venerdì, 27 Marzo 2026

SIVeMP. Cambiamenti climatici stanno ridefinendo i fattori di rischio per la salute pubblica e animale

Veterinaria, Ambiente e Cambiamenti Climatici: i cambiamenti climatici stanno ridefinendo i fattori di rischio per la salute pubblica e animale.

Il 26 marzo 2026 scorso il Ministero della Salute, collaborazione con SIMeVeP e SIVeMP ha ospitato il convegno “Veterinaria, Ambiente e Cambiamenti Climatici”. L’iniziativa ha voluto analizzare l’impatto della crisi climatica sulla salute globale attraverso un approccio multidisciplinare, valorizzando il ruolo del medico veterinario all’intersezione tra salute animale, umana e ambientale. Infatti, come ha affermato durante l’evento il Dott. Sorice, presidente della SIMeVeP “Il medico veterinario agisce come sentinella epidemiologica: il suo monitoraggio costante su fauna e allevamenti permette di intercettare precocemente gli effetti dei cambiamenti climatici. È il primo presidio contro le malattie emergenti, garantendo la sicurezza sanitaria in un ambiente sempre più fragile.”

Temi principali in programma

• Malattie emergenti — diffusione di patologie trasmesse da vettori (arbovirosi) e zoonosi legate alla fauna selvatica.

  • Impatto produttivo — rischi e vulnerabilità per apicoltura, acquacoltura e settore avicolo.
  • Inquinanti ambientali — effetti di microplastiche e PFAS sulla catena alimentare e sulla salute animale.
  • Antibiotico resistenza 

Perché è importante

I cambiamenti climatici stanno ridefinendo i fattori di rischio per la salute pubblica e animale.

Il Dott. Aldo Grasselli, presidente di FVM, ha infatti sottolineato che “Il modello economico globale, orientato al consumo e purtroppo allo spreco, genera effetti ormai evidenti sul clima e i cambiamenti climatici determinano condizioni favorevoli a patologie del regno vegetale e animale. L’uomo ha davanti scenari caratterizzati da rischi più intensi e una vulnerabilità che può essere mitigata solo grazie al lavoro dei medici veterinari per mantenere sani gli animali che spesso sono il serbatoio di patologie infettive trasmissibili all’uomo e per assicurare la salubrità degli alimenti la cui contaminazione può impattare sulla salute dei consumatori. Più e meglio i medici veterinari possono proteggere e curare gli animali più sani e protetti saranno gli esseri umani”.

Durante il convegno sono stati evidenziati gli effetti diretti e indiretti dei cambiamenti climatici sugli animali e sulle loro produzioni (nella fattispecie acquacoltura e apicoltura, tra i settori maggiormente vulnerabili), sulle rotte migratorie degli uccelli e sulla loro fenologia e su emergenze epidemiche come quella dell’influenza aviaria. 

La seconda parte della giornata è stata invece dedicata da una parte all’antimicrobico resistenza, dove sono stati sottolineati gli importanti sforzi messi in atto dalla medicina veterinaria, che ha visto in soli dieci anni una riduzione consistente dell’utilizzo di antimicrobici; e dall’altra a contaminanti quali microplastiche (MPs) e PFAS, mettendo in evidenza l’elevato rischio che entrambi rappresentano per la salute pubblica. Infatti, attraverso l’ingestione di alimenti di origine animale o acqua contaminati, l’uomo trovandosi al vertice della catena alimentare risulta particolarmente a rischio (biomagnificazione). 

Analogo ruolo è giocato dalle MPs, che oltre ad essere importanti contaminanti ambientali, per le loro caratteristiche contribuiscono anche allo sviluppo di patogeni antibiotico resistenti. 

L’evento si è concluso con una tavola rotonda, moderata dal giornalista RAI Fabrizio Patti, che ha visto il confronto tra figure di spicco dei Ministeri della Salute e dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, degli Istituti Zooprofilattici e SIMeVeP. L’obiettivo centrale è stato declinare l’approccio One Health attraverso una integrazione istituzionale. La partecipazione congiunta di esponenti dei diversi ministeri ha sottolineato la necessità di una governance condivisa per affrontare sfide che non rispettano i confini tra specie o settori. È stata discussa l’importanza di rafforzare i servizi veterinari per garantire la resilienza del sistema salute di fronte ai mutamenti climatici, che minacciano la catena alimentare attraverso inquinanti come PFAS e microplastiche. 

Il confronto ha ribadito che migliorare la salute degli animali non è solo un atto medico, ma una strategia climatica: animali sani producono meno emissioni e riducono lo spreco di risorse, contribuendo agli obiettivi del Programma Triennale Salute Ambiente Biodiversità e Clima. Il dialogo tra esperti (come quelli dell’IZS Venezie) ha evidenziato come il cambiamento climatico alteri le dinamiche di malattie zoonosiche e dell’antibiotico-resistenza (AMR), rendendo fondamentale l’attività di sorveglianza predittiva e monitoraggio dei serbatoi naturali e della fauna selvatica.

Gli argomenti trattati durante il convegno, oltre ad essere problematiche di grande attualità, rappresentano sfide complesse che il SSN si troverà a dover gestire negli anni a venire. Si rende quindi necessaria una presa di coscienza, una sensibilizzazione della collettività attraverso la comunicazione del rischio, che possa portare ad un’inversione della rotta. 

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