venerdì, 27 Marzo 2026

Cluster di Epatite A. Gli Assistenti sanitari FNO TSRM e PSTRP ricordano ruolo chiave della prevenzione territoriale

A seguito dei recenti cluster di Epatite A avvenuti in Campania e nel Lazio, caratterizzati da un andamento epidemiologico in continua evoluzione, le autorità hanno attivato task force multidisciplinari, ordinanze comunali, ispezioni nei mercati ittici e campagne di vaccinazione straordinaria. La Commissione di albo nazionale degli Assistenti sanitari della FNO TSRM e PSTRP intende portare al dibattito pubblico una riflessione che va oltre la gestione dell’emergenza in corso. 

Le emergenze sanitarie non si governano solo negli ospedali, ma si intercettano, si controllano e si interrompono sul territorio. È qui che agiscono, ogni giorno, gli Assistenti sanitari, professionisti della prevenzione che rappresentano una vera rete di sicurezza essenziale, spesso invisibile, per il Servizio sanitario nazionale.

Il cuore operativo della loro attività, in situazioni come quella attuale, è l’inchiesta epidemiologica: un processo che inizia con l’identificazione e validazione dei casi (distinguendo tra infezioni autoctone, importate o associate a condizioni di fragilità), prosegue con il contact tracing, attraverso interviste strutturate per ricostruire le reti di contatto e individuare tempestivamente i soggetti esposti, e si completa con l’analisi del contesto ambientale, per individuare eventuali fonti comuni di infezione, come acqua o alimenti contaminati, in coordinamento con altri servizi e con le Agenzie ambientali.

Su questa base si attivano interventi mirati: isolamento, profilassi, educazione sanitaria e, nei contesti in cui il contagio si sta diffondendo rapidamente in una comunità circoscritta, la cosiddetta “ring vaccination” (vaccinazione ad anello), che consiste nell’immunizzare preventivamente tutte le persone che hanno avuto contatti stretti con i casi confermati, creando una barriera protettiva intorno al focolaio per bloccarne l’espansione.

Oggi, questo lavoro si arricchisce di nuove opportunità. L’intelligenza artificiale sta emergendo come alleata strategica nel tracciamento, pur all’interno di un dibattito etico ancora aperto sul bilanciamento tra tutela della privacy e protezione della salute collettiva.  Ma prima ancora degli algoritmi, servirebbero piattaforme integrate, tecnologie condivise e applicazioni in grado di supportare chi lavora sul campo, per esempio nei Dipartimenti di prevenzione. In quest’ottica, la competenza dell’Assistente sanitario resta insostituibile: è il professionista che interpreta i dati, li traduce in azione e li integra con la conoscenza diretta dei contesti sociali e territoriali.

Il paradigma One Health, che integra salute umana, animale e ambientale, dev’essere oggi il quadro di riferimento di qualsiasi strategia moderna di sorveglianza. La professione di Assistente sanitario è già pienamente allineata a questa visione. Occorre valorizzare e aggiornare i percorsi formativi esistenti, rendendoli coerenti con le nuove sfide epidemiologiche e tecnologiche.

Le evidenze economiche sono consolidate: investire in prevenzione genera risparmi multipli in termini di spesa sanitaria a valle. Eppure, il sistema sconta una carenza strutturale di professionisti della prevenzione.  Questa è la lacuna che la Commissione di albo nazionale degli Assistenti sanitari chiede di colmare, non come risposta alle emergenze, ma come scelta permanente di politica sanitaria.

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