“Non basta una inaugurazione a favore di telecamere per rendere operativa una casa di comunità. Servono edifici adeguati, serve un’organizzazione, e serve soprattutto il personale sanitario – medico e infermieristico – necessario perché queste strutture possano davvero essere utili alla popolazione. Esattamente quel che non accade in Toscana, dove tutto sta procedendo assai a rilento, come testimonia il rapporto di Agenas. Nel novembre scorso, pochi giorni dopo il suo insediamento, il neoassessore alla Sanità Monia Monni affermò che ‘siamo alle porte dell’inaugurazione di 70 case della comunità, che rappresenteranno la frontiera più vicina ai cittadini’. Dopo quattro mesi registriamo qualche taglio del nastro per strutture concluse con grande ritardo e che garantiranno nell’immediato ben pochi servizi. Un trionfo dell’inefficienza contro cui Fratelli d’Italia si batte da tempo, scontrandosi contro l’imbarazzante muro di gomma della sinistra al potere. Nonostante le nostre reiterate richieste, infatti, non siamo riusciti ad avere la completa mappatura delle case di Comunità in Regione Toscana né tantomeno lo stato di avanzamento per quanto riguarda sia la costruzione che l’organizzazione. Davanti all’inerzia della sinistra abbiamo avviato una serie di sopralluoghi finalizzati a capire a che punto siamo, nell’interesse dei cittadini, non certo per la ricerca di visibilità come qualcuno è uso fare”.
Così i consiglieri di Fratelli d’Italia Enrico Tucci, Diego Petrucci, Alessandro Tomasi e Jacopo Cellai, rispettivamente vicepresidente e componenti della commissione Sanità commentando il rapporto di Agenas sullo stato di avanzamento delle case di comunità.