Malattia difficile da diagnosticare e spesso percepita come sentenza di infertilità. Cozzolino (IVI): “Oggi, grazie a una maggiore consapevolezza dei sintomi e a strumenti diagnostici sempre più accurati, la maggioranza delle donne con endometriosi può ottenere una gravidanza, spontaneamente o attraverso percorsi di medicina della riproduzione”
In Italia si stima che oltre 1 milione e 800 mila donne convivano con l’endometriosi, una patologia ginecologica cronica che può avere un impatto significativo sulla qualità della vita e sulla fertilità. Secondo i dati del Ministero della Salute e dell’Istituto Superiore di Sanità, si tratta di una delle principali cause di infertilità femminile: circa il 30–40% delle donne con endometriosi può incontrare difficoltà nel concepimento. Nonostante questo, una diagnosi di endometriosi viene ancora spesso percepita come una vera e propria sentenza di infertilità.
Le evidenze scientifiche indicano invece una realtà più articolata: la maggioranza delle donne con endometriosi può ottenere una gravidanza, spontaneamente o attraverso percorsi di medicina della riproduzione. “L’endometriosi è una patologia complessa che può influenzare la fertilità sia attraverso alterazioni anatomiche degli organi riproduttivi, sia attraverso processi infiammatori che modificano l’ambiente ovarico e uterino”, spiega Mauro Cozzolino, ginecologo esperto in medicina della riproduzione e Direttore della clinica IVI Bologna. “Oggi, grazie a una maggiore consapevolezza dei sintomi e a strumenti diagnostici sempre più accurati, molte donne con forme lievi di endometriosi riescono a concepire spontaneamente. In casi selezionati, la rimozione laparoscopica dei focolai endometriosici può contribuire a migliorare la fertilità: diversi studi riportano tassi di gravidanza spontanea compresi tra il 40% e il 60% entro 12 mesi dall’intervento, soprattutto nelle pazienti con malattia meno avanzata. Nelle pazienti con stadi più avanzati della patologia o con fattori tubarici associati, le tecniche di procreazione medicalmente assistita (PMA), come la fecondazione in vitro (FIVET) rappresentano un’opzione terapeutica efficace. Secondo la letteratura scientifica internazionale e le linee guida della European Society of Human Reproduction and Embryology, i risultati della PMA nelle donne con endometriosi sono generalmente comparabili a quelli osservati nelle pazienti con altre cause di infertilità, mentre le probabilità cumulative di gravidanza possono raggiungere o superare il 60% dopo più cicli di trattamento. Attraverso un approccio personalizzato, che tenga conto dell’età della paziente, della riserva ovarica e dello stadio della malattia, è possibile accompagnare molte donne nel percorso verso la maternità. Una diagnosi precoce è fondamentale: una gestione tempestiva della patologia permette non solo di migliorare la qualità della vita delle pazienti, ma anche di preservare il potenziale riproduttivo e pianificare strategie terapeutiche mirate.”