mercoledì, 25 Marzo 2026

ASL Roma 2: due nuove Case della Comunità verso il traguardo finale

Un momento che segna non solo un’inaugurazione, ma il compimento di un percorso lungo, articolato e profondamente trasformativo per la sanità territoriale della Capitale.

Nella giornata odierna la ASL Roma 2 ha inaugurato due nuove Case della Comunità, Pietralata e Malfante-Navigatori, avvicinandosi alla conclusione di un piano di rinnovamento destinato a completarsi entro le festività di Pasqua.

Ad accogliere le istituzioni è stato il Direttore Generale della ASL Roma 2, Francesco Amato, che ha ricevuto il Presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, insieme ai Presidenti del IV Municipio, Massimiliano Umberti, ed in remoto, dalla Casa della Comunità Malfante-Navigatori, Amedeo Ciaccheri. Una presenza congiunta che testimonia la forza di un percorso condiviso, costruito passo dopo passo, con l’obiettivo di restituire ai cittadini una sanità più vicina, più accessibile e profondamente radicata nei territori.

Quello che oggi prende forma è il risultato di un lavoro intenso, fatto di progettazione, investimenti e visione, capace di ridisegnare il volto dell’assistenza sanitaria romana. La ASL Roma 2 e la Regione Lazio si sono poste al centro di questo cambiamento, interpretando un ruolo decisivo nel tradurre le linee guida del Decreto Ministeriale 77 in interventi concreti, tangibili e duraturi. Un viaggio che ha coinvolto istituzioni, operatori sanitari e comunità locali, fino a delineare un modello innovativo di presa in carico di prossimità.

Con l’apertura della Casa della Comunità Pietralata si aggiunge un tassello fondamentale nel IV Municipio. La struttura di via di Pietralata nasce in un luogo carico di memoria e significato, accanto al consultorio familiare attivo dal 1975, per decenni punto di riferimento per la salute delle donne. Oggi quello stesso spazio si amplia e si rinnova, diventando un presidio aperto a tutta la cittadinanza, capace di accogliere bisogni diversi e di offrire risposte integrate. Un luogo che unisce storia e innovazione, trasformando un simbolo del passato in una risorsa per il futuro.

Parallelamente, l’inaugurazione della Casa della Comunità di via Malfante nell’VIII Municipio rafforza ulteriormente una rete già dinamica ef in crescita. Questa nuova struttura si inserisce in continuità con le esperienze di Casale De Merode e San Nemesio, dove la collaborazione tra assistenza territoriale e ospedaliera si sviluppa in modo sinergico con l’Ospedale CTO. Un sistema che evolve e si consolida, offrendo ai cittadini un percorso di cura sempre più integrato.

Le Case della Comunità rappresentano il cuore di questa trasformazione. Non semplici ambulatori, ma veri e propri centri di riferimento per la salute, in cui convergono competenze multidisciplinari, sociali e sanitaria, tecnologie e servizi pensati per accompagnare ogni persona lungo il proprio percorso assistenziale. Prestazioni specialistiche, diagnostica di primo livello, screening oncologici, assistenza infermieristica e programmi personalizzati diventano così parte di un’offerta strutturata e accessibile.

L’inaugurazione odierna assume quindi un valore che va oltre l’apertura di nuovi spazi. È il segnale concreto di un cambiamento ormai prossimo al suo compimento, un traguardo che segna la chiusura di un ciclo di rinnovamento e l’inizio di una nuova fase per la sanità territoriale romana. Con l’avvicinarsi delle festività pasquali, questo percorso giungerà a maturazione, restituendo alla città una rete sanitaria più forte, più capillare e più umana.

In questo contesto, la sanità torna a essere presenza quotidiana nei quartieri, punto di riferimento stabile per le comunità e luogo di fiducia per i cittadini. Un risultato che racchiude l’impegno di un intero sistema e che apre prospettive nuove, fondate sulla centralità della persona e sulla capacità di rispondere, con efficacia e sensibilità, ai bisogni di salute del territorio.

Il Direttore Generale della ASL Roma 2, Francesco Amato, dopo i ringraziamenti alle autorità presenti ed al personale che è stato impegnato in questo importante percorso, direttamente o indirettamente, ha tenuto a precisare: “Abbiamo completato questa fase della programmazione, però il lavoro non è finito. Il lavoro deve ancora cominciare. Ormai non c’è dibattito in cui non si parli di case di comunità ed il fulcro è la presa in carico. Significa gestire il percorso in un processo di cura, gestire il bisogno in una logica multidisciplinare, prendersi cura e accompagnare il paziente in questa nuova logica. Il Corpo Sanitario deve capire che il paziente non appartiene a nessuno: appartiene a un percorso di cura.”

Ha concluso il Presidente Rocca a fine evento: “Oggi c’è soddisfazione anche per le tecnologie: la radiologia è molto elevata e consente esami più puntuali al servizio del cittadino. Però su una cosa non sono d’accordo: esiste chi è responsabile della presa in carico, e sono gli infermieri. La figura dell’infermiere nella sanità moderna è centrale”

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