaci le misure che da tempo la Regione mette in campo per agevolare l’inserimento e il reinserimento nel mondo del lavoro”, ha aggiunto. “Fare rete è imprescindibile”, ha concluso l’assessore, che ringrazia Cna Toscana Centro, i centri anti-violenza, le Società della Salute, l’Agenzia Arti e i suoi operatori: “i risultati raggiunti nel territorio pistoiese sono merito di un impegno congiunto tra istituzioni, mondo produttivo e associazionismo”.
Grande soddisfazione per questo percorso che trova compimento anche a Pistoia è stata espressa dal presidente di Cna Toscana Centro, Emiliano Melani, e dalla Direttrice Cinzia Grassi: “Dopo aver avviato il progetto su Prato, fare la stessa cosa a Pistoia per noi rappresenta un passo di grande rilevanza sociale. In questo frangente, infatti, non siamo soltanto di fronte alla necessità di richiamare l’attenzione su una tematica drammatica come la violenza contro le donne, ma di mettere in campo azioni tangibili che favoriscano la loro autonomia economica, emotiva e sociale affinché possano avere l’opportunità di costruirsi un futuro libero, sostenibile e dignitoso per sé e per i propri figli. Sappiamo bene quanto la dipendenza economica sia un ostacolo cruciale nei percorsi di fuoriuscita dalla violenza domestica ed è fondamentale intervenire con strumenti concreti e mirati. È proprio a partire da questa consapevolezza che abbiamo scelto di promuovere con forza un progetto dal profondo valore inclusivo. Cna Toscana Centro ha costruito una rete di sostegno che unisce più attori del territorio: da un lato, le imprese associate che si renderanno disponibili ad accogliere le donne che saranno segnalate dal Centro antiviolenza ‘Aiutodonna’ e 365Giorni al femminile coprendo l’intero territorio della provincia di Pistoia; dall’altro, i Centri per l’Impiego, le istituzioni competenti e le tutor professionali individuate da Cna Impresa Donna, che accompagneranno sia le beneficiarie sia le aziende in ogni fase del percorso verso un’occupazione stabile. La strada che vogliamo intraprendere è chiara: non solo opportunità lavorative ma creare le condizioni affinché queste donne possano riconquistare indipendenza, fiducia e possibilità reali di inserirsi pienamente nella comunità. Questo progetto è la dimostrazione concreta di come una rete territoriale coesa possa diventare motore di cambiamento”.
“La Società della Salute Pistoiese con il proprio Centro Antiviolenza ‘Aiutodonna’ di Pistoia – ha sottolineato Anna Maria Celesti, sindaco facente funzioni di Pistoia e presidente della SdS – ha aderito convintamente al progetto di Cna, che ha come obiettivo primario il reinserimento nel mondo del lavoro delle donne vittime di violenza. L’autonomia socio lavorativa è infatti uno degli obiettivi sui quali da sempre è impegnato il Centro ‘Aiutodonna’, che svolge un’opera di accoglienza, consulenza, supporto e che nei suoi venti anni di attività ha rappresentato un punto di riferimento imprescindibile per le donne vittime di violenza del nostro territorio. Un’esperienza che ha evidenziato l’importanza della collaborazione fra soggetti diversi, un lavoro sinergico di servizi pubblici, Forze dell’Ordine, sindacati e privato sociale che ha portato alla creazione di una vera e propria rete, come conferma anche questa nuova intesa con Cna”.
Chiara Pasquali, presidente di Impresa Donna Cna Toscana Centro, e Paola Calandra, presidente Cna Sociale, hanno analizzato il percorso che ha portato alla nascita di questo progetto: “A fronte di dati nazionali che vedono l’occupazione femminile al 53,3%, che sale al 63,7% in Toscana, le disuguaglianze restano molto importanti. Alla luce di questi numeri, poi, il rischio di esclusione sociale e lavorativa è ancora elevato per le donne che vivono situazioni di vulnerabilità ed è per questo che andiamo a fortificare ancora di più il nostro progetto, ovvero un supporto integrale che non si limita alla formazione sul campo ma è rafforzato dalla presenza di consulenti esterni messi a disposizione da Cna Toscana Centro. A fine 2024 abbiamo presentato il progetto in provincia di Prato, in collaborazione con il Centro “La Nara” e, già in quell’occasione, fu dichiarato di estendere l’iniziativa anche alla provincia di Pistoia e, oggi, possiamo tagliare questo importante traguardo. Il percorso inizierà con la selezione delle candidate da parte del Centro Antiviolenza Aiutodonna e 365Giorni al Femminile assieme al Centro per l’Impiego, per proseguire con una campagna di sensibilizzazione e coinvolgimento delle imprese arrivando ad individuare le aziende che aderiranno per poi avviare il percorso di inserimento lavorativo sostenuto dai fondi del progetto Arti. Saranno previste anche sessioni di mentoring dedicate sia alle donne sia alle imprese: un supporto pensato per accompagnare le beneficiarie nel pieno reinserimento lavorativo e per facilitare le aziende nella gestione del processo di integrazione. Le mentor saranno tutte donne, selezionate tra le imprenditrici qualificate di Cna Impresa Donna Toscana Centro, affinché la crescita professionale sia sostenuta da esempi concreti di leadership femminile. Questo progetto vuole rappresentare un passo concreto verso un cambiamento reale per costruire percorsi che restituiscano opportunità, dignità e futuro, contribuendo a ridurre le disuguaglianze e rafforzando il tessuto economico e sociale del nostro territorio”.
Il contributo sul campo, e per le proprie conoscenze, arriverà anche da 365giornialfemminile APS presente alla conferenza stampa con la presidente Giovanna Sottosanti: “In qualità di Presidente dell’associazione e del proprio Centro Antiviolenza, sono soddisfatta del protocollo che abbiamo sottoscritto, perché il lavoro è alla base dei percorsi di autonomia per le donne vittime di violenza e quindi tutti gli strumenti che si possono attivare sono utili. Nel 2025 abbiamo seguito 157 donne dell’area Valdinievole, mantenendo la media di circa 150 all’anno: come capirete, il lavoro che facciamo con le donne che si rivolgono a noi è molto e, quindi, ogni iniziativa di supporto è ben gradita”.
I dati del Centro antiviolenza Aiutodonna – Dal 2006 al 2025 sono state 1.653 le donne che si sono rivolte al centro. Solo lo scorso anno ne sono state registrate, fino al 31 ottobre, 105 come nuove richieste con un incremento di 15 donne rispetto al 2024. Col passare del tempo, però, si è notato un progressivo abbassamento dell’età delle vittime: nel 2025 solo il 10% delle donne ha più di 55 anni, mentre il 48% riguarda donne fra i 35 e i 55 anni. La maggior parte delle richieste continuano ad arrivare da donne di nazionalità italiana (71%) anche se è in costante crescita il numero delle straniere. Inoltre, è stato attivato anche un supporto psicologico per far fronte a tutte le richieste ma, per il tipo di violenza subito, ben il 20% dei casi fa riferimento a quella di natura economica. Ed è proprio su questo ambito che parte e si sviluppa questo progetto che nel dicembre 2024 è già stato lanciato in provincia di Prato ottenendo significativi traguardi.