giovedì, 26 Marzo 2026

SALVATA BIMBA DI 9 MESI AFFETTA DA MALATTIA RARISSIMA: APPROCCIO MULTISPECIALISTICO DEL GASLINI APRE NUOVA FRONTIERA TERAPEUTICA

Un protocollo innovativo — nato dalla sinergia tra il Centro Emostasi e Trombosi, la Diabetologia, la Riabilitazione e l’Assistenza Domiciliare — consente per la prima volta la gestione domiciliare di una patologia che colpisce un neonato su un milione

Genova, 26 marzo 2026. Una storia di coraggio, innovazione e straordinaria intuizione medica arriva dall’Istituto Giannina Gaslini di Genova. Angelica (nome di fantasia), una bimba di soli 9 mesi colpita da una rarissima e gravissima forma di deficit congenito grave di Proteina C, sta finalmente iniziando a vivere una vita normale, grazie a un innovativo protocollo terapeutico, nato dalla sinergia tra diversi reparti d’eccellenza dell’ospedale pediatrico ligure.

«Siamo orgogliosi di rendere noto il successo di un percorso terapeutico all’avanguardia per il trattamento di una gravissima forma di deficit congenito di Proteina C, patologia a trasmissione genetica con una prevalenza stimata di circa un caso per milione di nati. La piccola paziente — una bambina di 9 mesi — è oggi clinicamente stabile e può condurre una vita il più possibile normale al di fuori del contesto ospedaliero. Il passaggio dalla terapia endovenosa ospedaliera a quella sottocutanea domiciliare non è solo un successo medico: è una rinascita per l’intero nucleo familiare» sottolinea il dottor Sandro Dallorso, responsabile della UOSD di Assistenza Domiciliare dell’Istituto G. Gaslini.

“Questo risultato dimostra, ancora una volta, il valore dell’Istituto Giannina Gaslini e, soprattutto, la forza di un approccio multidisciplinare capace di mettere insieme competenze diverse per affrontare anche le patologie più rare e complesse -sottolinea l’assessore alla Sanità della Regione Liguria Massimo Nicolò-. Non si tratta solo di un successo clinico, ma di un esempio concreto di sanità pubblica capace di mettere al centro la persona e la qualità della vita del paziente e della sua famiglia”.

La patologia

“Il deficit congenito omozigote di Proteina C nella sua forma più grave — definita “doppia eterozigosi” — determina l’assenza pressoché totale di questo fondamentale anticoagulante naturale. La condizione espone il paziente a trombosi massive a carico di organi vitali e degli arti fin dalle prime settimane di vita, con esiti che includono, nella maggior parte dei casi, amputazioni o exitus. La bambina, giunta presso l’Unità di Medicina Fisica e Riabilitazione del Gaslini all’età di 4 mesi, presentava già al momento del ricovero gravi sequele neurologiche e la perdita di due falangi” spiega il professor Angelo Claudio Molinari,  direttore del Centro Emostasi e Trombosi dell’Istituto G. Gaslini.

Il protocollo terapeutico

La sfida clinica centrale consisteva nel garantire alla paziente una copertura terapeutica continua con concentrato di Proteina C, tradizionalmente somministrato per via endovenosa con infusioni della durata di diverse ore, due volte al giorno. Tale regime, oltre a essere gravoso per la piccola paziente, rendeva di fatto impossibile qualsiasi prospettiva di vita al di fuori dell’ospedale.

“Il team del Centro Emostasi e Trombosi, in stretta collaborazione con le équipe di Diabetologia e di Medicina Fisica e Riabilitazioneha elaborato una soluzione terapeutica originale: l’adattamento di un microinfusore per insulina — dispositivo consolidato in ambito diabetologico — per la somministrazione sottocutanea del concentrato di Proteina C” spiegano il dottor Nicola Minuto e la dottoressa Marta Bassi, medici della Clinica Pediatrica dell’Istituto G. Gaslini.

Il percorso ha previsto un confronto strutturato con il Comitato Etico, il cui parere favorevole ha consentito di procedere con il necessario rigore metodologico ed etico, nel superiore interesse della paziente. Grazie a questo approccio, la bambina riceve oggi il farmaco a giorni alterni, in modo automatico e non invasivo, nell’arco di circa 20 ore. La terapia è stata integrata con la somministrazione di un anticoagulante orale di nuova generazione, recentemente approvato per l’uso in età pediatrica.

La dimissione e la presa in carico domiciliare

“Stabilizzato il quadro clinico, il Servizio di Assistenza Domiciliare del Gaslini ha reso possibile la dimissione protetta della paziente, garantendo la continuità terapeutica attraverso un programma strutturato di addestramento dei familiari, sino al raggiungimento della loro piena autonomia nella gestione del microinfusore” sottolinea il gruppo infermieristico di assistenza  domiciliare del Gaslini.

A quattro mesi dall’avvio del protocollo, i parametri clinici risultano stabili. La bambina, trasferitasi con i genitori, appositamente a Genova da un’altra regione, può ora dedicarsi al proprio percorso riabilitativo, con l’obiettivo del recupero della funzione visiva, senza che ciò comporti prolungati periodi di ospedalizzazione.

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